È uscito il Certificate Journal n.733

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Dopo Meta Platforms e Saipem, questa settimana a turbare i sonni degli investitori è stata Delivery Hero. Una trimestrale che ha deluso le aspettative e ha scatenato un vero sell off che in due sedute ha perso il 40% del proprio valore. Il mercato è diventato molto selettivo e rispetto al passato anche sull’azionario europeo si assiste sempre più di frequente a variazioni a doppia cifra che eravamo abituati ad osservare sul fronte americano. In casi come questi il segmento dei certificati di investimento offre opzioni alternative in grado di mettere al riparo anche da eventi di forte impatto come quelli citati: in particolare, l’opzione One Star offre un’ancora di salvezza quando un solo titolo penalizza l’intero basket sottostante. Di questa particolare opzione è dotato un Phoenix Memory legato a titoli della grande distribuzione che tra pochi giorni arriverà al primo appuntamento con il premio periodico. Un certificato utile in ottica di diversificazione settoriale del portafoglio che nonostante le opzioni aggiuntive punta al 9% di rendimento annuo. Guardando ai settori, quello dell’automotive sta attraversando un periodo di forte trasformazione ma si trova a fare i conti con la carenza di semiconduttori, microchip e altri elementi indispensabili. Proprio per analizzare a fondo i numeri abbiamo realizzato uno speciale corredato da una short-list delle migliori opportunità disponibili sul mercato secondario, che prossimamente potrebbe tornare ad accogliere anche le Credit Linked Notes, certificati ritenuti troppo complessi dalla Consob, che con la raccomandazione del 2014 li aveva per tale motivo inseriti in una vera e propria black list. Lo scorso 3 febbraio, dopo poco più di 7 anni, la stessa Consob ha ritenuto ormai riprese e superate dal legislatore e dal regolatore comunitario le indicazioni contenute nelle comunicazioni, concedendo a consulenti finanziari e investitori la possibilità di impiegare per le asset allocation anche quei prodotti finora preclusi.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.733

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