È uscito il Certificate Journal n.774

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Come atteso dagli analisti, sia la Federal Reserve che la BCE hanno alzato i tassi di interesse di 50 punti base, ma a mettere sotto scacco i mercati azionari sono le dichiarazioni a margine degli interventi. Jerome Powell ha indicato che ci saranno ulteriori rialzi del costo del denaro, con l’entità del prossimo incremento che dipenderà dai dati, evidenziando inoltre che “il ripristino della stabilità dei prezzi richiederà probabilmente il mantenimento di una politica restrittiva per qualche tempo”. Sulla stessa linea Christine Lagarde che nel suo discorso ha dichiarato che “l’inflazione continua a essere di gran lunga troppo elevata e, secondo le proiezioni, si dovrebbe mantenere su un livello superiore all’obiettivo per un periodo di tempo troppo prolungato”. Una conferma arriva dalla Bundesbank nell’aggiornamento biennale delle previsioni economiche, prevedendo che in Germania l’inflazione tocchi il 7,2% nel 2023, ben al di sopra della proiezione di giugno del 4,5%, accompagnata da una crescita economica più debole che porterà, quasi certamente, il paese in recessione. Un contesto che difficilmente aiuterà le piazze finanziare a risollevare il bilancio del 2022 che quasi sicuramente si chiuderà in negativo, con gli investitori che dovranno fare i conti con posizioni in perdita da gestire. L’industria dei certificati di investimento in queste settimane si è messa in moto e sono diverse le nuove emissioni nate con il chiaro obiettivo di aiutare gli investitori a costruire strategie “recovery”. Per chi volesse sfruttare il mutato contesto economico che dovrebbe rilanciare il settore bancario, sostenendone fortemente i margini, abbiamo acceso i riflettori su un Cash Collect Memory “low barrier” scritto su Intesa Sanpaolo e Unicredit. Un certificato che punta a un rendimento potenziale di poco inferiore al 10% con un margine dalla barriera che si avvicina al 60%. Ricordiamo, infine, che martedì è previsto il Webinar con ospite Banca Akros, l’ultimo degli appuntamenti 2022 con gli emittenti.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.744

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