L’intramontabile fascino della cedola

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Focus sui Fix Cash Collect targati Macquarie

Il fascino della cedola, soprattutto nell’attuale frangente di mercato ancora caratterizzato da tassi storicamente molto bassi, continua a indirizzare le preferenze degli investitori e a spingerli verso nuovi prodotti in grado di garantire un flusso di cassa costante e possibilmente certo. La risposta degli emittenti, finalizzata a proporre strutture innovative capaci di promettere ritorni superiori alla media di mercato, è quella di offrire sempre più frequentemente certificati di investimento che ricordano, nel loro payoff, le classiche equity linked.

Indipendenti dall’esito delle rilevazioni intermedie valide ai fini del rimborso anticipato ma in ogni caso subordinate alla tenuta di un predeterminato livello, di norma coincidente con lo strike iniziale, le cedole promesse dalle ultime emissioni quotate sui mercati dei Securitised Derivatives presentano caratteristiche di rischio-rendimento molto interessanti, essendo talvolta incondizionate e di entità elevata. Inoltre, per offrire strumenti che meglio si adattassero alle mutevoli propensioni e aspettative degli investitori, gli emittenti hanno nel tempo agito non solo sul sottostante oggetto dell’emissione, ma anche sul fronte della tipologia della cedola stessa: a tasso variabile, di tipo Euribor + spread, oppure a tasso fisso.

Uno dei filoni di emissione più interessanti in tal senso, è quello firmato Macquarie, che a partire dagli inizi del 2011 ha portato sul Sedex e sul Cert-X una serie di inediti Fix Cash Collect. Questi certificati di investimento, dato il loro profilo di payoff, rappresentano una valida alternativa sia per chi abbia esigenza di diversificare che per chi, a fronte di un rischio aggiuntivo, voglia aver accesso a rendimenti addizionali rispetto a quelli di mercato.

IL PAYOFF

I Fix Cash Collect sono certificati di investimento che consentono di incassare una cedola fissa incondizionata con cadenza annuale, subordinando la protezione del nominale al rispetto del livello barriera, sempre attivo durante tutta la vita del prodotto.

Il profilo di rimborso a scadenza, prevede oltre all’incasso della cedola il rimborso del nominale, ma solo nel caso in cui la barriera non sia stata mai raggiunta; diversamente il rimborso è pari al minimo valore tra il livello del sottostante moltiplicato per il multiplo e i 100 euro nominali.

E’ quindi necessario sottolineare che, in caso di knock-out, il certificato non perde l’opzione di rendimento cedolare, bensì solo la facoltà di proteggere il nominale a scadenza. In tale scenario il certificato diventa quindi un semplice clone del sottostante, con l’aggiunta delle cedole, ma è doveroso specificare come in ogni caso, per via del cap implicito sul nominale, anche in presenza di un forte recupero dell’underlying, il Cash Collect è in grado di rimborsare a scadenza al massimo i 100 euro iniziali.

L’ANGOLO DELLO STRUTTURATORE

L’acquisto di un Fix Cash Collect è equivalente alla seguente strategia in opzioni, che prevede:

  • L’acquisto di una call con strike pari a zero, per la replica lineare del sottostante
  • L’acquisto di un’opzione esotica put di tipo Down & Out con strike pari al 100% del valore iniziale e barriera pari al livello barriera, per la protezione dell’intero nominale a scadenza
  • Vendita di un’opzione call con strike pari allo strike del certificato, per vincolare a  100 il rimborso massimo conseguibile
  • L’acquisto di n opzioni digitali di tipo cash or nothing con strike pari a zero, pari al  numero di cedole previste, e con payout pari all’ammontare della cedola prevista all’atto di emissione

LE PROPOSTE

Sono 9 le proposte attualmente messe a disposizione degli investitori, di cui 4 su indici e 5 su single stocks. Evidente appare la relazione rischio/rendimento che accompagna maggiori rendimenti, sotto forma di cedole, a sottostanti maggiormente rischiosi, nello specifico proprio i più volatili come i due titoli bancari Intesa Sanpaolo e UniCredit, oppure a livelli invalidanti più vicini, come il caso delle tre proposte scritte sull’Eurostoxx 50.

E’ proprio il certificato agganciato ad Intesa Sanpaolo ( Isin DE000MQ3J4F4 ), a contraddistinguersi per il maggior upside potenziale, pari al 26,47%, nonché per il buffer più alto (43,89%) rispetto al livello barriera posto a 1,02 euro. La forte volatilità che contraddistingue i corsi del sottostante, ha permesso all’emittente di strutturare un certificato con un livello knock-out molto profondo e al tempo stesso prevedere una cedola dell’8% all’anno. Gli attuali 98,05 euro esposti in lettera al Sedex, tenuto conto dell’incasso di tre cedole e del nominale a scadenza, valgono all’investitore un rendimento complessivo del 26,47%, ovvero pari all’8,89% annualizzato.

Come di consueto, per ogni proposta è stato calcolato il CED|Probability, l’indicatore di probabilità comunemente utilizzato dal CJ. Nello specifico, facendo ricorso alle simulazioni Monte Carlo, e tenuto conto delle variabili che caratterizzano i sottostanti, come dividend yield, volatilità e premio per il rischio, è stato possibile stimare la probabilità che il certificato giunga a scadenza con il livello invalidante inviolato.

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