BIGLIETTO VERDE AL BIVIO

Il dollaro americano è su livelli chiave e SocGen lancia un certificato a capitale protetto che premia il suo recupero contro l’euro

Le ultime manovre di politica monetaria della BCE, oltre ad aver dato una spinta al rialzo ai mercati azionari europei, hanno sortito i loro effetti anche sul mercato valutario spingendo il rapporto tra euro e dollaro oltre i massimi degli ultimi due anni a ridosso degli 1,38. Graficamente il cambio è su livelli chiave e la loro violazione potrebbe far rivedere i valori toccati nei primi mesi del 2011 a circa 1,48. Allo stesso tempo, con pari probabilità, la tenuta di questi stessi livelli potrebbe riproiettare la divisa americana nuovamente verso gli 1,20 contro euro. Un’ipotesi questa che aiuterebbe a non minare i timidi segnali di ripresa che si intravedono sulle economie europee, messi a repentaglio dalla forza dell’euro che senza ombra di dubbio non favorisce gli scambi verso l’estero.

Tra le ultime proposte nate per investire su una ripresa dei corsi del biglietto verde è possibile trovare, in collocamento fino al 23 dicembre, un certificato firmato Société Générale che tra le caratteristiche peculiari prevede una protezione parziale del capitale investito e una partecipazione più che proporzionale nel caso l’euro perda forza.FNE352

Entrando nel merito dello strumento, il 30 dicembre prossimo verrà fissato, tramite la rilevazione del fixing ufficiale della BCE delle 14:15, il livello del tasso di cambio EurUsd. Da questo livello verrà posto a una distanza del 30% verso l’alto, il livello di protezione che impedirà, al termine dei tre anni di durata, rimborsi inferiori a 700 euro rispetto ai 1000 euro di nominale. Va sottolineato che puntando sulla forza del dollaro, il certificato assume le caratteristiche short e pertanto, fissato ad esempio uno strike a 1,38 euro, il livello di protezione risulterà pari a 1,794.

Alla scadenza del 30 dicembre 2016, oltre allo scenario appena descritto si potranno presentare altri due profili di rimborso. In particolari per rilevazioni finali del tasso di cambio compresi tra il livello di protezione e lo strike si subiranno perdite in conto capitale in linea con l’apprezzamento realizzato dall’euro, mentre nel caso in cui a rafforzarsi rispetto al livello iniziale sia il greenback, si beneficerà di una partecipazione in leva del 120%. Ciò significa che ogni 10% di recupero del dollaro nei confronti dell’euro il certificato riconoscerà un rendimento del 12%.

Uno strumento quindi indicato per gli investitori che prevedano un progressivo recupero del dollaro americano nei confronti dell’euro ma che nel contempo vogliano dotarsi di uno stop implicito alle perdite eccessive, causate da un brusco rafforzamento dell’euro.