STRATEGIE IN OPZIONI: UN BUTTERFLY ATIPICO

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Alla ricerca della lateralità con la strategia Butterfly, conosciuta anche come figura a farfalla

 

Dopo aver interrotto l’appuntamento settimanale dedicato alle strategie in opzioni, per lasciar spazio con un timing a dir poco perfetto ad un focus sulla volatilità (VSTOXX), torniamo a parlare di combinazioni di opzioni lineari per la strutturazione di payoff complessi. Questa settimana concentreremo la nostra analisi sugli spread a farfalla, una strategia con un alto grado di complessità, replicabile in modi differenti.

Supponendo di avere un’aspettativa piuttosto neutra sull’indice italiano, ipotizzando quindi un trading range compreso tra 15.000 e 16.000 punti, l’obiettivo che si intende centrare è  quello di mirare alla creazione di un profitto all’interno di tale intervallo. Dando seguito alle aspettative, si può pertanto costruire una butterfly composta dalla seguente strategia in opzioni, con scadenza 21 aprile prossimo:

  • Short Put con strike 15.500
  • Short Call strike 15.500
  • Long Put strike 15.000
  • Long Call strike 16.000

Inserendo tali valori all’interno del calcolatore della strategia, con i dati riportati nella tabella, salta immediatamente all’occhio che grazie alle due gambe vendute, a fronte di un investimento totale di 2371 euro, al lordo delle commissioni di negoziazione, il debito totale è pari a -880 euro. Visto il profilo di payoff, il massimo profitto potenziale è pari proprio a 880 euro, mentre la massima perdita potenziale ammonta a 370 euro. La strategia così costituita risulta pertanto sufficientemente bilanciata dal punto di vista del rendimento ponderato per il rischio.

Ora, facendo riferimento al grafico del profilo di rimborso, notiamo come la strategia entri in profitto per valori superiori a 15.150 punti fino a quota 15.510 punti per poi decrescere progressivamente sino a 16.030 punti. L’aspettativa di lateralità sul sottostante implica che variazioni troppo marcate, tali da far uscire l’indice dal range individuato, avrebbe conseguenze negative sulla figura. Il floor sulle code, che consentirebbe di limitare la perdita massima nei due casi estremi, ovvero in caso di forte ribasso dell’indice o analogamente per un suo forte movimento rialzista, è strutturato rispettivamente mediante l’acquisto della put strike 15.000 e la vendita della call strike 15.500 punti.

L’effetto combinato di tali opzioni consente di replicare a basso costo una strategia complessa con margini di guadagno sufficientemente larghi. Anche in questo caso, come visto per le analisi precedenti, è possibile variare gli strike di esercizio, fermo restando che, in base al rapporto rischio-rendimento, ad un range più largo di oscillazioni verrà connesso un guadagno potenziale inferiore ed un maggior costo in fase di strutturazione. superiori a 15.150 punti fino a quota 15.510 punti per poi decrescere progressivamente sino a 16.030 punti. L’aspettativa di lateralità sul sottostante implica che variazioni troppo marcate, tali da far uscire l’indice dal range individuato, avrebbe conseguenze negative sulla figura. Il floor sulle code, che consentirebbe di limitare la perdita massima nei due casi estremi, ovvero in caso di forte ribasso dell’indice o analogamente per un suo forte movimento rialzista, è strutturato rispettivamente mediante l’acquisto della put strike 15.000 e la vendita della call strike 15.500 punti.

BUTTERFLY CERTIFICATE

La strategia esposta è alla base dei certificati denominati Butterfly, nei quali è tuttavia presente anche un’opzione di protezione del capitale. Benché sia il payoff che la struttura presentino caratteristiche differenti, l’obiettivo dell’investimento di un Butterfly Certificate è il medesimo. E’ bene precisare, tuttavia come nei certificati di investimento, le opzioni per la protezione del nominale che di fatto costituiscono uno zero coupon sintetico, gravano pesantemente sulla reattività del certificato ai movimenti di breve periodo del sottostante, riducendo sostanzialmente il delta del portafoglio opzionale implicito.

Tale importante caratteristica rende la struttura non certo adatta a chi abbia aspettative di breve o brevissimo termine. Il mutamento delle condizioni di mercato, ovvero l’aumento del credit spread dell’emittente, unitamente alle mutate scelte di investimento dei risparmiatori, hanno fatto si che tale profilo di rimborso non fosse più proposto con la costanza di un tempo. Ad oggi, infatti, l’unico prodotto che presenta ancora entrambe le barriere attive, il range di oscillazione massima, è il Butterfly Certificate targato RBS agganciato all’oro ( Isin NL0009669225). In particolare il certificato consente di seguire linearmente le performance dell’oro, consentendo all’investitore di avere accesso a performance positive sia in caso di ribassi che in caso di rialzi del sottostante a partire dallo strike posto a 1421,5 dollari, purché le barriere invalidanti, poste rispettivamente a 995,05 dollari e a 2274,4 dollari, rimangano inviolate.

A conferma di quanto detto in precedenza circa la reattività dello strumento, guardando ai correnti 1676 dollari del sottostante,  in rialzo di circa il 18%  dal livello iniziale, il certificato pur presentando un teorico rimborso a scadenza, fissata per il 3 marzo 2015, di 118 euro, è ancora acquistabile in lettera al Sedex a 100,55 euro.

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