Un certificato su petroliferi con cedole al 12% targato Leonteq

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Il petrolio è stato uno dei protagonisti nel 2020. Le quotazioni dell’oro nero sono scese sul finire di aprile in territorio negativo, salvo poi recuperare terreno, con il WTI che passa di mano poco sotto quota 40 dollari, mentre il brent naviga al di sopra di tale soglia. Se le quotazioni del greggio hanno dunque recuperato gran parte del calo, non si può certamente dire lo stesso per la maggior parte delle aziende del settore petrolifero, che sono scambiate su prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli di inizio 2020. Il taglio di aspettative sui ricavi e, conseguentemente, su profitti e dividendi, ha affossato le quotazioni di molti grandi nomi a livello internazionale, portandole su valori che non si vedevano da tempo.

Va poi sottolineato come il crollo del prezzo registrato fra il primo ed il secondo trimestre del 2020 abbia determinato la chiusura di numerosi impianti. Questo, secondo vari analisti, potrebbe determinare un deficit di offerta dalla seconda metà del 2021 in poi. Il futuro per le aziende del settore, pertanto, potrebbe riservare anche qualche sorpresa positiva, Covid permettendo.
In questo scenario, l’emittente svizzero Leonteq ha ideato un interessante certificato di investimento, in grado di offrire un rendimento potenziale massimo pari ad un allettante 12% annuo, che sarebbe corrisposto all’investitore tramite cedole condizionate del 3% a trimestre.

Questo prodotto ha codice ISIN CH0562307147 ed i sottostanti sono BP, Total e Royal Dutch Shell. La barriera è molto ampia, pari al 60% dei prezzi di osservazione iniziali. Inoltre, è di tipo europeo, e dunque osservata soltanto alla scadenza. I valori di fixing iniziale sono pari a 259,70 pence (ovvero 2,597 pound) per BP, 12,35 euro per Royal Dutch Shell e 32,95 euro per il titolo di Total. Il certificato gode dell’effetto quanto ed è negoziato in euro.

La prima data di osservazione cedolare è calendarizzata per il 1° dicembre prossimo: se tutti i sottostanti saranno al di sopra del 60% rispetto ai rispettivi valori di fixing iniziale (in altre parole, se nessuna delle tre azioni avrà perso il 40% o più), l’investitore incasserà un’interessante cedola pari al 3%. Lo scenario si ripeterà tre mesi più tardi, con la medesima barriera cedolare al 60%, a meno che il certificato non venga richiamato anticipatamente già alla prima osservazione. È infatti presente la possibilità di rimborso anticipato al valore nominale (opzione autocallable) qualora, in una delle date di osservazione autocall, tutti i sottostanti chiudano ad un prezzo superiore ai rispettivi livelli di attivazione autocall (“autocall trigger level”). La prima data di osservazione autocall è appunto il giorno 01.12.2020, con livello di attivazione pari al 100% dei prezzi di fixing iniziale. L’autocall trigger level è inoltre discendente nel tempo, arrivando fino al 90% dei prezzi di fixing finale a partire dal giorno 01.12.2022 e fino alla scadenza.

È presente l’effetto memoria: se una cedola non fosse distribuita a causa del non verificarsi delle condizioni, non andrebbe persa, ma verrebbe portata appunto in memoria e recuperata se in una successiva data di osservazione tutti i sottostanti si dovessero trovare al di sopra dei rispettivi livelli di barriera cedolare (o “coupon trigger level”). Esemplifichiamo il funzionamento, ipotizzando che il certificato non venga richiamato anticipatamente: poniamo che tutti i sottostanti siano al di sopra delle rispettive barriere nelle prime due date di osservazione. In tal caso l’investitore incasserà due cedole pari al 3% cadauna. Se nella terza e quarta finestra di osservazione del certificato, invece, uno o più sottostanti si trovassero sotto il livello di barriera cedolare, le cedole non sarebbero distribuite, ma sarebbero portate a memoria. Poniamo, sempre per ipotesi, che tutti i sottostanti siano nuovamente sopra la barriera cedolare nella quinta finestra di osservazione. In tal caso, il certificato staccherebbe tre cedole per un complessivo 9% (3 cedole x 3% cadauna), recuperando appunto le due non distribuite e portate in memoria.

Se il prodotto non è stato richiamato anticipatamente, alla scadenza, fissata al 1° settembre 2023, i possibili scenari sono due. Se tutti i sottostanti dovessero essere al di sopra delle rispettive barriere, l’investitore riceverebbe l’ultima cedola (ed ogni altra cedola eventualmente non distribuita in precedenza e portata in memoria), più il rimborso dell’intero valore nominale, pari a 1.000 euro per questo certificato di Leonteq. Viceversa, se uno o più sottostanti si trovassero al di sotto del livello barriera, il rimborso sarebbe pari al valore nominale decurtato della performance registrata dal peggior sottostante cui fa riferimento il certificato.

Sempre in merito alle aziende del settore petrolifero, segnaliamo anche un nuovo certificato di Leonteq avente come sottostante unico Eni, con codice ISIN CH0562309986 e cedole condizionate fino all’8% annuo.

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