EXPRESS 9%, AL VIA LA QUOTAZIONE

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In negoziazione dal primo giugno, l’Express 9% di RBS collocato da Bancoposta, si caratterizza per una barriera sotto i 1300 punti e una cedola garantita del 9% al primo anno.

Le ultime indiscrezioni sul piano segreto “salva Euro” concordato tra Mario Draghi, Josè Manuel Barroso, Herman Van Rompuy e Jean-Claude Juncker, ma soprattutto le attese del mercato circa una ricapitalizzazione delle banche in difficoltà attraverso il fondo salva stati, hanno messo le ali in avvio di settimana ai listini di Madrid e Milano, in netta controtendenza rispetto all’andamento ribassista di Francoforte. La volatilità in ogni caso rimane alta e, sebbene questo giochi prevalentemente a favore di chi predilige operazioni di trading da toccata e fuga, crea situazioni interessanti per chi ritiene sia il momento opportuno per cominciare una graduata campagna acquisti a prezzo “di costo”. E’ proprio in un contesto di questo genere che il panorama dei certificati con la sua estrema flessibilità e varietà di strutture lascia spazio ad una vasta scelta di alternative adatte a ciascun profilo di investimento.

Questa settimana torniamo quindi a parlare di un certificato Express di The Royal Bank Of Scotland, particolarmente indicato per chi è disposto a correre un rischio azionario più contenuto rispetto all’investimento diretto. Scritto sull’Eurostoxx 50, l’indice composto dalle 50 Blue Chip dell’Eurozona, il certificato è entrato in negoziazione sul Sedex il 1 giugno dopo aver concluso il collocamento sulla piattaforma di trading online di BancoPosta. Il principale punto di forza dell’emissione è dato dalla rilevazione del valore strike in prossimità dei minimi da inizio anno.  Quest’ultimo infatti, pari alla media aritmetica dei prezzi di chiusura del 28 e del 29 maggio, è risultato pari a 2154,115 punti, un valore che ha permesso di fissare la barriera a 1292,469 punti e di estendere la protezione del capitale a scadenza ad un livello di circa 500 punti inferiore al minimo di marzo 2009, ancora inviolato. Passiamo quindi al funzionamento del certificato. Della durata di tre anni, alla scadenza del 1 giugno 2015, l’Express rimborserà l’intero nominale pari a 100 euro maggiorato di una cedola del 18% se il valore di chiusura del sottostante non sarà inferiore a 2154,115 punti. In caso negativo, se non sarà violato il livello barriera, proteggerà il nominale ma non riconoscerà alcun rendimento. Per valori inferiori invece, non proteggerà il nominale e rimborserà il nominale diminuito dell’effettivo ribasso subito dall’indice a partire dallo strike.  Il certificato è inoltre dotato di tre opzioni di rimborso anticipato con cadenza annuale, a partire dal 31 maggio 2013. Se a tale data il prezzo di chiusura dell’Eurostoxx 50 rispetterà la condizione trigger, ovvero un valore almeno pari a quello iniziale, l’Express si estinguerà automaticamente rimborsando il nominale maggiorato di una cedola del 9%. A differenza delle classiche emissioni Express, qualora venisse mancato l’obiettivo, verrà comunque riconosciuto il pagamento della cedola mentre per il rimborso prima della scadenza si guarderà alla data di rilevazione successiva, quella del 2 giugno 2014. Anche per questo appuntamento saranno riconosciuti 109 euro ogni 100 di nominale se verrà soddisfatta la condizione iniziale, ma non verrà pagato alcun premio in caso contrario; il mancato evento trigger, proietterà infatti il certificato direttamente alla scadenza. Passando al profilo di rendimento, ipotizzando un acquisto dell’Express sulla lettera a 96,05 euro, a fronte di un valore spot dell’Eurostoxx 50 pari a 2083,49 euro,  si avrà la possibilità di ottenere a scadenza un rendimento minimo del 4,11%  lordo fino ad un ribasso dell’indice pari al 37,97%, ovvero fino al raggiungimento del livello barriera. Inoltre in caso di rottura, poiché il rimborso finale è calcolato su base 100, l’eventuale perdita registrata sarà relativamente più contenuta rispetto ad un’esposizione diretta. Tenendo in considerazione il pagamento incondizionato della cedola al prossimo anno, è possibile calcolare i differenti scenari a seconda della data di rimborso. Qualora già al primo appuntamento si dovesse realizzare l’evento, il rendimento al lordo degli oneri fiscali su base annua risulterebbe del 13,64%. All’11,35% scenderebbe invece in caso di rimborso alla seconda data. Qualora a scadenza il valore del sottostante fosse superiore a quello iniziale il rendimento annuale ammonterebbe al 10,40%,  mentre scenderebbe al 6,91%  in caso di rimborso del solo capitale. In merito alla prima finestra di osservazione si è provveduto al calcolo delle probabilità di evento knock-in tramite l’indicatore CED|Probability, per il quale risulta pari al 46,85%. Si tenga inoltre conto, che la probabilità di evento knock-in sarà via via inferiore non solo in virtù del recupero necessario dei corsi per il ritorno al livello trigger ma anche per la perdita fisiologica dovuta allo stacco dei dividendi. Lungo il prossimo anno è infatti prevista la perdita di circa 119 punti, pari al 5,71% del valore corrente dell’indice.

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