MEDIOBANCA MANDA IN SCENA L’ULTIMO ZC

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La Mediobanca Atto Unico Zero Coupon 2011/2017 offre un rendimento del 45% alla scadenza, il 6,45% lordo su base annua

 

Se è vero che il fascino della cedola non tramonta mai, è altrettanto indubbio che, in special modo tra i cassettisti, i titoli senza cedola esercitano un richiamo molto forte. Tra le ultime proposte in tema di Zero Coupon approdate in quotazione in Borsa Italiana si segnala l’ultima nata in casa Mediobanca, la Atto Unico Zero Coupon 2011/2017 identificata da codice Isin IT0004783046, facente parte  del filone di emissioni che ha già visto sbarcare sul segmento MOT altre sei proposte del medesimo emittente, ugualmente ripartite tra tasso fisso e variabile.

Prima di scendere nel dettaglio della nuova obbligazione Mediobanca, è opportuno soffermarsi sulla tipologia di rischio che contraddistingue questa categoria di bond. In particolare, è bene ricordare che i titoli Zero Coupon, ovvero senza cedole, presentano una durata finanziaria (duration) più elevata rispetto ad un classico bond a tasso fisso che prevede la distribuzione delle cedole. Più nello specifico, la duration, esprime il tempo medio che l’investitore deve necessariamente attendere prima di riuscire a tornare in possesso di capitale e interessi. Poiché il tempo medio è ponderato per l’entità dei pagamenti che l’investitore riceve sotto forma di cedole, se il capitale è restituito interamente a scadenza (Zero Coupon), la duration del titolo sarà pari esattamente alla durata del titolo stesso, così come sarà prossima alla scadenza nel caso di flussi cedolari estremamente bassi. Tale fattispecie, rende, in conclusione, molto più sensibile il prezzo di uno ZC alle variazioni del livello medio dei tassi. Nel caso della Mediobanca Atto Unico, la duration risulta essere ad oggi pari a 5,97 anni.

Sul fronte dei rendimenti, gli attuali 68,85 euro esposti in lettera al MOT, in virtù della scadenza prevista per il 12 dicembre 2017, valgono un ritorno su base annua del 6,452% al lordo della ritenuta fiscale. Come da consuetudine, il passo successivo è quello di inquadrare i ritorni promessi dal bond targato Mediobanca nell’attuale scenario obbligazionario europeo. In particolare, lo yield annuo dello ZC consente di avere accesso ad un rendimento di circa 102 punti base maggiore rispetto ad un titolo comparables di pari rating (Eur Bank A), mentre prendendo a riferimento la curva italiana, il differenziale di rendimento verso un titolo di Stato italiano con identica maturity, gioca a favore dello ZC targato Mediobanca per circa 27 punti base.

Guardando ora alla curva dei CDS dell’emittente, che ha registrato un netto aumento al pari dei principali emittenti bancari del MOT, è utile valutare se il rendimento offerto risulta in linea con l’esposizione al rischio. In particolare per valutare la coerenza del profilo di rischio-rendimento, un valido strumento di analisi è il modello di JP Morgan per il pricing dei CDS, il quale consente di ricavare le probabilità di default implicite nella curva dei CDS dell’emittente. Il fair value del bond, così calcolato, ammonterebbe oggi a 66,896 euro, considerato un tasso di recovery del 40%. Pertanto i prezzi a cui oggi viene scambiata l’obbligazione, secondo tale modello, scontano un premio pari a 1,95 euro sul teorico fair value. Analogamente, si comprende come il rendimento offerto oggi dal bond Mediobanca risulterebbe essere di circa 51,46 punti base inferiore rispetto a quello che si avrebbe coerentemente con il grado di rischio dell’obbligazione stessa.

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