CERTIFICATI A CAPITALE CONDIZIONATAMENTE PROTETTO

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ImmCDS304

In questa categoria ACEPI rientrano i certificati che prevedono a scadenza la protezione condizionata del capitale, ovvero il rimborso del capitale iniziale a una condizione generalmente corrispondente alla tenuta di un livello di prezzo definito “barriera”. Quest’ultima può essere di tipo continuo, ovvero barriera americana osservabile durante tutto l’arco della vita dello strumento, o discreta altresì detta europea che prevede invece l’osservazione solo alla scadenza.

Per propria natura, la barriera discreta presenta connotati più difensivi rispetto a quella continua. I certificati più conosciuti e rappresentativi di questa categoria sono i Bonus, seguiti dagli Express. Le mutate caratteristiche dei mercati finanziari degli ultimi anni hanno spinto gli strutturatori alla ricerca di nuove opzioni e sono cosi nati i Phoenix e Cash Collect che catturano l’attenzione degli investitori per la possibilità di ricevere un flusso cedolare periodico e costante nel tempo. Fanno parte della medesima categoria i Twin Win.

I Bonus, nella loro forma più classica, sono dei certificati di investimento che prevedono a scadenza il rimborso del capitale nominale maggiorato di Bonus anche in presenza di un andamento negativo del sottostante senza penalizzare eventuali rialzi. Sono dotati di una barriera che può essere di tipo continua o discreta: nel primo caso la violazione comporta l’immediata estinzione della struttura opzionale accessoria trasformando il certificato in un semplice benchmark a replica lineare del sottostante. Con la barriera terminale, invece, è tutto demandato alla scadenza.

Tra le varianti più conosciute ci sono i Bonus Cap e Reverse Bonus Cap, con un’ottica ribassista, mentre in linea con le attuali richieste degli investitori non mancano le strutture che prevedono l’erogazione di una o più cedole o l’opzione autocallable. Continuano anche a riscuotere un discreto successo i Recovery Bonus Cap che si caratterizzano per un prezzo di emissione inferiore ai canonici 100 o 1000 euro e per questo agevolano eventuali switch da posizioni in perdita sul sottostante o su strumenti analoghi.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.473

 

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