GENERALI PRONTA AL TEST

Il nuovo Phoenix di Barclays debutta sul primario proprio mentre il suo sottostante se la sta vedendo con l’area dei 10 euro. Cedola e protezione condizionata tra i punti di forza.

Alla classica opzione di rimborso anticipato del nominale che si incontra oramai da diversi anni all’interno delle strutture sottostanti ai certificati, da qualche tempo se ne affianca di sovente una seconda che, venga soddisfatta o meno la condizione necessaria per l’autoestinzione, permette all’investitore di maturare il diritto a ricevere una cedola. Generalmente di natura incondizionata per la prima annualità, tale cedola può presentarsi anche sotto forma di premio subordinato, come quello del 6% annuo che contraddistingue una delle ultime emissioni lanciate in collocamento da Barclays. Sottoscrivibile fino al 24 aprile, il Phoenix Certificates è scritto sui titoli delle Assicurazioni Generali e ha una durata massima di tre anni, al termine dei quali prevede il rimborso del nominale maggiorato della cedola di pertinenza, o eventualmente di quelle non percepite in precedenza, a condizione che il livello del sottostante non sia inferiore al 70% dello strike iniziale. Ciò implica che qualora Generali non abbia perso oltre il 30% dall’emissione, alla scadenza del 30 aprile 2015 l’emittente rimborserà i 1000 euro nominali e in più la cedola di 60 euro. Per variazioni negative del Leone alato superiori al 30%, ma contenute entro il 50%, la struttura consentirà il rimborso del nominale e l’erogazione di una cedola di “consolazione” del 3%. Infine, una rilevazione inferiore anche alla seconda barriera, farà scattare la liquidazione dei 1000 euro diminuiti dell’effettiva performance negativa dell’azione a partire dallo strike.

Prima di giungere alla scadenza naturale, tuttavia, il certificato prevede con cadenza annuale l’osservazione intermedia del livello di chiusura di Generali, per verificare l’esistenza delle condizioni necessarie per l’erogazione della cedola del 6% ( un ribasso non superiore al 30%) e per il rimborso anticipato del nominale ( una rilevazione non inferiore allo strike). E’ da sottolineare come in caso di mancata verifica in una delle date previste, il certificato preveda l’effetto memoria della cedola annua, per un rendimento massimo che dunque potrà ammontare al 18% a patto che in almeno una delle tre occasioni in cui sarà rilevato il prezzo del Leone di Trieste questo non sia inferiore di oltre il 30% rispetto allo strike.

Il recente forte ribasso che ha condotto Generali nell’area dei minimi del 2009 deve far tenere gli occhi ben aperti sulle potenziali opportunità che uno strike in questa zona possa far scendere la barriera in prossimità dei 7 euro.  Un’eventualità simile aprirebbe nuovi ed inediti scenari per il Leone delle Generali e per il Phoenix di Barclays.