E’ uscito il Certificate Journal n.575

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Nessuna sorpresa dalla Fed, che nell’ultimo meeting in programma in settimana ha messo mano ancora una volta ai tassi di interesse, ritoccando il tasso di riferimento di un quarto di punto. Il comunicato a margine del meeting ha definito la crescita economica del paese solida e ha rivisto le stime sul PIL al 3,1% contro il precedente 2,8%. Dati positivi che inizialmente hanno trovato il favore degli analisti ma che poi, a seguito dell’apertura di un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno, hanno fatto chiudere i listini statunitensi in territorio negativo. Ma all’apertura delle contrattazioni del penultimo giorno della settimana a preoccupare è nuovamente la politica italiana e le dispute all’interno della coalizione di governo. In particolare, il ministro dell’economia Tria continua ad affermare di voler rispettare le condizioni richieste dall’Unione Europea mentre dall’altra i partiti della maggioranza non vogliono deludere le promesse elettorali. Ed è così che nella giornata della presentazione ufficiale del DEF, il listino di Piazza affari ha aperto in netto ribasso e in preda a una volatilità che preoccupa anche per l’immediato futuro. Proprio per difendersi dai rischi di instabilità, come già successo nei mesi estivi, ecco che torna sul mercato un Phoenix Memory Lookback. La particolare struttura con il differimento in tre mesi della rilevazione degli strike dei sottostanti, che ha permesso alla precedente emissione di contenere in maniera egregia il ribasso agostano dei titoli inclusi nel basket e che oggi ha posto le basi per il tranquillo pagamento della cedola trimestrale del 2,50%, crea infatti una sorta di paracadute alla quotazione del certificato che riesce così a difendersi e a sfruttare anche importanti ribassi. Sempre in ottica difensiva osserviamo da vicino la nuova corposa emissione di Top Bonus Doppia Barriera di Unicredit legata a una vasta serie di titoli e indici azionari, mentre per il segmento leverage l’osservata speciale è Eni.
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