UN SALTO NEL PASSATO LUNGO 23 ANNI

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Il Leverage Return di Credit Suisse riporta l’Eurostoxx ai livelli del 1988. Barriera a 698,57 punti e leva del 140% in salita

Come il recente passato ha insegnato, qualsiasi strategia unidirezionale potrebbe essere messa in serio pericolo in uno scenario di forte volatilità come quello attuale, senza un’attenta gestione in termini di money management. Le violente escursioni dei prezzi che hanno contraddistinto nelle ultime settimane tutti i principali asset investibili, dall’azionario a quello obbligazionario, passando per il forex e le commodity, potrebbero infatti facilmente aver compromesso i risultati operativi, per via delle aumentate probabilità di un errato market timing.

Detto questo, come più volte si è avuto modo di affermare, i certificati di investimento offrono per propria natura una valida ancora di salvataggio a chi è alla ricerca di strumenti dall’elevato grado di flessibilità, capaci cioè di mettere a segno rendimenti asimmetrici anche in frangenti di mercato molto negativi. In particolare si sta facendo riferimento a quei certificati dotati di protezione condizionata del capitale vincolata al rispetto di un livello invalidante, la tipologia di strumenti che continua ad offrire le migliori garanzie in rapporto al rischio-rendimento atteso.

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e l’ultima serie di eventi knock-out ne è la riprova. E’ doveroso, infatti, nella fase della scelta degli asset da inserire in portafoglio, prestare molta attenzione alla durata dell’investimento in rapporto alla tipologia di sottostante, ovvero nello specifico alla sua volatilità e al relativo dividend yield annuo. Non a caso, infatti, la maggior parte degli eventi barriera verificatisi nell’ultimo mese hanno riguardato il comparto bancario, notoriamente caratterizzato da una volatilità nettamente superiore alla media di mercato.

Tra gli ultimi Securitised Derivatives arrivati in quotazione al Sedex di Borsa Italiana, si segnala il Leverage Return targato Credit Suisse ( Isin CH0128364699 ), che si candida come uno dei migliori prodotti in ottica di gestione di portafoglio con orizzonte temporale di medio-lungo termine. Scritto sull’indice Eurostoxx 50, il certificato dell’emittente svizzera consente di seguire con una leva del 140% i movimenti positivi del sottostante a partire dal livello strike posto a 2794,26 punti, senza alcun limite al rimborso massimo. Di contro, in caso di ribassi del sottostante, è in grado di proteggere l’intero nominale a scadenza alla sola condizione che l’indice non abbia mai violato il livello invalidante posto a 698,57 punti. Al contrario, nel caso dovesse concretizzarsi tale catastrofico scenario, il certificato si trasformerebbe di fatto in un clone del sottostante, vincolando però il rimborso minimo a 250 euro a certificato, rispetto ai 1000 nominali.

Come per qualsiasi strumento dotato di tali caratteristiche, è opportuno far riferimento, come anticipato in precedenza, alla volatilità e al dividend yield del sottostante in rapporto alla durata del titolo. Proprio quest’ultima, data la scadenza prevista per il 24 maggio 2017, ha reso possibile il posizionamento del livello knock-out al 25% del nominale, che rappresenta il livello più profondo di tutto il panorama italiano dei certificati di investimento dotati di barrier options. Al fine di valutare le reali opportunità che si celano dietro il Leverage Retun, è doveroso far riferimento al dividend yield del sottostante, oggi pari a circa il 4,5%, che significa, ai valori odierni dell’indice, circa 550 punti considerando tutto l’arco temporale di investimento, ovvero il 20% sui correnti 2758 punti.

Sostanzialmente a fronte di un buffer davvero notevole, che assicura la protezione dell’intero nominale anche per ribassi nell’ordine del 74%, e in cambio della rinuncia ai lauti dividendi del sottostante, viene offerta dallo strumento una partecipazione in leva, tramite la quale è possibile replicare nella misura di 1 : 1,4 i movimenti postivi dell’Eurostoxx 50 a partire dal livello iniziale.

In virtù dell’aumento della volatilità, che secondo quanto indicato dalla matrice moneyness-scadenza, è passata dal 23% della “strike date” agli attuali 24,5%, e tenuto conto dell’ammontare complessivo dei dividendi cui si rinuncia, il certificato è acquistabile al Sedex di Borsa Italiana al di sotto della pari, precisamente a 943 euro, in ribasso quindi del 5,7% sul nominale.

Prima di concludere con la parte relativa alla struttura opzionale e al pricing dello strumento, è importante sottolineare come gli effetti avversi della volatilità sul prezzo del certificato sono in questo caso decisamente più attenuati (vega) rispetto a quanto avviene di consueto. Infatti, nonostante la lunga scadenza, il posizionamento molto basso del livello barriera annulla sostanzialmente tale classica relazione.

L’ANGOLO DELLO STRUTTURATORE

In conclusione, analizziamo ora il portafoglio implicito al Leverege Return. L’acquisto dello strutturato targato Credit Suisse, è finanziariamente equivalente alla seguente strategia in opzioni, che prevede:

  • Acquisto di una call con strike pari a zero, per la replica lineare del sottostante
  • Acquisto di 0,4 call con strike pari a 2794,26 punti, per la replica in leva a partire dal livello iniziale
  • Acquisto di una put Knock-out di tipo Down&Out con strike pari a 2794,26 punti e barriera pari a 698,57 punti, per la protezione condizionata del capitale a scadenza
  • Acquisto di una put Knock-in di tipo Down&In con strike pari a 698,57 punti, valida per la protezione del 25% del nominale nel caso di violazione del livello invalidante posto a 698,57 punti

Eseguendo un pricing in base ai correnti livelli di prezzo del sottostante e delle variabili che incidono sul prezzo delle opzioni, ne deriva un fair value pari a 986 euro a certificato, contro i 943 euro esposti in lettera dal Market Maker al Sedex. In particolare, anche facendo riferimento al grafico di payoff nel tempo, la struttura gode di un delta quasi lineare, ovvero di una reattività ai movimenti dell’underlying pari a circa l’82%.

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