DALLO STRANGLE AL CONDOR

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Approccio neutrale e controllo del rischio con la strategia “condor”

 

Il momento di forte volatilità che sta caratterizzando i corsi azionari, ci costringe ancora a dedicare il consueto appuntamento settimanale con le strategie in opzioni alle tipologie di payoff dotate di un approccio neutrale, evitando così l’esposizione illimitata alle perdite sia in caso di forti rialzi che ribassi del sottostante.

La scelta è ricaduta sulla strategia denominata “condor”, che al classico profilo di rimborso del più noto strangle, consente di aggiungere una assicurazione al portafoglio in grado di proteggere l’investitore da perdite illimitate. Andando per ordine, volendo vendere due opzioni molto vicine al valore dell’indice ci si espone a un rischio di perdita illimitata se il mercato non si muove secondo l’aspettativa, come nel caso della costruzione di una strategia di tipo short strangle, realizzata tramite la vendita di una call e  di una put “naked” (nude) ovvero senza protezione. In particolare la strategia  si costruisce vendendo una put strike piccolo e una call strike più alto con la stessa scadenza. Vendendo opzioni molto vicine tra loro si incasserà molto valore ma il range (parte alta dello strangle) di guadagno sarà più corto e quindi minore.

Come di consueto, la scelta degli strike delle opzioni rappresenta un elemento di assoluto rilievo nel profilo di rischio-rendimento dell’operazione. Infatti, vendendo una put e una call con strike molto distanti tra loro si riuscirebbe a dilatare la finestra di profitto potendo così far fronte a maggiori escursioni dell’indice, ma i premi incassati non sarebbero altrettanto corposi.

CONDOR SCADENZA LUGLIO

Le opzioni vendute beneficeranno senza dubbio del time decay e pertanto si svaluteranno con il passare del tempo, con un vantaggio tanto maggiore quanto più alto è il premio ricevuto. Al fine di proteggere la strategia da variazioni improvvise dell’indice acquistiamo una call strike alto e una put strike più piccolo rispetto a tutte le altre strutture presenti in portafoglio. Questi due ultimi strumenti agiscono di fatto come “assicurazione”. Infatti, se l’indice dovesse scendere senza protezione si incorrerebbe in una perdita illimitata ma grazie alla put acquistata, sarebbe possibile porre un limite alla perdita massima. Allo stesso modo la call venduta manderebbe in sofferenza il portafoglio in caso di forti rialzi del sottostante. Per ovviare ciò, può essere inserita un’opzione lunga su di una call  con stessa scadenza ma con prezzo d’esercizio out-of-the-money. Anche se si è riusciti a porre un limite alla perdita massima il range di guadagno, detto anche “becco del condor”, pur in presenza di una long call, risulterebbe contenuto. Le variabili in gioco non sono poch,e data la forte componente opzionale. Senza scendere nel dettaglio di ogni singola greca, guardando al valore del vega del portafoglio, gli effetti di un incremento di volatilità potrebbero farsi sentire immediatamente.

 LA STRATEGIA

Riassumendone le caratteristiche, il condor analizzato nelle pagina del Punto Tecnico di questa settimana, è realizzabile mettendo in essere la seguente strategia sull’indice FTSE Mib a quota 13060 punti a fronte di una volatilità stimata con modello Garch pari al 35%, operando sulle opzioni con scadenza luglio 2012:

  • Short put con strike 13.000 punti
  • Short call con strike 14.000 punti
  • Long put con strike 12.500 punti
  • Long call con strike 14.500 punti

La nostra posizione iniziale risulta  in credito e caratterizzata da un  rapporto tra perdita e utile massimo pari a:  (480/770) = 0,62.

Come è possibile notare dal grafico di strategia e secondo quanto detto in precedenza, la contestuale vendita di due opzioni sostanzialmente ITM, consente di costruire la strategia completa e protetta da perdite illimitate, con un costo relativamente basso, addirittura a credito di 770 euro. Per quanto riguarda poi il profilo di rischio rendimento, lo 0,62 visto in precedenza consente di affermare che per ogni unità di rendimento vi è una componente di rischio del 62%.

Guardando alle tabelle presenti in pagina e facendo riferimento al grafico di payoff a scadenza della strategia, si nota come il guadagno massimo si ottenga nell’intervallo compreso tra i 14327 e i 12671 punti dell’indice. Ora, individuato il limite superiore e inferiore della strategia, facendo ricorso alle simulazioni di Montecarlo, per l’orizzonte temporale prescelto, le probabilità di avere accesso al massimo rendimento ottenibile risultano ad oggi pari al 48,12%.

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