OCCHI SU TELECOM

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L’anno ricomincia a settembre per i lettori del Certificate Journal. Il Bonus Cap scritto su Telecom  è tra le proposte in scadenza entro fine anno da tenere sotto osservazione.

“Mese d’agosto trend non ti conosco” sembrava recitare l’adagio lo scorso anno, quando dopo una tonica stagione tardo primaverile di moderati acquisti sono giunte copiose le vendite. Tra i salotti della finanza si temeva una replica anche per quest’anno e invece nell’ultimo mese le piazze europee si sono lasciate cullare da un cauto ottimismo dopo un luglio da dimenticare. In modo particolare ad essersi mosse sono le borse di Madrid e di Milano, che hanno rispettivamente messo a segno un + 9,95% e un + 9,74% da inizio agosto al 3 settembre, arrivando rispettivamente a quota 7388 punti l’Ibex 35 e 15285 punti  il FTSE Mib, con la complicità dell’impegno della BCE nel rifinanziamento dei due mercati periferici. All’interno del listino italiano, sono rimasti al palo diversi titoli, come Eni e Fiat Industrial, mentre la riconquista della soglia dei 15000 punti è stata trainata principalmente dal settore bancario e, tra i principali market mover, da Telecom Italia. La società di telecomunicazioni, dopo aver lasciato sul campo oltre 12 punti percentuali da gennaio, ha conquistato da inizio agosto un buon 9,7%, portandosi a 0,746 euro. Se nel panorama dei certificati a breve scadenza, l’ondata positiva ha dato nuovo vigore ai certificati con sottostanti i fautori principali della ripresa, scambiati ora a caro prezzo, il Bonus Cap targato Unicredit scritto su Telecom in scadenza il prossimo 7 dicembre oltre a lasciar spazio a un interessante rendimento, si caratterizza per un premio pagato sul nominale relativamente inferiore rispetto ad altre proposte, dalla scadenza e rendimento teorico simile, scritte proprio sui bancari.

Prima di entrare nel merito dell’analisi prospettica di rendimento, passiamo brevemente in rassegna il funzionamento del Bonus Cap, identificato da codice Isin DE000HV8F5H6. Rilevato uno strike l’11 settembre2011 a0,8195 euro, sull’area di bottom di quell’anno, il certificato riconoscerà alla scadenza del 7 dicembre prossimo il rimborso del nominale pari a 100 euro maggiorato di un premio pari a 20 euro se il sottostante non avrà mai raggiunto in qualsiasi giorno di negoziazione il livello barriera posto a 0,57365 euro, pari al 70% del valore strike. L’evento knock out determinerà la perdita automatica della componente opzionale aggiuntiva e un allineamento alla performance del titolo Telecom rispetto al prezzo iniziale. Ne consegue come in tale scenario il rimborso a scadenza replicherà la variazione del sottostante, fatta salva la presenza di un cap ai rendimenti. Quest’ultimo è posto in corrispondenza di 1,1473 euro, equivalente ad un importo pari a 140 euro.

Guardando al book del certificato, a fronte di un valore spot del sottostante pari a 0,746 euro, il Bonus Cap è esposto in lettera a 107,74 euro (prezzi rilevati il 3 settembre). Il rimborso a 120 euro comporterebbe pertanto un rendimento lordo complessivo dell’11,38%, equivalente a circa 43 punti percentuali su base annua.  Sarà tuttavia necessario che il titolo non eroda il margine del 23,10% che lo distanzia dai 0,57365 euro su cui è posta la soglia invalidante al fine di ottenere l’intero importo. Posto un prezzo di carico pari a 107,74 euro, sarebbe infatti necessario che, una volta verificato l’evento knock out, il titolo chiudesse ad almeno 0,883 euro per non incorrere in alcuna perdita. Tenuto conto dei tre mesi di durata residua del certificato  e delle condizioni correnti di mercato, la probabilità di mancato evento knock out secondo l’indice CED Probability è pari al 66,85%, una soglia discreta che tuttavia non considera i volumi di mercato. La bassa intensità degli scambi estivi sul titolo, a fronte dell’apprezzamento, suggerisce infatti massima cautela.

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