BTP SOTTO SCACCO

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Prosegue senza sosta la corsa dei rendimenti. Lo spread stabile intorno ad area 500 pb, tutta colpa del Bund.

Focus sui nuovi strike emessi da RBS Plc

Spira un vento nuovo e tutt’altro che rassicurante sul mercato obbligazionario dei titoli di Stato europei. Nonostante la crisi del debito si sia inevitabilmente allargata a macchia d’olio anche su Spagna e Francia, per la prima volta anche i titoli tedeschi, che fin ora si erano mossi controtendenza, segnano una crescita dei rendimenti in scia alle difficoltà del Governo di Berlino che per la prima volta non è riuscito a collocare l’intero ammontare dei Bund offerti in asta, con sottoscrizioni solo per 3,644 miliardi di euro contro un’offerta di 6 miliardi.

I mini-tassi tedeschi non fanno più così appeal ed ecco che anche la curva tedesca segna un aumento lungo tutti i principali nodi, trainando al rialzo tutte le principali curve low yield. Questo movimento conferma quanto da noi già affermato da tempo, ovvero la scarsa valenza dello spread Bund / BTP. Infatti, sebbene sia un ottimo indicatore, su tale spread pesa lo squilibrio del mercato proprio verso i titoli governativi tedeschi che avevano raggiunto addirittura rendimenti reali negativi sulle scadenze di medio-lungo termine. Ecco che quindi, nonostante i rendimenti dei BTP biennali, quinquennali e decennali abbiano nuovamente aggiornato i massimi dal 1997, lo spread, visto l’aumento dei rendimenti registrato dai titoli tedeschi, staziona in area 500 pb, ben lontano dai massimi raggiunti nelle scorse settimane oltre area 550/560 pb.

NUOVI MINI SU BTP FUTURE

Tra le ultime emissioni giunte al Sedex di Borsa Italiana, si segnalano 7 nuovi strike per i leverage certificate scritti sul BTP Future targati RBS Plc che, dalla fine del 2010, sta proponendo per prima in Europa, i mini future certificate sul contratto scritto sul decennale italiano; a cui si affiancano altri 7 nuovi mini future scritti sul Bund Future. Questa nuova emissione, equamente ripartita tra certificati con facoltà bull e bear, si colloca in un contesto di forte volatilità per il mercato obbligazionario europeo, nonché, in particolare, per quello italiano che, in virtù della sua consistenza, è entrato presto nel vortice della speculazione che aveva riguardato fino ad un trimestre fa, solo i PIGS. Anche i piccoli investitori hanno così accesso ad uno strumento che sfrutta la leva finanziaria sul titolo di Stato italiano ed evita loro di esporsi sul future di riferimento, quotato all’Eurex, il cui nozionale è pari a 100.000 euro. Nello specifico, infatti, tali strumenti nascono in ottica di copertura del rischio tassi insito in un investimento ad elevata duration come il titolo dcecennale, e permettono all’investitore di frazionare il nozionale di riferimento, replicabile con 1000 certificati, in relazione alla consistenza del proprio portafoglio esposto in Titoli di Stato italiani con pari maturity.

Visti i livelli raggiunti in termini di rendimento dai BTP italici, è possibile utilizzare tali certificati anche per altre tipologie di strategie, che vadano oltre l’hedging di portafoglio: dall’acquisto a leva fino all’esposizione sullo spread Bund – BTP. Andando per ordine, visto l’alto credit spread oggi pagato implicitamente dall’Italia sul debito emesso, molti investitori potrebbero decidere di comprare il titolo italiano puntando ad un restringimento dei rendimenti, ovvero un miglioramento del merito creditizio. I Mini Long sul BTP, ad esempio, potrebbero tornare utili proprio in tale ottica, consentendo di replicare in maniera sintetica una posizione lunga su un BTP con durata decennale, sfruttando la leva finanziaria e quindi acquistando un importo inferiore a parità di esposizione, anche rispetto alla duration. Ad esempio acquistando 5.000 Euro di un Mini Long con leva 10 si replica l’acquisto di 50.000 Euro di un BTP. Tale strategia, analogamente, può essere messa in atto con l’utilizzo di un Mini Short, per coloro che di contro di aspettano un aumento dei rendimenti sulla scadenza di riferimento. Tale operazione è la medesima per chi, avendo in portafoglio titoli decennali, voglia tutelarsi da un eventuale svalutazione di prezzo degli stessi derivante da un aumento dei tassi di interesse piuttosto che da un aumento dello spread di credito.

 Anche in questo caso, per comprendere quanti certificati bisogna acquistare è doveroso far riferimento sia al prezzo del certificato che della leva finanziaria ad esso associata.

GIOCHIAMOCI LO SPREAD

Tormentone dell’ultimo periodo, lo spread di rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi con scadenza decennale ha catturato da tempo l’interesse dei risparmiatori, nonché quello mediatico. Guardando all’evoluzione del differenziale di rendimento tra BTP e Bund, nel corso del 2011 è passato da circa 350 punti base fino ad un massimo intraday toccato a quota 580, per poi attestarsi intorno ad area 480/500 bp.

Restringendo l’orizzonte di osservazione agli ultimi tre mesi, lo spread è passato da un minimo a quota 290,5 pb fino ad un massimo a quota 548,9 pb (dati end of day).

Come è stato affermato in precedenza, sull’allargamento dello spread ha inciso in maniera significativa l’eccesso di fiducia del mercato verso i titoli tedeschi movimento che, solo negli ultimi giorni, sta lentamente rientrando, con il decennale tedesco che abbandonata area 1,7%, si attesta quest’oggi a quota 2,2%.

Per chi desideri puntare su un allargamentoo restringimento di tale differenziale, può farlo combinando rispettivamente Mini Long sul Bund e Mini Short sul BTP e viceversa. Ipotizzando di voler puntare su una riduzione dello spread, l’apertura contestuale di due posizioni in acquisto sui Mini Short Bund e Mini Long BTP, in modo da controllare un intero contratto future (pari a 1.000 certificati), per una variazione di uno punto percentuale del differenziale dei prezzi, il valore dell’investimento varia di 1000 euro al quale andrà decurtato il costo di tenuta della posizione nonché il bid/ask spread esposto dal Market Maker al Sedex.

 

 

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