Mini euro, a chi conviene

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banca centrale europea

Lo spauracchio del Grexit ha alimentato solo in parte il tanto atteso deprezzamento
dell’euro che tuttavia ha raggiunto, anche per velocità, target che fino ad un trimestre fa a molti parevano impensabili.

Più che la debacle dell’euro, dobbiamo invero parlare di un dollaro statunitense
eccezionalmente forte, anche guardando all’andamento del Dollar Index, in grado di
replicare le performance del green-back a più largo spettro. Nonostante l’allentamento
quantitativo al quale era fisiologicamente legato un apprezzamento della
divisa americana, artifi ciosamente tenuta “cheap” ad esempio contro l’euro, la ritrovata
tensione sul fronte dei Periferici ma soprattutto una BCE che si è dichiarata
pronta ad intervenire per correggere il tiro sul fronte della propria politica monetaria,
con un’economia che fatica a rispondere a quasi tutti gli stimoli intrapresi e con una
defl azione ormai alle porte, il cambio Eur/Usd ha intrapreso un chiarissimo trend discendente che lo ha recentemente portato ad aggiornare i minimi a 9 anni a quota 1,1754.

L’euro, ha così appena concluso il suo anno peggiore dal 2005 rispetto al dollaro.
Correlazioni che, alimentate dalla speculazione, hanno poi interessato negativamente
anche i prezzi del greggio e dell’oro.

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