AL RIPARO DALL’INFLAZIONE

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Il clamoroso successo dei BTP Italia riaccende il focus sull’inflazione

 

La protezione del potere d’acquisto è da sempre uno dei temi più cari all’investitore, soprattutto se l’orizzonte temporale è di lungo termine. Oggi il desiderio di proteggere il valore del proprio investimento si è fatto ancor più accentuato, dal momento che le ultime decisioni di politica monetaria, tra cui si annoverano i due programmi LTRO e l’OMT, hanno di fatto creato i presupposti per la sussistenza di modesti rischi di nuove spirali inflattive nel medio-lungo termine. Tutto ciò, sebbene arrivino continue rassicurazioni su tali rischi, per ultimo le parole pronunciate da Yves Mersch, candidato al board BCE, che durante l’audizione alla commissione economica dell’Europarlamento dello scorso 22 ottobre, ha nuovamente affermato come il tasso di inflazione eccezionalmente tollerato oltre la soglia del 2% rientrerà nel corso del 2013.

In tale contesto, tornano sotto i riflettori le Inflation Linked, supportate anche dal grande successo che ha accompagnato la nascita del BTP Italia, giunto recentemente alla terza emissione, che ha fatto segnare un record di sottoscrizioni direttamente al MOT di Borsa Italiana per tramite del nuovo meccanismo di emissione a rubinetto.

Pertanto, il tema della protezione del potere d’acquisto non può che tornare d’attualità. Come di consueto, apriamo ora una view di mercato su tale tipologia di obbligazioni, andando alla ricerca di prodotti utili allo scopo. Tra gli emittenti che presentano la più nutrita gamma di obbligazioni, vi è RBS Plc che mette a disposizione di coloro che vogliano avere accesso ai correnti rendimenti di mercato con la consapevolezza di veder aumentare i ritorni in un contesto inflattivo, ovvero nel caso in cui i valori attesi non dovessero realizzarsi, ben cinque Inflation Linked di cui quattro indicizzate all’inflazione europea e una a quella italiana.

In prospettiva di medio-lungo termine, infatti, tali proposte potrebbero rivelarsi nuovamente interessanti, anche in ottica di diversificazione di portafoglio. A differenza delle molte Inflation Linked presenti sul mercato, la strutturazione adottata dall’emittente inglese, che presentava in origine ampi spread aggiuntivi o floor ai rendimenti minimi, ha consentito fino ad oggi ai risparmiatori di ottenere validi ritorni economici nonostante lo scenario di mercato non sia stato certamente premiante per tale tipologia di bond. Prima di scendere nel dettaglio delle proposte, si osservi una rapida panoramica del mercato con l’obiettivo di monitorare non solo l’attuale livello dell’inflazione, sia europea che italiana, ma anche le attese del mercato per quella futura. L’inflazione annualizzata europea, nella versione Eurostat Eurozone HICP Unrevised ex-tobacco, si attesta in particolare oggi al 2,6%, contro il 3,1% di quella italiana (Italy CPI FOI ex-tobacco).

Utile è infine far riferimento alle attese del mercato, sulle quali si basano le prospettive di rendimento di seguito proposte, che vedono un progressivo calo dell’inflazione italiana nel breve termine, con un coefficiente di crescita nel medio-lungo termine leggermente più marcato per quella europea.

Tra le 5 obbligazioni targate RBS, per chi guarda esclusivamente ai rendimenti prospettati, è sicuramente da monitorare la Royal 5,5 Inflazione (Isin NL0009289339), che prevede cedole fisse su base annuale del 5% fino al prossimo 11 gennaio 2014 e successivamente, fino alla scadenza di gennaio 2020, cedole agganciate alla variazione annuale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo europei esclusa la componente tabacco (HICP ex-tobacco), maggiorato di uno spread dell’1,6%. Facendo riferimento ai tassi di inflazione attesi, che rappresentano alla relativa data di valutazione l’espressione delle aspettative del mercato circa l’andamento futuro dell’inflazione, per ogni data di rilevazione sono stati interpolati i livelli dell’indice di mercato dell’obbligazione come da tabella presente in pagina, maggiorato dello spread previsto dalla Royal 5,5 Inflazione. Ne deriva, pertanto, che in virtù del flusso cedolare atteso e dei correnti 98,99 euro esposti in lettera al MOT di Borsa Italiana, il rendimento prospettato a scadenza ammonterebbe oggi al 3,75% annuo al lordo della ritenuta fiscale.

 

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