L’EVOLUZIONE DEL MODELLO BTP ITALIA

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E’ un mercato per veri intenditori quello che in un solo trimestre fa registrare una raccolta sul primario di oltre due miliardi e quattrocento milioni di euro, quasi quanto fatto nell’intero 2012, che archivia il 2013 con un dato complessivo di oltre sei miliardi e trecento milioni e che sul secondario si rende protagonista di una crescita a tripla cifra degli scambi sui due segmenti investment e leverage di classe B? La maturità di un mercato non si misura solamente dai numeri, questo è indubbio. Ma non si può ignorare il fatto che dietro una crescita inarrestabile e costante, in un contesto che ha visto gli investitori disaffezionarsi ai classici strumenti di investimento per mancanza di risultati, ci sia una maggiore consapevolezza, creata anche dai professionisti del settore, promotori o consulenti finanziari, della capacità dei certificati di apportare un valore aggiunto alla gestione dei portafogli, come testimoniano anche i “sold out” delle ultime emissioni di Banca IMI di Double Express ( pagina 7). Il confronto tra i Benchmark e gli Etf , in questo contesto, non rende giustizia al valore delle strutture opzionali cosiddette accessorie, responsabili della creazione dei payoff asimmetrici che, unitamente all’efficienza fiscale di cui i certificati godono in maniera privilegiata, stanno consolidando il “boom” ( privo di tante incognite) dell’industria. E così il 2014 dei certificati, dopo aver brindato ai record dei Leva Fissa 5x e 7x e a quelli del mercato primario diffusi da Acepi, si appresta ad accogliere le prime tre emissioni dell’anno in OPV, lanciate in sottoscrizione pubblica in Borsa Italiana da BNP Paribas adottando il modello già utilizzato per il BTp Italia. Tre profili di investimento per tre certificati che l’Approfondimento ha messo sotto la lente.

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