E’ uscito il Certificate Journal n.579

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Iniziano a suonare gli allarmi sui monitor degli operatori di mercato. Se prima era solo il mercato italiano a creare preoccupazione ora anche in America sembra essersi interrotto bruscamente il trend rialzista che dura da più di cinque anni. Una virata violenta che proprio per i modi e i tempi con cui è avvenuta apre le porte a diversi scenari. Potrebbe trattarsi di un semplice pullback o piuttosto l’inizio di una fase di storno più o meno ampia se, come più di qualche analista paventa, sta scoppiando quella che viene ormai definita una bolla sul listino tecnologico americano. Proprio su quelli che sono stati i titoli che più hanno contribuito ai progressivi record del Nasdaq, Exane ha costruito e quotato un certificato di tipo Reverse, con l’obiettivo di creare rendimenti e protezione del capitale anche nello scenario di profondo ribasso dei cosiddetti FANG. Come è ben noto, le implicazioni di quanto accade in America non si fermano ai soli mercati azionari ma toccano anche il segmento valutario. A tal proposito in questo numero lo speciale leverage guarda alle possibilità offerte per puntare sul tasso di cambio euro dollaro. Mentre si sta per chiudere questo numero del Certificate Journal, ancora non si conosce il giudizio che Standard&Poor’s rilascerà nella serata di venerdì sul rating italiano. Le attese sono per un declassamento di un notch, in linea con quanto fatto da Moody’s sette giorni prima, ma gli occhi saranno puntati in particolare sull’outlook. Un peggioramento sarebbe un’ulteriore cattiva notizia per i conti italiani, già messi a dura prova nell’ultimo mese. Quanto ci è costata finora la nota di aggiornamento del DEF? Uno speciale approfondimento mostra i risultati di uno studio sui principali indicatori finanziari e in particolare sul segmento dei certificati, dove i prodotti Reverse hanno brillato e tutti quelli con barriere, europee ma soprattutto americane, hanno pagato pesantemente il conto.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.579

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