COVERED CALL WRITING

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Mercati in cerca di direzione. La covered call writing per un flusso di cassa assicurato.

 

Tra le strategie più comuni soprattutto tra gli istituzionali, per via del suo payoff intuitivola Covered Call Writingattrae sempre più investitori nel comparto retail. Soprattutto in fasi di nervosismo e direzionalità poco chiara infatti tale strategia offre un’interessante alternativa all’esposizione diretta su un sottostante azionario, sebbene il payoff asimmetrico tra rischio e rendimento richieda di ponderare in maniera consapevole non solo il timing d’ingresso, ma  anche settlement date e moneyness.  Prima di passare ad un’analisi dei pro e i contro della strategia e delle variabili in campo guardiamo brevemente al funzionamento.

IL FUNZIONAMENTO

Come si intuisce già dal nome, una strategia di tipo Covered Call Writing prevede la vendita (writing) di opzioni plain vanilla di tipo call  generalmente con strike price  leggermente out of the money e in scadenza il mese successivo, contro una partecipazione azionaria detenuta in portafoglio (covered). In cambio della vendita delle opzioni sarà possibile ottenere un diretto flusso di cassa dato dal premio pagato sulle opzioni. Alla scadenza invece due sono gli scenari possibili. Se il prezzo spot delle azioni sarà inferiore al prezzo d’esercizio, le opzioni scadranno senza valore mentre la gamba azionaria registrerà una perdita in conto capitale pari all’effettivo ribasso, compensato tuttavia in totale o in parte dal premio ricevuto. Se invece l’opzione scadrà in the money, il venditore sarà costretto a consegnare la propria partecipazione azionaria con un profitto pari alla differenza dal prezzo di carico e quello strike, maggiorato tuttavia del flusso di cassa iniziale. Una strategia a prima vista win to win per via di quel flusso di cassa incondizionato erogato alla stregua di un dividendo in ciascuno scenario a scadenza.  Tuttavia il costo di tale certezza è rappresentato da un forte sbilanciamento del profilo rischio rendimento. Se da un lato il rendimento massimo è di fatto già conosciuto al momento della costruzione della strategia, l’esposizione alle perdite è illimitata. Ne consegue che un forte balzo al rialzo comporterà un elevato costo opportunità nel dover vendere la partecipazione al valore strike mentre in caso di decisa flessione il cuscinetto alle perdite offerto dal premio sarà minimale.

ANALISI OPERATIVA

Per capire l’analisi di scenario costruiamo una strategia di tipo covered call sul titolo Fiat.  Procediamo quindi con l’acquisto di 500 azioni del Lingotto ad un prezzo di 4,20 euro e la vendita di un’opzione call con scadenza a novembre e prezzo d’esercizio di 4,40 euro ( 105% OTM) ad un prezzo bid di 0,15 euro, a fronte di una volatilità implicita pari a 43,8 punti percentuali, maggiore di quella storica sullo stesso orizzonte temporale di circa 10 punti.  Ai fini di amplificare il rendimento ottenibile infatti, la strategia richiederebbe di scegliere quei titoli che prezzano una probabilità di ricadere in the money molto superiore a quella effettiva.  Guardando al payoff della Covered Call Writing su Fiat notiamo come a fronte di un rendimento massimo pari all’8,33% il punto di break even è dato un ribasso del 3,58%, oltre il quale l’effetto ammortizzante del premio sarà via via inferiore. Al fine di ottenere un maggior flusso di cassa sarà necessario spostarsi su call in the money, ovvero vendere opzioni con strike posto ad un livello inferiore del prezzo spot del sottostante. Mantenendo la stessa scadenza, procediamo quindi con la vendita di opzioni ITM con strike posto a 4 euro. In questo caso il premio determina un flusso di cassa pari a 35 centesimi per azione, tuttavia, tenuto conto dell’esercizio automatico a 4 euro, il rendimento massimo ottenibile sarà pari al 3,57%. Il vantaggio rispetto alla strategia precedente risulta invece sul lato delle perdite. Il maggior flusso di cassa ricevuto sposta infatti il punto di pareggio sulla soglia dei 3,85 euro, equivalenti ad un ribasso del titolo pari all’8,33%. Un’ulteriore variabile sulla quale è possibile fare leva è data dalla scelta della data di settlement. Allungando la durata dell’investimento infatti, è possibile ottenere un maggior premio dal momento che tanto più manca alla scadenza tanto più a parità di condizioni un’opzione plain vanilla avrà maggior valore poiché la time decay è inversamente proporzionale alla durata residua.  Mantenendo una moneyness pari al 105% OTM, ovvero strike price a 4,40 euro, è possibile vendere opzioni con scadenza marzo 2012 ad un prezzo di 38 centesimi. In quest’ultimo scenario il rendimento massimo ottenibile è pari a 58 centesimi, ovvero al 13,81% mentre il punto di pareggio, in virtù del ricco premio è spostato a 3,82 euro, equivalente ad un ribasso di circa il 9%. Se tuttavia si considerano i rendimenti delle due strategie con opzioni OTM su base annuale, quella con scadenza novembre prevede un profitto su base annualizzata del 79% mentre la seconda del 31,67%.

Nel caso tuttavia di quest’ultima, da notare come la maggior durata residua lasci spazio ad una gestione attiva della posizione. In particolare, a parità di condizioni, il cosiddetto decadimento temporale farà ridurre sempre più velocemente il valore intrinseco dell’opzione rendendo di per sé più economico il riacquisto dell’opzione venduta permettendo così di ottenere un gain dalla compravendita senza intaccare l’esposizione sul sottostante.  In caso poi di opzioni con strike superiore al valore spot, sempre a parità di condizioni, una riduzione della volatilità scontata dal prezzo delle opzioni ne determinerà un calo del premio, rendendo anche in questo caso profittevole un suo riacquisto prima della scadenza.

 

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