SWITCH TO RECOVERY, UN ANNO DOPO

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E’ passato solo un anno da quando, prendendo spunto da un’emissione inedita di Bonus Cap sotto la pari, vi abbiamo parlato di strategie recovery. E’ passato solo un anno ma a ben guardare in quali condizioni si trovano oggi i mercati, sembra trascorso un decennio. Le continue dichiarazioni di sfiducia, provenienti dai piani alti del FMI e dagli Stati Uniti, verso un Europa incapace di porre un serio rimedio al costante e progressivo sgretolamento delle economie dei Paesi membri, hanno fatto volare i rendimenti del biennale italiano oltre la soglia critica del 7% e spinto i mercati azionari nel vortice delle vendite a tutti i costi. Neanche a dirlo, Piazza Affari si è confermata nelle prime tre sedute della settimana la peggiore in Europa. Colpa, ancora una volta, del settore bancario, che ha trascinato a fondo il FTSE Mib al di sotto della soglia dei 14000 punti. A livello europeo, è proprio il comparto delle banche il sottostante su cui punta l’ultimo Accelerator Certificate di Banca IMI, protagonista del Focus nuova emissione. Partecipazione in leva ai rialzi e paracadute pronto ad aprirsi in caso di pesanti ribassi sono le caratteristiche peculiari di questa nuova proposta dell’emittente del gruppo Intesa Sanpaolo, che ha appena lanciato anche il collocamento di un certificato a capitale protetto e leva del 310% sull’inflazione europea. Tornando alla strategia recovery, a distanza di un anno siamo andati a verificare il comportamento dei primi due Bonus Cap di Macquarie. L’Approfondimento di questa settimana, oltre a misurare l’andamento dei due certificati, propone delle alternative per continuare a tenere vive le speranze di ottenere un rendimento anche in condizioni di mercato negativo. Per concludere, torna sul CJ il Bonus 190 di Deutsche Bank, altamente reattivo e ad elevato upside potenziale. Buona lettura!

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