QUANTE OPZIONI PER GENERALI

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Struttura quasi inedita per investire su Generali con l’ Athena Jet Relax di BNP Paribas

Che gli Express siano una delle colonne portanti del segmento dei certificati di investimento è risaputo, vista la mole di emissioni caratterizzate da opzioni autocallable e la lunga striscia positiva di rimborsi anticipati che perdura ormai da oltre due anni. Le opzioni che danno vita agli Express sono peraltro applicate dagli emittenti anche in strutture che fino a qualche tempo fa ne erano sprovviste, a dimostrazione di come il mercato richieda a tali prodotti di ridurre, almeno potenzialmente, il periodo di investimento. E’ un esempio di evoluzione l’Athena Jet Cap Relax che BNP Paribas ha ideato per il collocamento in BNL fino al 28 gennaio, con sottostante il titolo Generali.

Il certificato è caratterizzato da una serie di opzioni, ciascuna identificata dal nome commerciale con cui l’emittente francese si è fatta conoscere sul mercato italiano. Più in particolare il prefisso Athena indica la presenza di una o più opzioni di rimborso anticipato, Jet identifica la partecipazione in leva fissa che agisce alla scadenza naturale, Cap sta a rappresentare il tetto massimo al rimborso e infine Relax identifica la cedola incondizionata che viene riconosciuta al termine del primo anno di investimento.

Dalla somma di tali opzioni scaturisce un meccanismo semplice da riassumere. La durata complessiva dell’investimento è di tre anni, che potrà ridursi grazie alla presenza di due finestre di uscita anticipata. In particolare al termine del primo anno, ossia al 28 gennaio 2014, è prevista l’erogazione di una cedola incondizionata a cui eventualmente potrà aggiungersi il rimborso del nominale; ovvero se Generali sarà almeno pari al livello iniziale verranno restituiti un totale di 104,5 euro a certificato, mentre in caso contrario verrà erogato solo il premio del 4,5% e l’investimento proseguirà verso la data successiva. Al 28 gennaio 2015 sarà possibile solo l’estinzione anticipata e se, anche in questo caso, Generali non sarà al di sotto dello strike si potrà rientrare complessivamente di 109 euro. Mancato l’obiettivo anche in questa occasione, a scadenza si presenteranno tre distinti scenari: con Generali al di sotto dello strike si seguirà la formula classica e pertanto per ribassi contenuti entro il limite della barriera, posta per questa emissione al 50% dello strike, si beneficerà della protezione del capitale con il rimborso di 100 euro, mentre al di sotto di tale soglia si subiranno interamente le performance realizzate dal titolo.

In caso di andamento positivo invece entrerà in gioco la leva fissa del 250%, che consentirà di moltiplicare per due volte e mezza la performance di Generali fino ad un rimborso massimo che non potrà superare i 160 euro. Ne deriva che un progresso del 10% varrà per il certificato un rimborso di 125 euro.

Riassumendo quindi, il certificato offre un rendimento prefissato crescente per due anni, dato dal 4,5% incondizionato a gennaio 2014 e dal 9% associato al rimborso anticipato l’anno successivo. Successivamente, alla scadenza, prospetta in caso di rialzo del sottostante un rendimento massimo del 60%, ottenibile a fronte di un progresso del 24% dell’azione, e una protezione del capitale iniziale per ribassi contenuti entro il 50%. Solamente al di sotto della barriera profila un rimborso allineato a quello del sottostante, come se si fosse investito direttamente su questo.

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