È uscito il Certificate Journal n.767

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Ancora una volta le trimestrali ci ricordano quanto sia delicato l’equilibrio dei mercati azionari e di quanto le sorprese siano dietro l’angolo. L’ultima in ordine temporale è quella di Amazon, titolo che non ha bisogno di presentazioni, che dopo la pubblicazione dei dati ha registrato una flessione nell’after hours superiore
al 20%.
Alzi la mano chi si aspettava da un titolo che capitalizza circa 1.130 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a tutta Borsa Italiana, una debacle di tale portata. Un elemento che sottolinea quanto sia importante all’interno di un portafoglio di investimenti, la diversificazione e soprattutto la gestione del rischio. Partendo da questo principio e potendo contare su un mercato che offre opportunità diverse rispetto al passato siamo andati ad analizzare i certificati scritti su indici, asset che proprio perché implicitamente diversificati, presentano una rischiosità inferiore rispetto ai singoli titoli azionari.
Altra soluzione per ridurre al minimo i pericoli di questa fase molto incerta dei mercati è quella di rivolgersi a quei certificati che, seppur a capitale condizionatamente protetto, vantano barriere sui sottostanti profonde. È il caso di un Fixed Cash Collect Step Down di Barclays scritto su quattro blue chip italiane che mette sul piatto un flusso di premi periodici dello 0,8% mensile e può contare su una barriera di Intesa Sanpaolo, attuale worst of, posta a 0,6928 euro. In ottica di diversificazione, doveroso guardare all’oro tornato sui minimi di periodo: graficamente il prezioso che offre spunti tecnici che si possono cavalcare con l’ampia offerta di certificati a leva disponibili sul mercato.
Per chi vuole approfondire l’utilizzo di questi strumenti con esempi di operatività dal vivo ricordiamo che il 3 novembre prossimo si svolgerà a Padova la quinta e ultima tappa degli “Investimenti in “Investimenti in tour” di BNP Paribas.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.767

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