BNP PARIBAS CALA GLI ATHENA

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Protezione condizionata e rendimenti di tipo azionario. Come battere i rendimenti di mercato

Mercati solidamente improntati al rialzo, ma l’incertezza inevitabilmente sale di pari passo così come la paura di rimanere con il cosiddetto cerino in mano qualora dovesse innescarsi un fisiologico storno del trend rialzista. Tuttavia con i rendimenti dell’obbligazionario nuovamente compressi sui minimi di periodo, l’esposizione azionaria permane imprescindibile nell’ottica di una gestione di portafoglio.

Per ponderare il rischio di mercato del proprio portafoglio nell’ambito di una più efficiente gestione del rapporto rischio-rendimento atteso, i prodotti yield enhancement continuano ad essere i maggiori candidati per chi voglia rendimenti superiori alla media, ovvero assimilabili a rendimenti azionari, associati ad una protezione del rischio parziale, il più delle volte vincolata al rispetto di un preventivato livello barriera.

Tuttavia, non tutti gli strumenti yield enhancement sono uguali. In ottica di gestione di portafoglio e adatti ad investitori con propensione media del rischio e con un orizzonte temporale non necessariamente di breve termine, i certificati dotati di rilevazione anticipata con protezione condizionata del nominale alla tenuta di una barriera osservata esclusivamente a scadenza spiccano per potenzialità e caratteristiche.

Appartenenti alla categoria Express, per quanto detto in precedenza, meritano pertanto di essere analizzati i nuovi Athena Certificate su indici azionari recentemente portati al Sedex da BNP Paribas. Un’emissione da analizzare anche sotto il punto di vista prettamente tecnico, in quanto trattasi di certificati dotati di pari scadenza, con due orizzonti temporali di investimento (ottobre 2016 ed ottobre 2017), le cui differenze in termini di rapporto rischio-rendimento sono frutto delle diverse caratteristiche intrinseche ai sottostanti che il Punto Tecnico di questa settimana cercherà di mettere in luce.

LE CARATTERISTICHE

Gli Athena Certificate sono dotati dell’opzione di richiamo anticipato al rispetto del livello iniziale, con finestre di uscita annuali o semestrali. In particolare all’investitore verrà pagato un premio cumulativo oltre al nominale qualora il sottostante in tali predeterminate date, quoti ad un livello almeno pari allo strike iniziale. Nello scenario a scadenza, ovvero qualora il sottostante non abbia mai rispettato le condizioni idonee per attivare l’opzione di autocallability, alla scadenza l’investitore si troverà di fronte a tre distinti scenari di rimborso.

Il pagamento di tutti i coupon non distribuiti oltre al nominale (100 euro), nel caso in cui il sottostante quoti a scadenza ad un valore almeno pari al livello iniziale. Il rimborso del solo valore nominale, se a scadenza il valore del sottostante è inferiore al valore iniziale ma superiore o pari al livello barriera. Ed infine, nello scenario peggiore per l’investitore, ovvero qualora il sottostante si trovi alla scadenza ad un valore inferiore al livello barriera, il rimborso sarà parametrato all’effettivo livello raggiunto dallo stesso, al pari di un investimento diretto nel medesimo sottostante.

Date tali caratteristiche scendiamo nel dettaglio della struttura opzionale implicita agli Athena Certificate. In particolare, l’acquisto di un certificato dotato di tali caratteristiche è finanziariamente equivalente alla seguente strategia in opzioni:

  • Acquisto di una call con strike pari a zero, per la replica lineare del sottostante;
  • Vendita di una call con strike pari al livello barriera;
  • Acquisto di una call digital con strike pari al livello barriera, con payout X,  affinchè X sommato al differenziale tra 100 (valore nominale) e il posizionamento del livello barriera (65%), ridia i 100 euro iniziali. Tale opzione è valida esclusivamente a scadenza ed è caratterizzata da facoltà multibarrier tale per cui al rispetto del livello iniziale in una delle finestre di uscita anticipata possa estinguersi anticipatamente;
  • Acquisto di n+1 call digital con strike pari al livello iniziale, con n pari al numero di rilevazioni intermedie oltre, ovviamente lo scenario a scadenza, con payout pari al coupon previsto.

IL GIOCO DELLE PARTI

Il passo successivo è quello di confrontare, aiutandosi con le tabelle presenti in pagina, le caratteristiche di ogni singolo certificato e al contempo mettere a confronto le stesse con le caratteristiche dei relativi sottostanti, il cui connubio è di fatto riassunto dal grafico dell’analisi delle variabili. Nello specifico tali grafici hanno una notevole valenza, in quanto possono tornare molto utili agli investitori, i quali, in tal modo, hanno a disposizione una fotografia istantanea di tutte le variabili che possono influenzare sia la formazione dei prezzi nel durante, che il successo dell’investimento a scadenza.

Entriamo ora nel dettaglio. Dovrebbe essere evidente come la volatilità, il rendimento atteso e il dividend yield del sottostante giocano un ruolo cruciale nella strutturazione del certificato, in modo particolare in ottica di definizione dei rendimenti prospettati e del posizionamento del livello barriera. Come detto in precedenza, con l’ausilio dei due grafici ad istogramma presenti in pagina, cerchiamo di analizzare le relazioni che legano tra loro le variabili. In particolare, nonostante tale analisi sia stata effettuata in base ai valori correnti anziché rispetto a quelli dell’emissione, a pochi giorni dell’esordio al Sedex risulta essere ancora apprezzabile il rapporto che lega sottostanti a volatilità più elevata ad un maggiore upside offerto. In tal caso, completamente confermata l’ormai consueta relazione che intercorre tra rischio – rendimento, dove in generale i certificati con uspide maggiori sono soggetti a probabilità (CED|Probability) di successo inferiori.

In base a quanto già affermato, saltano pertanto immediatamente all’occhio le caratteristiche connesse ai due certificati agganciati all’Eurostoxx Banks, ovvero il comparto bancario europeo che continua a distinguersi per una volatilità più alta della media di mercato. Non a caso infatti, il minor costo in fase di strutturazione ha consentito all’emittente di migliorare le caratteristiche dei due certificates, sia sulla scadenza 2017 con una barriera più profonda (60%) e un coupon più alto (10,5%), che sulla scadenza 2016, anche qui con il livello invalidante più basso delle emissioni in oggetto (65%) a fronte del coupon semestrale più alto (5%). Relazione rischio-rendimento facilmente riscontrabile anche sul grafico ad istogramma, dove nonostante il buffer (linea arancione) sul livello barriera più alto, l’alta volatilità (istogramma color verde) associa ad esso sia l’upside più alto (istogramma color rosso) che di contro la probabilità di successo (linea blu) più bassa.

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