LONG CALL LADDER

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Nuovo appuntamento con le figure in opzioni più comuni. Come sfruttare al meglio un mercato lateral-ribassista

Prosegue con la call ladder, una strategia neutrale capace di generare profitto in caso di sostanziale lateralità del sottostante, la serie di appuntamenti che il Punto Tecnico dedica alle principali figure in opzioni. Da mettere in atto se si hanno aspettative di stabilità, la call ledder presenta notevoli criticità  qualora si dovesse verificare un significativo rialzo dei corsi. Tra i sottostanti su cui è possibile impostare una simile strategia si segnala il FTSE Mib, che dopo essere sceso pesantemente dai massimi del 19 marzo è ora alle prese con un importante supporto statico creatosi a cavallo tra dicembre e lo scorso gennaio.

La più complessa tra le strategie finora presentate, la call ladder consente di puntare ad una neutralità dei corsi, muovendo contemporaneamente tre gambe opzionali, con un costo di costruzione relativamente contenuto dal momento che due delle opzioni risultano vendute. Più nel dettaglio, per replicare tale strategia occorre effettuare l’acquisto di un’opzione call con strike piccolo, vendere contestualmente un’opzione call con strike intermedio e ancora vendere un’opzione call con strike più alto. L’operazione così costituita permette di creare una struttura in grado di guadagnare in fasi di mercato stabile e di proteggersi da una perdita illimitata se il mercato dovesse scendere ma espone, di contro, a una perdita illimitata in caso di rialzo del mercato. Si tratta di una figura particolarmente indicata se si hanno  aspettative ribassiste sia sulla volatilità che sull’andamento del sottostante. Ci si attende quindi che il mercato rimanga in un dato range e che la volatilità non aumenti. Detto ciò, inseriamo ora i premi delle opzioni e osserviamo i risultati della posizione a livello grafico.

La scelta degli strike risulta essere dettata dal costo complessivo della struttura e dalle aree “sensibili” dell’indice italico, soprattutto al rialzo. Scegliendo come scadenza quella di maggio 2012, grazie alla vendita di due call con strike pari a 16000 punti e 16500 punti, si può sensibilmente abbattere il costo della figura opzionale ad un esborso di soli 197,5 euro complessivi, permettendo di fatto di coprire i costi della call strike 15500 punti.

LE GRECHE NELLA FASE DI COSTRUZIONE

Ipotizzando di aver aperto tale strategia nella giornata di mercoledì 11 aprile, a fronte di un valore di FTSE Mib pari a 14745 punti, si è provveduto a calcolare le greche al fine di poter meglio comprendere quale potrebbe essere il comportamento del portafoglio così strutturato rispetto alle variazioni del sottostante e alle variabili di mercato. Il delta complessivo della strategia, dato dalla somma dei delta delle singole gambe opzionali, risulta essere nel complesso nullo, e ciò giustifica l’approccio neutrale della call ladder.

La strategia ha un delta negativo che tende ad avvicinarsi a -1 oltre il secondo strike della call venduta. Il gamma, generalmente negativo e pari nello specifico a -3,71, assumerà valori più alti tra gli strike 16000 e 16500. Il vega, che si ricorda essere la  risposta percentuale del valore del portafoglio rispetto a una variazione percentuale del valore della volatilità, è anch’esso negativo, segno che come detto in precedenza, si tratta di una struttura inversamente correlata all’andamento della volatilità e quindi in grado di avvantaggiarsi in caso di una diminuzione della stessa.

 ANALISI GRAFICA

 Elaborate tali analisi, guardiamo ora al profilo di rimborso che caratterizza tale strategia. Dall’analisi grafica si evidenzia come il payoff consenta di fatto di non esporre l’investitore a perdite in caso di forti ribassi del sottostante. La strategia infatti passa in perdita esclusivamente quando le due call vendute, superata la loro zona di profitto, vanno in loss e la call acquistata non riesce a coprire con il suo guadagno la perdita più che proporzionale delle due call in portafoglio. Il punto di pareggio è fissato a 17000 punti, oltre tale livello le perdite sono illimitate, al di sotto, invece, è tra 16000 punti e 16500 punti che la strategia si trova nella sua zona di massimo profitto (1052 euro).

E’ necessario precisare come la scelta degli strike influisca in modo considerevole sul profilo rischio-rendimento dell’investimento. Gli strike selezionati risultano essere infatti un buon compromesso tra esposizione al rischio, guadagni potenziali e costo della struttura. Agendo su ognuno dei tre suddetti punti, vi sarà un fisiologico squilibrio dei restanti.

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