CERCATORI D’ORO SUL MOT

Il rallentamento economico pesa sui prezzi dell’oro, tornato al di sotto dei 1600 dollari. Un bond si segnala per l’alto rendimento nel range 1300 – 1800

In un mercato sempre più incerto, ora che anche la tenuta della divisa unica è messa in discussione, torna d’attualità il tema dei beni rifugio. Asset class difensiva per antonomasia, l’oro ha da poco smaltito gli eccessi che lo hanno portato a sfiorare i 2000 dollari l’oncia, proponendosi al di sotto dei 1600 $ come valido tema di investimento anche per la sua denominazione in dollari. Numeri alla mano, nel corso dell’ultimo anno l’oro ha registrato una performance dell’8,40%, portandosi così nuovamente sui livelli di inizio 2012. Importante è poi evidenziare l’impatto della componente cambio a cui soggiace l’investitore europeo. Il deprezzamento dell’euro contro il dollaro statunitense, ha consentito di fatto all’oro di registrare complessivamente un ritorno del 17,72% in valuta scoperta.

Lo scenario globale, nel quale il rallentamento economico è ormai cosa certa, mette a dura prova l’andamento delle commodity, e non fa eccezione l’oro che registra un importante calo della domanda da parte della Cina, suo maggior consumatore al mondo. Tuttavia sono molti gli analisti che ritengono il calo attuale dei corsi un’occasione di ingresso, con i prezzi che dovrebbero presumibilmente rientrare nel range compreso tra 1600 e i 1800 dollari, già nel corso delle prossime settimane. In particolare gli analisti di Morgan Stanley nel loro ultimo report, mettono proprio in evidenza come l’arretramento dei corsi sia dettato dalla riduzione delle posizioni speculative, mentre non si è registrata alcuna diminuzione degli acquisti fisici, segno questo che la tradizionale accezione di bene rifugio non è venuta meno.

Alla luce di tali considerazioni, la scelta di inserire l’oro nel proprio portafoglio, potrebbe portare indubbi benefici nell’ottica del controllo del rischio. Sebbene siano molti i prodotti oggi in grado di replicare una posizione lineare sull’oro, il timore principale che fa rimanere cauti gli investitori su questo sottostante, anche alla luce del forte ritracciamento dai massimi, è quello di un errato market timing che porterebbe ad esporsi all’intero ribasso in caso di rapida correzione dell’uptrend di lungo periodo.

Una soluzione potrebbe essere reperita nella Invest|Bond Oro targata Bank of America – Merrill Lynch (Isin XS0638296920), la quale grazie al rimborso del nominale a scadenza ( salvo rischio emittente), prevista per il 15 giugno 2018, e a un peculiare meccanismo di erogazione delle cedole annue intermedie, è in grado di esporre implicitamente l’investimento sul metallo prezioso garantendo, in caso di andamento favorevole, un ritorno obbligazionario nettamente superiore ai corsi di mercato. Entrando nello specifico dell’obbligazione, il rendimento per i primi tre anni di vita, quindi fino al 15 giugno 2014, sarà pari al 5% fisso su base annua, mentre per i successivi anni assumerà le caratteristiche di uno strutturato indicizzato all’oro, in grado di offrire un rendimento decisamente vantaggioso, pari all’8% su base annua per ogni giorno lavorativo in cui il fixing dell’oro (rilevato alle ore 15:00 dal LBMA) si sia attestato entro il range compreso tra 1300 $ e i 2000 $. Si comprende pertanto come tale bond vada oltre la classica proposta lineare delle tradizionali equity o commodity linked, che consentono di avvantaggiarsi solamente di uno scenario di crescita del sottostante. Al contrario, l’Invest|Bond Oro prospetta ritorni di gran lunga superiori alla media di mercato a patto che l’oro rispetti il range di prezzo prestabilito. Al fine di valutare le prospettive dello strutturato, è doveroso far riferimento all’evoluzione della curva forward dell’oro, che esprime i valori futuri attesi dal mercato.

Come è possibile notare dal grafico, partendo dai correnti 1578,81 $, il mercato stima con il passare degli anni una sostanziale stabilità dei corsi, fino ad arrivare ai 1650 $ per fine 2015. Un utile metro di comparazione, rispetto ai valori del forward corrente, sono le aspettative degli analisti. In questo caso, le previsioni sono meno rosee, come mostrato dal grafico che mette a confronto le due misure. Secondo le stime raccolte dagli analisti interpellati da Bloomberg, tuttavia, fino al 2015 nonostante l’atteso calo, esso non dovrebbe mettere in discussione il range prestabilito dall’obbligazione.

Stando agli attuali 96,47 euro esposti in lettera sui due mercati di quotazione dell’ultima proposta firmata BofA, ovvero MOT ed EuroTLX, vediamo ora in che modo vari lo yield to matuiry del bond nei diversi scenari possibili a scadenza. Partendo dal più vantaggioso per l’investitore, ossia dal caso in cui l’attuale previsione del mercato, ovvero la curva forward, venisse confermata, il rendimento dell’ obbligazione sarebbe pari al 7,58% lordo per tutta la durata del titolo. Nella tabella di analisi di scenario, si sono poi ipotizzate diverse evoluzioni del sottostante di riferimento e il conseguente impatto sul rendimento a scadenza dell’obbligazione. In relazione al corrente andamento della curva, sono stati simulati altri tre distinti scenari, progressivamente peggiorativi per l’investitore in virtù di un’ipotesi di incasso delle cedole via via più ridotto con l’avvicinarsi della scadenza. Pertanto dal 7,58% lordo qualora si incassi l’ammontare massimo delle cedole previste, il rendimento potrebbe scendere fino al 2,42% nel caso peggiore per l’investitore, che si concretizzerebbe con il mancato incasso delle cedole condizionate agganciate ai corsi dell’oro previste per il quadriennio 2014-2018. I due scenari intermedi, infine, sono stati calcolati presupponendo che non venga in ogni caso mai incassato il massimo della cedola prevista, pari all’8%, e ipotizzando una percentuale di riparto peggiorativa del 10% annuo, che parta dal 70% e dal 90%, rispettivamente per lo scenario intermedio 1 e 2.