E SE IL RIALZO FOSSE AL CAPOLINEA?

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Nuova serie di Reverse Bonus Cap per avere rendimento e flessibilità anche al ribasso

 

Sebbene sui mercati finanziari sia tornato un cauto ottimismo, l’esperienza vissuta nel corso degli ultimi due anni insegna come l’imprevedibilità sia un elemento assolutamente da non trascurare. Le tensioni ancora vive sul fronte macroeconomico europeo, potrebbero infatti riaccendere pericolosi timori sulla tenuta dell’area Euro, con effetti immediati sui mercati azionari. Cartina di tornasole della persistenza dello stato di allerta dei mercati sulle questioni sempre aperte sui PIIGS, è il livello del future sul Bund tedesco, ancora ben lontano dalla soglia del risk off.

In un contesto di mercato dove il rapido rientro dei rendimenti sul fronte obbligazionario ha di fatto costretto gli investitori, alla ricerca di ritorni sopra la media, a guardare nuovamente all’azionario, la gestione del rischio diviene un fattore quanto mai importante. Il Punto Tecnico di questa settimana, visto proprio il mutato scenario, analizzerà la nuova emissione di Reverse Bonus Cap di BNP Paribas, in grado di offrire agli investitori uno strumento flessibile capace di apportare al portafoglio decorrelazione ed extra-rendimenti.

Questi certificati per loro natura, sono in particolare adatti per coloro che desiderino prendere una posizione ribassista e nel contempo godere di una certa duttilità, evitando così le conseguenze negative derivanti da un errato timing di ingresso. I Reverse Bonus Cap consentono infatti di beneficiare di una notevole flessibilità grazie al riconoscimento di un bonus minimo di rendimento, anche qualora risulti sbagliata la direzione dell’investimento, purché la barriera, di tipo up, rimanga inviolata per tutta la vita del certificato.

Con questa ultima emissione, che conta quattro nuovi strumenti scritti su altrettanti sottostanti, diviene evidente come sia mutato radicalmente il contesto anche sotto il punto di vista delle variabili che influenzano il prezzo delle opzioni sottostanti. Fino ad ora infatti, tutti gli emittenti che nel tempo avevano proposto sul mercato strutture di questo tipo, avevano fatto ricorso a indici total return, meno costosi in fase di strutturazione in quanto agganciati ad un sottostante, come il Dax tedesco o l’Eurostoxx 50 TR, che non distribuisce dividendi e quindi avvicina teoricamente il livello della barriera posta al rialzo.

Per quest’ultima emissione sono stati invece scelti come sottostanti l’Eurostoxx Banks e i titoli Fiat, Credit Agricole e Societe Generale. Sebbene abbiano subito in maniera molto marcata la flessione dei mercati, con un ribasso medio a un anno di circa il 50%, da inizio 2012 tutti i sottostanti sono caratterizzati dal segno verde, che va dal +24% di Societe Generale e Fiat al +11% dell’Eurostoxx Banks e di Credit Agricole.

Prima di scendere nel dettaglio delle proposte, in linea con gli obiettivi di questa rubrica, apriamo ora una breve parentesi tecnica, volta all’analisi della struttura opzionale implicita ai Reverse Bonus Cap.

L’ANGOLO DELLO STRUTTURATORE

L’acquisto di un Reverse Bonus Cap è finanziariamente equivalente alla seguente strategia in opzioni:

  • Vendita di una put con strike deep in the money (200% dello strike del certificato), per replicare una posizione corta sul sottostante
  • Vendita di un’opzione put con strike pari al livello cap, per vincolare il rimborso massimo
  • Acquisto di una call esotica di tipo Up&Out con strike pari al bonus e barriera pari al livello knock-out

Analogamente il medesimo profilo di rimborso può essere strutturato con la strategia seguente, mantenendo inalterato il costo di strutturazione:

  • Acquisto di un’opzione call con strike pari a zero
  • Acquisto di due opzioni put plain vanilla con strike pari allo strike del certificato, la prima per eliminare la replica lineare al ribasso la seconda per ribaltare la performance negativa
  • Vendita di due opzioni call plain vanilla con strike pari allo strike del certificato, la prima per bloccare la replica al rialzo, la seconda per ribaltare la performance positiva
  • Acquisto di un’opzione call esotica di tipo Up&Out con strike pari al bonus e barriera pari al livello knock-out
  • Vendita di un’opzione put plain vanilla con strike pari al livello cap, per vincolare il rimborso massimo

L’EMISSIONE SOTTO LA LENTE

 In  base ai dati fotografati martedì 14 febbraio, nella tabella sono presentate le caratteristiche che contraddistinguono i quattro Reverse Bonus Cap. Fatto salvo i due certificati agganciati ai titoli Credit Agricole e Fiat, il rialzo degli underlying ha spinto sotto la pari i prezzi dei certificati ampliandone il rendimento potenziale a scadenza, a fronte di una riduzione del buffer sul livello knock-out.

La volatilità del sottostante e il livello dei dividendi attesi, giocano un ruolo chiave in questa tipologia di strumento, non solo come probabilità di successo a scadenza, ma anche per la formazione dei prezzi nel durante.

In conclusione, il certificato che ad oggi presenta le probabilità migliori di riuscita, calcolate mediante la Monte Carlo Simulation, è quello scritto su Credit Agricole (Isin NL0009527498). Il prezzo pari a 99,9 euro, garantisce infatti un ritorno del 15,12% con una probabilità di successo ad oggi stimata al 72,83%.

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