TU VUO’ FA L’AMERICANO

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Annata non memorabile per il titolo Fiat, ma al Bonus Cap di BNP  basterebbe la tenuta dei 2,94 euro per riconoscere un rendimento a 4 mesi del 30% circa.

“Tu vuo’ fa l’americano ma sei nato in Italy”. Le celebri parole cantate da Renato Carosone nel 1956, possono fare oggi da colonna sonora alle ultime mosse di Marchionne, AD di Fiat. Il crollo dei consumi scaturito dalla crisi del debito europea e le restrizioni fiscali messe in atto dai diversi governi dell’Eurogruppo hanno costretto le principali case automobilistiche mondiali a rivedere le proprie strategie di business sul Vecchio Continente, Fiat compresa. Benché da sempre simbolo del Made in Italy al di fuori della penisola, dopo aver concluso un 2011 nero, per la scelta di Marchionne di trasferire l’intera produzione fuori dai confini del Belpaese, Fiat non è stata in grado di recuperare terreno, anche a causa della congiuntura negativa dell’intero listino italiano. Fotografato a quota 3,6 euro nella giornata di lunedì 18 giugno, il titolo sosta infatti sull’area di bottom dell’anno.

Sarebbe sufficiente tuttavia che non scendesse al di sotto dei 2,9424 euro, per permettere ad un Bonus Cap di BNP Paribas, scritto sul Lingotto, di riconoscere alla scadenza del prossimo 19 ottobre un rendimento lordo del 29,77%. Vista la validità in continua della barriera e la durata residua di circa quattro mesi, il certificato incorpora una significativa componente di rischio; nonostante ciò, è certamente da tenere sotto osservazione. Entriamo quindi nel dettaglio dell’emissione prima di passare all’operatività suggerita.

Rilevato uno strike a 4,90 euro e fissata la barriera a 2,9424 euro, pari al 60% del valore iniziale, se entro il prossimo 19 ottobre non sarà mai stata violata la soglia knock out, il certificato rimborserà un importo pari a 124 euro. In particolare sarà sufficiente che in nessuna giornata fino a scadenza il titolo Fiat abbia fatto registrare un valore inferiore alla barriera per non invalidare il riconoscimento del bonus a scadenza. In caso contrario il certificato si allineerà alla sua componente lineare, non avendo peraltro dividendi da scontare. In caso di performance a scadenza superiore al livello bonus, corrispondente a 6,0810 euro, il rimborso riconosciuto sarà comunque pari a 124 euro.

L’acquisto del Bonus Cap al prezzo lettera di 95,5 euro in corrispondenza dei 3,6 euro del titolo automobilistico, determinerebbe così in caso di mancato evento knock out un rendimento a scadenza del 29,77%. In caso di rottura della barriera invece, la cui probabilità è stimata dall’indicatore CED|Probability al 12% circa, sarebbe invece necessario un ritorno del titolo a quota 4,68 euro per chiudere l’operazione almeno in pareggio. Infatti, il valore della componente aggiuntiva pesa sul prezzo corrente per oltre il 23%.

Come per tutti i certificati dotati di barrier options con valore spot del sottostante inferiore allo strike, la reattività del fair value del prezzo rispetto alla performance del sottostante lungo la durata residua lascia spazio ad opportunità di profitto di breve periodo. In virtù infatti di un payoff assimetrico a scadenza, nel durante l’apprezzamento o il deprezzamento del Bonus Cap dell’emittente francese potranno essere più o meno che proporzionali al titolo. Come è possibile osservare dal grafico, se a scadenza in caso di mancato evento knock out l’apprezzamento rispetto al sottostante sarà sempre pari al 29,77%, equivalente ad un 87,86% annuo, se entro i prossimi due mesi Fiat non si sarà mossa dai valori correnti, il fair value del certificato registrerà un apprezzamento del 5,21%. Grazie alla minor durata residua, per chi non fosse disposto ad arrivare alla scadenza sarebbe ipoteticamente possibile concludere in due mesi l’operazione con un corrispondente rendimento annuo del 15,38% a fronte di una complessiva assenza di movimento del sottostante.

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