COMPENSAZIONE FISCALE PIU FACILE CON I CERTIFICATI

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La notizia della settimana è senza dubbio la consultazione avviata dalla Corte Costituzionale tedesca, chiamata dalla Bundesbank a decidere in merito alla legittimità dell’OMT, il programma varato dalla BCE lo scorso agosto per porre un freno alla speculazione sui Periferici. Il verdetto non dovrebbe arrivare prima delle elezioni tedesche del prossimo autunno, tuttavia ai mercati è bastato uno scricchiolio al sistema messo in atto dalle Banche Centrali per suggerire una presa di profitto dopo i rialzi primaverili e innescare una correzione che, almeno sul listino milanese, sta iniziando ad assumere proporzioni forse fin troppo eccessive per non far ritenere a rischio la tenuta del trend. Circa 1300 i punti persi dai massimi di sette giorni fa dal FTSE Mib, a fronte dei soli 150 lasciati sul campo dal Dax, a dimostrazione di come sia ancora una volta la Germania il fulcro delle decisioni che riguardano l’intera Eurozona. A pesare su Piazza Affari sono stati, come quasi sempre accade, i titoli del comparto finanziario, venduti a piene mani. La pesante discesa ha avuto effetti immediati su due dei certificati più interessanti entrati in quotazione sul Sedex di Borsa Italiana nell’ultima settimana, ovvero due Phoenix Certificates che per struttura e rendimento cedolare, si prestano in maniera egregia ad un obiettivo di compensazione delle minusvalenze. Al tema del trattamento fiscale dei certificati è dedicato l’Approfondimento di questo numero, che tra i tanti argomenti trattati ha scelto di mettere sotto osservazione i nuovi Discount di Deutsche Bank, emessi sul FTSE Mib e sul Nikkei 225, tornato sotto i riflettori dopo anni di anonimato, e un inedito Benchmark Best Start che SocGen ha strutturato sul settore dell’export.

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