I mercati azionari hanno celebrato questa
settimana due ricorrenze. La più vicina, i
minimi del 9 marzo 2009, quando l’S&P500
chiuse le contrattazioni a 676,53 punti dopo
aver toccato un minimo intraday a 666.
Vietato ironizzare sull’eventuale presenza
dello zampino del diavolo nella ripartenza al
rialzo. La ricorrenza più lontana è invece
quella relativa ai massimi del Nasdaq, che il
10 marzo 2000 toccava quota 5.132, livello in
seguito mai più nemmeno avvicinato. Due
situazioni opposte, di massima euforia nel
primo caso e di massimo pessimismo nel
secondo. In entrambi i casi sono seguite
performance altrettanto storiche. L’S&P500
ha recuperato infatti quasi 70 punti percentuali
mettendo a segno la migliore performance
annuale dall’inizio degli anni ‘30. Il
Nasdaq è invece crollato fino a un minimo di
1.114 punti e oggi si trova ancora a 2.326
punti, neanche a metà strada dai suddetti
massimi. Quanti avrebbero avuto la razionalità
per abbandonare il Nasdaq nel momento
di maggior euforia?
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Ben pochi, e probabilmente
ancora meno avranno avuto il sangue
freddo per entrare sul mercato nel momento
di maggiore pessimismo. In un caso e nell’altro
i certificati avrebbero potuto proporre
qualche spunto interessante per la loro
capacità di adattarsi, grazie alle diverse
strutture opzionali, alle varie esigenze degli
investitori e ai vari scenari di mercato. Per
esempio gli Outperformance, analizzati nel
Punto tecnico, sono certificati che permettono
di sfruttare con leva i rialzi del mercato.
L’Athena Sicurezza Scudo di BNP Paribas,
il Certificato della settimana, ha invece un
profilo più difensivo. Non solo, i certificati
permettono anche di investire in asset altrimenti
difficilmente raggiungibili dal risparmiatore,
come le materie prime.
Nell’Approfondimento di questa settimana si
parlerà delle opportunità offerte per investire
sul petrolio, la commodity per eccellenza.
Buona lettura!
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