IL FAST BONUS CAMBIA BINARIO

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Tra occasioni di breve termine e opportunità di switch spunta il Fast Bonus di ING Bank su Generali

Gli strappi messi a segno dai principali titoli azionari del listino del Belpaese hanno offerto in questa coda d’estate numerose opportunità di investimento nel panorama dei certificati, con rendimenti su base annuale dalla doppia cifra e rischio piuttosto contenuto. Come ben sanno gli investitori sul settore, in periodi di forte volatilità, tanto al rialzo quanto al ribasso, non sempre i prezzi dei prodotti strutturati riescono a tenere il passo al sottostante, lasciando spazio, soprattutto in prossimità della scadenza, ad interessanti operazioni di brevissimo termine. Alle segnalazioni apparse sugli ultimi numeri del Certificate Journal, e sulla piattaforma CedLAB, si aggiunge questa settimana un potenziale switch tra due Fast Bonus scritti su Generali, targati rispettivamente Royal Bank of Scotland e Ing Bank. Caratterizzati da medesimo sottostante, prezzo d’esercizio, livello barriera e scadenza, si distinguono per coupon e data di rilevazione, offrendo un’opportunità di trading ad elevato alpha.

Prima di passare all’analisi dell’operatività guardiamo al funzionamento dei due certificati, partendo da quello che ad oggi risulta il più interessante, ovvero il Fast Bonus di ING Bank. Rilevato uno strike a 11,94 euro il 30 settembre 2011 e fissata la barriera a 5,97 euro, equivalente al 50% del valore iniziale, riconoscerà alla scadenza del 23 settembre 2015 un importo aggiuntivo di 408 euro ogni 1000 di nominale se il prezzo di chiusura di Generali non sarà inferiore alla barriera. Il certificato prevede tuttavia tre finestre per l’estinzione anticipata del nominale maggiorato di un coupon a memoria di 102 euro. Pertanto alla prossima rilevazione fissata per il 24 settembre, sarà necessario che il sottostante non si trovi a un valore inferiore a quello iniziale per ottenere il rimborso di 1102 euro. Si passerà altrimenti al secondo appuntamento, fissato per il prossimo anno con un coupon di 204 euro e così via fino a scadenza dove sarà necessario che il sottostante non scenda al di sotto dei 5,97 euro della soglia knock out per il rimborso complessivo dei 1408 euro.

Nella mattinata del 17 settembre, a fronte di un valore spot di Generali pari a 12,58 euro, il certificato era in lettera a 1083,1 euro, lasciando spazio ad un rendimento complessivo ad una settimana dalla rilevazione pari all’1,74%, con un buffer sul trigger strike di poco superiore al 5%. Qualora tale distanza dalla barriera si rilevasse insufficiente per consentire il rimborso, sarebbero disponibili due ulteriori finestre d’estinzione anticipata prima della naturale scadenza. Tenendo conto della perdita fisiologica di valore dovuta allo stacco dei dividendi, stimati a 0,74 euro da Bloomberg, alla scadenza ribassi contenuti entro il 49,57% dell’attuale valore darebbero comunque luogo a un rimborso di 1408 euro, equivalente ad un rendimento su base annua del 9,81%.

Per chi avesse in portafoglio il certificato “gemello” targato RBS, dalle stesse caratteristiche relative al sottostante ma con coupon al 9% e rilevazione al 30 settembre, si aprirebbero invece le porte di un interessante switch, avendo ormai questo maturato buona parte del premio riconosciuto alla prima data di rilevazione, in virtù di un prezzo di riacquisto da parte del market maker pari a 1084,85 euro sul totale previsto di 1090 euro. Per chi ritenesse plausibile una tenuta dei corsi correnti da parte di Generali, l’alternativa all’attesa sarebbe rappresentata dallo switch sul Fast Bonus targato ING Bank al fine di amplificare il rendimento di oltre un punto percentuale.

Passiamo quindi all’operatività. Nell’ipotesi di acquisto iniziale di 10 Fast Bonus targati RBS al prezzo di carico di 1000 euro, la vendita sul denaro esposto dal market maker determinerebbe un rimborso complessivo di 10848,5 euro, con i quali sarebbe possibile acquistare 10 Fast Bonus ING Bank ed ottenere un cash flow di 17,5 euro.  La rilevazione in the money del sottostante, comporterebbe il rimborso di 1102 euro per ciascun certificato, a fronte dei 1090 riconosciuti invece la settimana successiva dal Fast Bonus di RBS, con un rendimento complessivo sul prezzo di carico del 10,2%. Sommando poi il cash flow ottenuto dallo switch, il profitto complessivo su base annuale, al lordo delle commissioni di negoziazione e degli oneri fiscali, ammonterebbe al 10,38%.

 

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