ATHENA CHE SCOTTA

  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • PDF

Indici alle stelle e certificati sull’ottovolante.  Come sfruttare  le occasioni di brevissimo termine dall’alto rendimento potenziale

 

Euromania o Eurofollia che dir si voglia, l’ultima ottava si è caratterizzata per un’iniezione di fiducia degna di contagio sui mercati del Vecchio Continente. Il cambio tra euro e dollaro ha varcato la soglia di 1,28, apprezzandosi di una figura nella sola seduta di venerdì mentre l’Eurostoxx50 haritrovato i 2500 punti dopo circa 5 mesi. Un quadro imprevedibile fino a quattro settimane fa, dovuto alla promessa della BCE di acquisto illimitato di titoli del tesoro a breve termine di Spagna e Italia. La tonicità dei listini azionari ha così spedito sull’ottovolante quei certificati dotati di delta alto, ovvero caratterizzati da una forte reattività a variazioni unitarie del sottostante.  Calendario alla mano, tra le emissioni in scadenza nei prossimi mesi numerosi sono stati gli strumenti a mettere a segno una corsa senza precedenti,  creando interessanti opportunità per un’operatività di breve termine, come l’Athena targato BNP Paribas scritto sull’Eurostoxx 50, identificato da codice Isin NL0006089872. Prima di passare alla cronistoria delle ultime sedute guardiamo brevemente al suo funzionamento.

Emesso ad aprile 2008 con uno strike fissato a 3628,06 punti e una barriera rilevata al suo 70%, pari a 2539,64 punti, in principio il certificato prevedeva due opzioni di estinzione anticipata caratterizzate da trigger decrescente. Mancati entrambi gli appuntamenti, l’Athena si avvia alla scadenza naturale del prossimo 28 settembre per tre possibili scenari di rimborso. Qualora il prezzo di chiusura dell’indice fosse di almeno 2902,44 punti, equivalenti all’80% del valore iniziale, il certificato rimborserà 132 euro. Per valori inferiori ma compresi entro la soglia dei 2539,64 punti, sarà riconosciuto unicamente il nominale pari a 100 euro.  Sarà altrimenti previsto un rimborso pari alla replica della performance effettiva del sottostante con un conseguente importo massimo di 70 euro per certificato.

Alla luce delle due crisi che hanno investito i mercati finanziari, prima quella dei mutui subprime e poi quella dei debiti sovrani dell’area euro, l’Athena non si è certo distinto per una vita fortunata; tuttavia il forte apprezzamento dell’indice del Vecchio Continente dell’ultimo mese ha fatto viaggiare con il vento in poppa le quotazioni, passate dai 65,8 euro di inizio agosto, a fronte di un indice a quota 2263,36 punti, a 88,28 euro, per un rialzo de 34,16% contro gli 11,98 punti percentuali realizzati dall’indice, sulla scia delle aumentate probabilità di rimborso dei 100 euro nominali. Il certificato infatti, in virtù delle due settimane residue alla scadenza e alla vicinanza alla barriera, si caratterizza per un’elevata reattività che ha amplificato di oltre tre volte gli strappi al rialzo di cui si è reso protagonista il sottostante, come possibile osservare dalla tabella.  Questa reattività rimarrà tale fintanto che il certificato non si allontanerà in modo definitivo dal livello barriera e pertanto sia i rialzi che i ribassi dai valori correnti dell’indice verranno amplificati.

Ora, a poco più di due settimane dalla data di valutazione, all’indice basterebbe un ulteriore rialzo del 5% per permettere tale scenario di rimborso e pertanto chi ritenesse possibile un ulteriore slancio e fosse disposto a tenere in portafoglio uno strumento così volatile, dalla tenuta della barriera a scadenza riceverebbe rispetto al prezzo lettera di 87,05 punti a cui è acquistabile il certificato, un rendimento complessivo del 14,88%. Da non trascurare tuttavia la componente di rischio. Qualora l’indice chiudesse sullo spot corrente, mancando quindi il riconoscimento del nominale, il rimborso sarebbe pari solo a 69,86 euro, con una perdita sul prezzo d’acquisto del 19,75%. Un premio questo che è anche dovuto anche alla possibilità, seppur residuale, che si verifichi lo scenario migliore che darebbe luogo al rimborso di un totale di 132 euro. Per far sì che ciò avvenga è richiesto all’indice un apprezzamento dai valori correnti del 14,52% in due settimane. In tal senso, superati i 2650 punti, tale opzione si farebbe sentire sul prezzo del certificato.

Una vera e propria scommessa, più adatta quindi a sfruttare eventuali strappi  di breve dell’Eurostoxx 50 nei prossimi giorni, per il quale la probabilità di raggiungere i 2539,642 punti è pari, secondo l’indice proprietario CED|Probability, al 52%.

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

Lascia un commento