OBIETTIVO 8%, RBS REPLICA E RILANCIA

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Seconda emissione targata RBS per puntare al range sull’Euribor

In un contesto di mercato che vede le emissioni governative sotto pressione per l’accentuata speculazione che si è abbattuta sul Vecchio continente, sono le obbligazioni corporate le principali candidate ad offrire le migliori opportunità in rapporto al rischio-rendimento atteso. Se si guarda a ciò che è accaduto solo nell’ultimo mese, sul fronte dei CDS le maggiori variazioni si sono registrate sugli emittenti sovrani, con Italia e Spagna finite nel mirino della speculazione dopo che questa ha fatto terra bruciata attorno alla Grecia, Irlanda e Portogallo. Il comparto bancario, dal canto suo, ha vissuto nell’ultimo mese di riflesso a quanto sta accadendo attorno ai debiti governativi ma ha, in ogni caso, mostrato una migliore tenuta con gli spread sul rischio che in alcuni casi sono perfino arretrati. In un simile scenario, si colloca l’ultima nata di casa RBS, la RBS Obiettivo 8% indicizzata all’Euribor trimestrale.

Quotata al MOT di Borsa Italiana dallo scorso 22 luglio, la nuova obbligazione di RBS segue in ordine temporale ad un’analoga emissione, la RBS Obiettivo 6% ( codice Isin GB00B6HZ3R74), presentata dal Bond Corner sul Certificate Journal numero 231. Strutturata per offrire elevati rendimenti al rispetto di un predeterminato range sull’Euribor a 3 mesi, la RBS Obiettivo 8% (Isin GB00B6HZ2257) propone una prima cedola fissa e incondizionata dell’8% lordo e successivamente prospetta il medesimo ammontare annuo qualora l’Euribor 3 mesi rimanga all’interno del range compreso tra l’1,5% e il 4,5%. Rispetto alla precedente emissione, la RBS Obiettivo 8% è in grado di rendere un flusso cedolare più elevato in virtù di una durata più lunga, ovvero 10 anni contro i 7, e di un sensibile restringimento del range entro il quale l’Euribor potrà muoversi senza compromettere il pagamento delle cedole, dall’1% della barriera down della RBS Obiettivo 6% all’1,5% dell’ultima arrivata. Alla luce di tali caratteristiche, il nuovo bond dell’emittente britannica si propone come una valida alternativa al classico investimento a tasso variabile. Quest’ultimo, infatti, consente di puntare esclusivamente a rendimenti che in prospettiva, facendo fede alla curva forward implicita, possono risultare progressivamente più alti; la RBS Obiettivo 8%, invece, contrapponendo una struttura che consente di avere accesso a rendimenti nettamente superiori alla media di mercato, permette di ridurre al minimo il rischio di un updrend del tasso interbancario meno robusto di quanto atteso.

Scendendo maggiormente nei dettagli dell’obbligazione, le cedole fisse del 8% annuo distribuite su base trimestrale fino alla scadenza prevista per il 15 luglio 2021, saranno erogate a patto che nel periodo di osservazione a cadenza trimestrale, l’Euribor a tre mesi si attesti tra l’1,5% e il 4,50%. E’ utile sottolineare che è sufficiente anche una sola rilevazione al di fuori di tale livelli per non vedersi riconoscere nel trimestre alcun interesse, payoff che ricalca quello delle classiche opzioni esotiche digitali double barrier di tipo cash or nothing.

Data l’importanza delle due barriere che delimitano il range, ma più in particolare quella posta sul limite minimo, in virtù dell’attuale 1,6% rilevato sull’Euribor trimestrale, si rivela utile analizzare i forward, che esprimono i tassi di interesse futuri attesi dal mercato. Facendo riferimento al grafico, si nota come il mercato stimi nel tempo un progressivo aumento dell’Euribor trimestrale, tale tuttavia da non mettere in discussione il range di prezzo che contraddistingue la RBS Obiettivo 8%.

Pertanto, si comprende come nel caso in cui l’attuale previsione del mercato venisse confermata, il rendimento dell’obbligazione sarebbe pari al 8% annuo per tutta la durata del titolo, tasso molto vantaggioso se confrontato con quelli attuali di mercato.

Tuttavia, è bene tenere in considerazione che tali previsioni potrebbero essere disattese sia nel breve periodo, con una discesa dei corsi al di sotto dell’1,5%, sia nel medio lungo termine, con una crescita più robusta del tasso Euribor; entrambi gli scenari, naturalmente, andrebbero ad influire negativamente sia sui prezzi del bond che sul rendimento.

Al fine di valutare l’impatto sullo yield to maturity di eventuali andamenti avversi per la tipologia di payoff del bond, sono state eseguite diverse simulazioni, tenuto conto di un ipotetico acquisto ai 100 euro nominali. In particolare sono stati simulati quattro distinti scenari, progressivamente peggiorativi per l’investitore in virtù di un’ipotesi di incasso delle cedole via via più ridotto. Dall’8,2% lordo, ovvero il 7,3% netto garantito qualora tutte e 39 le cedole vengano distribuite, il rendimento potrà oscillare dal 6,63%, il 5,79% netto, nel primo scenario intermedio caratterizzato dal mancato incasso delle cedole previste per tutto il 2012 e per tutto il 2021, fino al 4,39%, il 3,83% netto, che si concretizzerà con il mancato incasso delle cedole previste per il biennio 2012-2013 e per il triennio 2019-2021.

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