VARIABILE IN PARTENZA

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I primi rimborsi dei prestiti LTRO hanno accelerato il recupero dell’Euribor e del tasso variabile. Focus sulla variegata offerta di Barclays Plc

Il quadro di mercato che si sta progressivamente delineando, ha contribuito a far ripartire il tasso interbancario, rendendo nuovamente appetibili le proposte a tasso variabile. Buona parte delle cause che hanno condotto l’Euribor sull’ottovolante nell’ultimo anno e mezzo va alle strategie di politica monetaria della Banca Centrale Europea, che con l’obiettivo di scongiurare una crisi di liquidità nel comparto bancario ha concesso alle banche la possibilità di rifinanziarsi a tassi prossimi all’1%, tramite i due programmi LTRO. In uno scenario dove la fiducia tra le stesse banche era prossima allo zero, tale manovra ha di fatto contribuito a spingere ulteriormente al ribasso il tasso Euribor, il benchmark europeo dei rendimenti dell’interbancario, facendolo atterrare sulla soglia minima dello 0,181%. Da metà dicembre in avanti, le prospettive indicate dalla curva forward hanno iniziato a disegnare un futuro in ripresa per l’interbancario, anche grazie al piano di rimborso avviato dalla BCE a cui hanno prontamente aderito numerosi istituti di credito, in misura massiccia e superiore alle aspettative degli analisti nella prima tranche e in misura molto più ridotta nella successiva di inizio febbraio. La reazione alle restituzioni dei prestiti è stata netta sull’interbancario, con un impulso rialzista sull’Euribor che si attesta quest’oggi a quota 0,233%, in rialzo di ben 20 punti percentuali dai suoi minimi storici.

In un mercato obbligazionario che ha sofferto dell’assenza di spunti, con la corsa del tasso fisso che ha spiazzato molti investitori e l’investimento in valuta estera penalizzato dalla ritrovata forza relativa dell’euro, ecco che il tasso variabile puro è pronto a tornare definitivamente in auge. Utile anche in ottica di diversificazione del rischio tassi in un portafoglio obbligazionario, nonostante il rialzo del tasso benchmark, l’investimento variabile potrebbe rappresentare uno dei temi di maggior successo in un orizzonte temporale di medio termine (3-5 anni).

Questa settimana il focus si sposterà sulle proposte targate Barclays Plc, una delle emittenti in passato più attive sul comparto obbligazionario, che mette a disposizione degli investitori ben 9 bond a tasso variabile, differenti tra loro per durata, indicizzazione e valuta. La tabella presente in pagina ne presenta le caratteristiche, mettendo in luce per ogni singola proposta lo scenario di rendimento associato ai prezzi denaro-lettera attualmente esposti su Borsa Italiana, in riferimento alla curva forward dell’indice di mercato (l’Euribor).

Volendo guardare oltre il rendimento atteso, c’è da sottolineare come una crescita più marcata del previsto del tasso interbancario di riferimento dell’area Euro, possa sicuramente giovare maggiormente alle proposte caratterizzate da una maturity più lontana che, pertanto, garantirebbero in tale scenario un rendimento più elevato di quello oggi atteso.

Data tale premessa, sono tre le obbligazioni da tenere sotto stretta osservazione, ovverola Scudo SuperVariabile( Isin IT0006716556 ),la Scudo Fisso7% Variabile ( Isin IT0006712951 ) e infinela Scudo Variabile USD( Isin IT0006708413 ), qualora si volesse unire alle potenzialità del tasso variabile anche una diversificazione valutaria.

Andando per ordinela Scudo SuperVariabileè la proposta che si contraddistingue per una scadenza più lunga ( 22 ottobre 2025). L’indicizzazione odierna è in leva doppia sull’Euribor trimestrale, mentre dalla prossima data di rilevazione in poi il calcolo della cedola è pari all’Euribor trimestrale maggiorato di uno spread dello 0,7%. Discretamente alto il bid-ask spread presente oggi sui book, pertanto riteniamo che abbia senso l’acquisto di tale obbligazione per un prezzo molto vicino al suo prezzo denaro. Infatti la corrente quotazione in denaro, pari a 87,5 euro, garantirebbe un potenziale ritorno del 4,21% lordo su base annua, in relazione alle correnti stime di crescita del tasso Euribor (linea arancione del grafico).

Decisamente migliore la liquidità sui book perla Scudo Fisso7% Variabile. La fix-to-floating note targata Baclays è oggi una tasso variabile a tutti gli effetti, indicizzata al tasso Euribor semestrale maggiorato di 0,6 punti percentuali. In virtù di una scadenza prevista per il 2 marzo 2020, anch’essa si candida ad essere un prodotto indispensabile in ottica di gestione del rischio tassi in un portafoglio ben diversificato. In relazione all’odierna struttura a termine della curva forward sull’Euribor a sei mesi, i correnti 95,48 euro esposti in lettera garantirebbero potenzialmente un ritorno annuo lordo del 2,91%.

Molto interessante èla Scudo Variabile USD.Agganciata al Libor semestrale maggiorato di uno spread di 1,5 punti percentuali, tale obbligazione consente infatti di coniugare aspettative rialziste sul tasso interbancario rilevato sul mercato londinese (linea verde del grafico), che presenta oggi il medesimo tasso di crescita atteso rispetto all’Euribor, e le attese circa un deprezzamento dell’euro contro il dollaro americano, a fronte di un tasso di cambio Eur/Usd a contatto con i massimi degli ultimi 13 mesi.

Proprio la denominazione in valuta estera, anche in riferimento alla scadenza del bond ( 12 ottobre 2019), rende tale obbligazione maggiormente rischiosa rispetto alle precedenti, in quanto la variabile tasso di cambio potrebbe andare ad impattare negativamente sul ritorno a scadenza qualora l’euro dovesse continuare il trend di apprezzamento in atto. Allo stato attuale, ovvero a parità di tasso di cambio, e facendo fede alle correnti aspettative di crescita del Libor semestrale, i 99 dollari esposti in lettera varrebbero un ritorno potenziale lordo su base annua del 2,14%. Analogamente i 96 dollari, esposti in denaro, equivalgono, con le medesime premesse, ad un rendimento lordo su base annua del 2,63% .

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