A TU PER TU

  • Prof.ssa Giovanna Zanotti, a cinque anni dalla sua nascita, l’Associazione degli Emittenti di Certificati e Prodotti di Investimento ( ACEPI) ha cambiato volto e statuto. Ci può illustrare quali sono le principali novità che sono state introdotte?

Per quanto riguarda il “volto” ACEPI ha cambiato il Presidente che ora è Dario Savoia (head of legal BNP Paribas) e il Segretario Generale (la sottoscritta).  La novità più significativa inerente lo Statuto riguarda l’apertura a nuove categorie di soci. L’obiettivo è quello di rendere l’Associazione un luogo di confronto aperto non più solo agli emittenti ma in generale a tutte le realtà interessate alla crescita del mercato dei Certificati, alla diffusione della cultura finanziaria relativa ai Certificati al rafforzamento della trasparenza e della liquidità del mercato.  Il primo progetto di ACEPI per il 2013 è proprio l’”allargamento” dell’Associazione a nuovi soggetti. Pensiamo, ad esempio,  ai distributori, agli studi legali , ad altre associazioni… Riteniamo infatti che un confronto tra emittenti ed altri soggetti possa aiutare a capire meglio quali sono le esigenze e le necessità reciproche e a porre in essere tutta una serie di azioni volte a favorire la crescita del mercato nell’interesse degli utilizzatori finali ovvero dei risparmiatori.

Questo è il primo di una serie di progetti che ACEPI ha avviato per il 2013 e che intende portare a termine anche con l’ausilio dei nuovi associati. Un secondo progetto è di accrescere ulteriormente l’impegno di ACEPI sul fronte EDUCATION. Già verso la fine del 2012 l’Associazione ha iniziato a partecipare a una serie di eventi formativi. L’obiettivo è quello di rafforzare il ruolo dell’Associazione in questo anche attraverso una serie di iniziative nuove. Al momento stiamo ad esempio lavorando sui “ falsi miti” ovvero su alcune percezioni, non sempre corrette, che sono associate ai Certificati. Un falso mito è ad esempio l’idea che un prodotto complesso sia sempre un prodotto rischioso. Questo non è sempre vero. A volte la complessità è funzionale proprio a ridurre il rischio. Si pensi ad esempio ad un equity  protection che può apparire complesso ( in quanto combinazione di strumenti ) ma che ha un grado di rischio inferiore a molti strumenti semplici.  L’Associazione vorrebbe confrontarsi con i risparmiatori su questi “falsi miti”.  Da ultimo, non  in ordine di importanza, obiettivo dell’Associazione è quello di rafforzare il dialogo con le Autorità poste a tutela dei mercati finanziari in modo tale da offrire strumenti che siano sempre più trasparenti e in linea con le necessità degli investitori finali

  • Come definirebbe, dal punto di vista dell’Associazione, il 2012 dei certificati di investimento?

 E’ stato un anno difficile  per i mercati finanziari in generale. Ciò nonostante se si considera l’ammontare collocato ( facendo riferimento ai dati degli Associati ACEPI) il mercato ha sostanzialmente tenuto rispetto al 2011. L’ammontare complessivamente collocato è stato infatti pari a 2.531,78 mln euro a fronte dei 2.772, 41 mln euro del 2011.  Se poi si considera il numero di ISIN il numero è il più elevato dal 2006 ( con l’esclusione del 2007). Guardando al mercato secondario il numero di prodotti quotati alla fine del 2012 era pari a 4.759 ( in crescita) e solo nell’ultimo trimestre del 2012 sono stati quotati 1.210 nuovi prodotti. Ultimo dato interessante da evidenziare, il fatto che nell’ultimo trimestre del 2012 gli scambi sul mercato secondario sono in evidente ripresa rispetto a quanto era stato il trend del secondo e terzo trimestre 2012.

  • Il 2013 è iniziato con i migliori auspici per il mercato italiano, nonostante l’introduzione della Tobin Tax. A questo proposito, può dirci chiaramente come verranno trattati i certificati di investimento e qual è il vostro punto di vista in merito?

 L’impatto è limitato ad alcune tipologie di Certificati e ridotto per tutti i Certificati quotati su un mercato regolamentato o su una mutilateral trading facility. Saranno infatti soggetti alla Tobin Tax solo i certificati di investimento con sottostante azioni emesse da società residenti in Italia e panieri di azioni/ indici relativi alle stesse azioni.  L’imposta sarà determinata in misura fissa ma varierà in relazione a due parametri: il valore della transazione ( in termini di nozionale) e la tipologia di sottostante ( indici o azioni) . Per quanto riguarda il nozionale sono previste 8 fasce, con la fascia minima che comprende transazioni con un nozionale comprese tra 0 e 2.500 euro e la fascia massima inclusiva delle operazioni con nozionale superiore a 1.000.000 di euro.  Per quanto riguarda l’imposta varierà da un minimo di 0.01875 € (0.125€ per i contratti su una singola azione)  a un massimo di 100 euro ( 200 euro per i contratti su singola azione) per ogni  transazione. L’imposta sarà applicata a tutte le transazioni con sottostante azioni/indici italiani indipendentemente dal luogo dove avviene la transazione e dalla residenza delle controparti.  Nel caso di prodotti quotati su un mercato regolamentato o su un MTF ( come norma usuale per i Certificates che sono per lo più  quotati su SEDEX e/o CERT-X) l’imposta è ridotta di un quinto. Il legislatore ha riconosciuto l’importanza della quotazione su un mercato secondario ai fini della liquidabilità e della trasparenza degli strumenti finanziari.

Al di la della descrizione dell’aliquota ci preme sottolineare che nell’unico altro paese Europeo in cui è stata implementatala Tobin Taxle transazioni in derivati sono escluse. La  Tobin tax è cosi denominata da James Tobin, economista americano, che nel 1972 propose di introdurla per arginare l’eccessiva volatilità sui mercati finanziari che uscivano dall’esperienza della “ parità aurea”. Si trattava di condizioni dei mercati finanziari molto diverse e di una misura che aveva come obiettivo solo quello di arginare la volatilità, colpendo le transazioni a brevissimo termine, e non di raccogliere risorse. L’obiettivo della attuale e rivista Tobin Tax pare invece essere doppio :“colpire” la speculazione e raccogliere risorse. Sul primo punto, se obiettivo è colpire la speculazione, sarebbe allora necessario distinguere quali sono le transazioni speculative da quelle che non lo sono. I certificati sono, ad esempio, strumenti di investimento, acquistati prevalentemente da investitori con un orizzonte di medio / lungo periodo. Sul secondo punto l’esperienza fallimentare della tassa quando fu introdotta in Svezia nel 1984 potrebbe essere una prova diretta del cattivo funzionamento di questo tipo di imposta. Altra prova indiretta è il fatto che la Germania , originariamente schierata a favore della Tobin Tax, abbia poi deciso di non implementarla almeno fino al 2016. I mercati finanziari di oggi sono fortemente integrati e globali e l’applicazioni di misure di questo tipo dovrebbe essere coordinata e globale. In caso contrario esiste un grosso rischio che rapidamente attività si spostino da un paese all’altro.

  • Torniamo al ruolo dell’Associazione. Perché un investitore dovrebbe sentirsi tutelato scegliendo di investire su un prodotto emesso da un emittente associato?

 Tutti gli emittenti ACEPI aderiscono a un decalogo ( presente sul sito www.acepi.it) e si impegnano a rispettarne le relative regole. Il decalogo impegna gli emittenti a obblighi di trasparenza, chiarezza e completezza nei confronti degli investitori. Questo implica che le informazioni relative alle caratteristiche del sottostante, al funzionamento del certificato e ai costi del certificato devono essere rese disponibili agli investitori in maniera chiara e devono essere facilmente accessibili. Infine il decalogo impegna gli emittenti ad “assistere” gli investitori anche successivamente al collocamento, innanzitutto garantendo l’esistenza di un mercato secondario liquido, in secondo luogo  fornendo informazioni sull’andamento del prezzo sul mercato secondario (e offrendo spiegazioni sulle modalità di formazione di tale prezzo). Al di la di questo , ACEPI, rinnovata nei volti e nello statuto vorrebbe diventare sempre di più il punto di contatto tra investitori , distributori e emittenti. In quest’anno cercheremo di lavorare per accrescere la visibilità dell’Associazione e per diventare il punto di riferimento non solo degli emittenti ma anche degli investitori.