CORRE LA LOCOMOTIVA TURCA

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Un Outperformance per puntare sulla moneta di Ankara, sui minimi contro l’euro

Robert B. Zoellick, presidente della Banca Mondiale, durante una conferenza stampa tenutasi ad Ankara con il Vice Primo Ministro ed ex ministro dell’Economia, Ali Babacan, ha definito la crescita economica della Turchia come un esempio da seguire per tutti i mercati mondiali emergenti. Nel corso degli ultimi 10 anni il reddito pro capite del paese è triplicato, mentre nel 2010 la crescita ha raggiunto un picco dell’8,9%, battendo di quattro punti percentuali le prospettive della Banca Mondiale. Il trend positivo dovrebbe inoltre durare anche nel 2011, con la previsione di un ulteriore incremento del 4,5% rispetto all’anno scorso. Con questi numeri, ha proseguito Zoellick, la Turchia nel 2023 potrebbe arrivare ad essere tra le 10 maggiori economie mondiali. Numeri entusiasmanti, favoriti in parte anche dal mercato valutario, dove la lira turca continua a soffrire la forza relativa dell’euro nonostante le problematiche che l’Unione Europea si trova a fronteggiare. Il tasso di cambio Eur/Try ha toccato proprio in avvio di settimana un nuovo massimo a 2,4871, e sebbene la debolezza della valuta sia un fattore che alimenta l’export, è necessario considerare che nei prossimi mesi la Banca centrale turca potrebbe ricominciare a mettere mano ai tassi, fermi all’1,50% dal 17 dicembre scorso dopo che negli anni scorsi si è assistito a lunghi periodi di politica monetaria a doppia cifra. In un’ottica di riequilibrio del rapporto di cambio verso l’ampio range compreso tra 1,60 e 2,10 lire turche per euro, che ha tenuto imbrigliato il cross nel quinquennio 2003-2008, per puntare sulla nuova lira Deutsche Bank nel corso della settimana ha avviato il collocamento di un nuovo certificato. Si tratta di un Outperformance che consentirà per i prossimi 18 mesi di seguire in misura più che proporzionale un eventuale apprezzamento della divisa di Ankara. Sottoscrivibile fino al 12 agosto, il certificato, riconoscerà alla scadenza del 18 febbraio 2013 con una leva compresa tra il 250% e il 350%, ( l’effettiva partecipazione verrà fissata definitivamente solo ad emissione avvenuta) le performance al ribasso del tasso di cambio Eur/Try a partire dallo strike che verrà stabilito sulla base del fixing della BCE comunicato il 17 agosto prossimo. Pertanto, ipotizzando che la lira turca si apprezzi di un 10% e supposto che venga fissata la partecipazione sul minimo della forchetta al 250%, il certificato riconoscerà un guadagno del 25% sui 1000 euro nominali. Qualora sia invece l’euro ad apprezzarsi, segnando quindi nuovi massimi, il certificato si comporterà come il più classico dei Benchmark, risentendo della performance negativa della lira turca. Tuttavia, anche nel peggiore degli scenari, la struttura ideata da Deutsche Bank permetterà di ridurre le perdite, grazie ad una partecipazione al ribasso fissata al 50%. Ciò significa che a fronte di un deprezzamento della lira turca del 10%, il certificato subirà una perdita limitata al 5%.

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