Il fascino delle valute emergenti

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Le valute emergenti hanno da sempre attratto l’interesse degli investitori. Gli alti
rendimenti promessi, a fronte di rischi necessariamente più elevati, in un contesto
di tassi zero, fanno crescere l’importanza di tale asset class in ottica di gestione del
portafoglio. Nonostante ciò è necessario estrema cautela in quanto nell’ultimo
trienno su tali monete si è assistito a fiammate
di volatilità capaci di compromettere fin da subito la buona riuscita dell’investimento,
non solo azzerando i potenziali profitti dati dalle laute cedole ma anche
andando a intaccare quote del capitale.

Tra gli elementi che depongono a favore di una diversificazione su tali asset è l’anomalia
che la decorrelazione con il segmento azionario che si è creata nel corso
dell’ultimo anno. In particolare, di solito a fronte un trend ascendente dell’equity
corrispondeva un apprezzamento di tali valute che non è avvenuto. Un simile fenomeno,
come osservato anche in occasioni passate, tende normalmente a rientrare
favorendo proprio un rafforzamento delle divise emergenti.

D’altro canto i certifi cati di investimento, per propria natura, consentono di associare
a un’idea operativa, interessanti opzioni accessorie capaci di migliorarne
il rendimento potenziale ponderato per il rischio, garantendo diversificazione ma al
tempo stesso consentendo all’investitore di slegare quanto più possibile il successo
del proprio investimento da eventuali oscillazioni temporanee, sottopesando
quindi gli effetti di un errato market-timing.

Da questi concetti nascono i due nuovi Phoenix Certificate su Basket di valute
emergenti messi a disposizione da Societé Générale.

Se vuoi continuare a leggere l’articolo vai sul CJ n.387

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