Nuova OPV a KM 0, l’ultima dell’anno

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BNP

L’evoluzione della quotazione ibrida tra primario e secondario sotto forma di OPV pare sia stata totalmente recepita dagli investitori. Saltando lo step del collocatore, è stata per prima BNP Paribas a credere nel funzionamento dell’OPV come forma di collocamento a rubinetto, sulla scorta del primo BTP collocato direttamente sul MOT dal Tesoro. Guardando ai numeri si tratta di un successo sotto svariati
punti di vista, sia sul fronte del valore del collocato che sulla diffusione di questa procedura che ha visto presto l’interesse di altri emittenti. Ogni mese, da almeno un semestre, sono infatti a disposizione degli investitori due filoni di emissione direttamente sottoscrivibili sul mercato per tramite di qualunque piattaforma che consenta all’investitore di accedere direttamente e autonomamente al SedeX.

Come detto, possiamo considerare questa forma di collocamento o sottoscrizione come la filiera a kilometri zero, capace di essere non solo più trasparente ma anche sicuramente più efficiente. Ampio il ventaglio di opzioni per questa serie fi rmata BNP Paribas, con l’emittente francese che porta all’attenzione degli investitori un totale di 4 certificati, sottoscrivibili fino al 13 novembre.

Si tratta di certificati a capitale protetto condizionato e più nello specifico di un Bonus Cap su un basket di titoli social e tre prodotti denominati Athena dalle differenti caratteristiche ma tutti accomunati dall’ormai consolidato payoff asimmetrico, scritti rispettivamente sull’Eurostoxx 50, sul MSCI Emerging Markets e sul GSCI Crude Oil. Sufficientemente diversificata anche la scelta dei sottostanti, che consente l’accesso a mercati o idee di investimento non così facilmente raggiungibili con le asset class tradizionali, oggi quanto mai attuali e che grazie ad una struttura asimmetrica ne esaltano le potenzialità all’interno di un portafoglio investimenti.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.441

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