IL FASCINO DELLE VALUTE

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Dall’osservazione della volatilità, verso la metà di marzo, è stato possibile individuare chiaramente che i mercati azionari avrebbero avuto bisogno di una pausa, più o meno prolungata, dopo tanto correre. Da quella dello spread tra il Bund e i Titoli di Stato italiani o spagnoli, nelle ultime due settimane, si è avuta la conferma che il ritorno delle tensioni sul mercato obbligazionario esercita un peso insostenibile sulle banche incluse rispettivamente nel FTSE Mib e nell’Ibex, al punto da far crollare i due indici al cospetto del teutonico Dax o dell’immarcescibile S&P500. Questa settimana, osservando il Gold/Silver Ratio, ovvero il rapporto tra i prezzi dell’oro e dell’argento, si può intravedere un segnale poco incoraggiante per il principale indice statunitense. Insomma, guardandosi in giro, il più delle volte è possibile ottenere delle indicazioni sull’andamento futuro dei mercati finanziari. Non che dall’osservazione ne possa nascere un ineffabile segnale di ingresso o vendita, ma di sicuro l’analisi intermarket contribuisce a far sentire l’investitore meno spiazzato di fronte ai movimenti che si verificano. Quali segnali stia fornendo il mercato delle valute cerchiamo di scoprirlo nell’Approfondimento mentre nel Bond Corner tiriamo le somme dell’ultima strategia proposta in occasione del ritorno sui 300 bp dello spread BTP Bund. Tra le operazioni profittevoli da attuare nelle scorse settimane, quella relativa allo spread tra Brent e Crude Oil WTI è stata la più riuscita, con un restringimento di oltre 7 dollari dal picco massimo. Al petrolio statunitense, sulla carta il più attardato, è peraltro agganciato un inedito Bonus Plus di BNP Paribas. Infine, per non perdere di vista le occasioni fornite dai Discount, spazio questa settimana ad un’emissione sull’Eurostoxx 50.

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