È uscito il Certificate Journal n.687

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Il governo Draghi è ufficialmente nato ed è stato accolto con favore sia dalla classe politica che dalle istituzioni di tutto il mondo. L’Ex presidente della BCE ha riportato la fiducia nel nostro paese e la cartina tornasole della sua credibilità è chiaramente visibile nell’andamento dei mercati finanziari con lo spread tra i titoli governativi che continua a chiudersi e l’azionario che ha ritrovato slancio. In questo contesto, avvalendoci dell’esperienza dell’ufficio studi di Certificati e Derivati, abbiamo costruito un portafoglio di certificati per puntare sui titoli di casa nostra. Un mix ben diversificato sia a livello di sottostanti che di emittenti. Si punta a un rendimento su base annua superiore al 7% ma, facendo ricorso alle strutture Airbag, con un ampio margine di protezione in caso di scivoloni.

La ritrovata fiducia nell’Italia ha dato forza a tutta l’Europa e soprattutto all’euro che continua a guadagnare posizioni nei confronti del dollaro americano. La BCE ha già acceso i riflettori sul tasso di cambio poiché un eccessivo rafforzamento della moneta unica potrebbe influire negativamente sull’economia del vecchio continente già messa a dura prova dalla pandemia e dai lockdown. Per chi volesse prendere posizione sul tasso di cambio tra euro e dollaro sia in una direzione che nell’altra, anche solo con finalità di copertura, il segmento dei certificati leverage mette a disposizione un gran numero di strumenti.
Il certificato della settimana, invece, guarda alla rivisitazione dei classici Phoenix o Cash Collect. In particolare, la nuova emissione che abbiamo messo sotto la lente ha la particolarità del trigger step down sugli importi periodici. Proprio come già visto per l’opzione autocall l’asticella per attivare l’opzione del premio scenderà ad ogni data per arrivare fino al 25% dello strike per la scadenza. Ciò significa, sfruttando anche l’effetto memoria, che il flusso periodico si percepirà fino al -75%. Un’innovazione di non poco conto che sarà di sicuro impatto anche sul prezzo dello strumento in caso di aumento della volatilità dei mercati.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.687

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