EASY EXPRESS, IN SCENA LA PRIMA DI BNP PARIBAS


BNP Paribas debutta con il botto sul segmento degli Easy Express. Ben 32 novità su indici e titoli, tutte emesse sotto la pari.

Francia e Germania hanno detto sì. L’accordo raggiunto tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, su un possibile piano di ricapitalizzazione delle banche europee per far fronte alla svalutazione dei titoli ellenici presenti nei portafogli dei maggiori istituti bancari, ha ricevuto l’approvazione del presidente Obama ma soprattutto dei mercati che, in seguito all’annuncio dato nel fine settimana, hanno accentuato il rally partito dai minimi del 4 ottobre. Nonostante l’ultimo monito di Trichet, che ha paventato la minaccia di una crisi sistemica invitando così i governi europei a non perdere altro tempo, sui mercati sembra tornato a splendere il sole. Oltre 800 i punti recuperati in sole sette sedute dall’indice Dax di Francoforte e più di 2300 dall’indice di Piazza Affari, per un rally che ha toccato punte del 16% di rialzo. All’interno del nostro listino, performance da record per il titolo UniCredit, passata dai 72 centesimi di minimo del 4 ottobre ad un massimo di 1,055 euro dell’11 ottobre, con un rialzo di ben 40 punti percentuali. Tuttavia, il rischio che si possa trattare ancora una volta di un semplice, per quanto consistente, rimbalzo tecnico esiste e pertanto è consigliabile approcciarsi all’investimento azionario sfruttando la flessibilità dei certificati a capitale protetto condizionato. In particolare, approfittando dell’elevata volatilità che ha caratterizzato l’ultimo trimestre, diversi emittenti hanno ripreso a strutturare certificati dotati di opzioni esotiche, che con l’aumento della volatilità tendono a costare di meno. Tra questi, si segnalano per la semplicità del loro funzionamento e per l’attitudine ad adattarsi a molteplici scenari di mercato, gli Easy Express. Di questa particolare tipologia di certificato a capitale protetto condizionato abbiamo avuto modo di trattare in diverse occasioni dal momento in cui, ormai più di tre anni e mezzo fa, sono stati quotati per la prima volta in Borsa Italiana dall’emittente Sal. Oppenheim. In questo lasso di tempo, è stato il mercato stesso a premiare l’efficacia di questo genere di Bonus Cap con barriera valida esclusivamente alla data di valutazione finale. Al gradimento degli investitori hanno così pertanto scelto di rispondere anche altre banche emittenti, al fine di arricchire l’offerta e diversificare i sottostanti. E’ notizia di pochi giorni fa, infatti, la quotazione di ben 32 nuovi Easy Express per la prima volta firmati BNP Paribas.

FUNZIONAMENTO SEMPLICE

 Il profilo di payoff degli Easy Express prevede che a scadenza si riceva il rimborso del valore di emissione maggiorato di un bonus, definito importo express, se il sottostante alla data di valutazione finale ( e solo in quel momento) viene rilevato ad un valore superiore alla barriera. L’importo express quindi viene corrisposto non solo se il sottostante ha registrato, rispetto allo strike, performance positive, ma anche in caso di performance negative se contenute entro una data percentuale. Per le loro caratteristiche gli Easy Express possono essere considerati dei Bonus Cap con barriera discreta. Infatti, il rendimento massimo è dato dall’importo express, identificabile come un Cap al rialzo, mentre la barriera viene rilevata solamente a scadenza. Qualora il certificato si trovi a scadenza sotto il livello barriera il rimborso, analogamente a quanto avviene per i Bonus Cap e per tutti i Bonus in generale, è direttamente legato al livello raggiunto dal sottostante stesso, moltiplicato per il multiplo.

SCOMPOSIZIONE DELLA STRUTTURA E PRICING

 Vediamo ora come l’emittente giunge alla costruzione di un Easy Express. Innanzitutto lo strutturatore procede all’acquisto di un’opzione call strike zero per replicare l’andamento del titolo sottostante. Quest’opzione non è influenzata dalla volatilità ma solamente dalla stima dei dividendi futuri e dal tasso di interesse oltre che naturalmente dall’andamento del sottostante. Il premio alla scadenza è dato dall’acquisto di un’opzione esotica put down&out ( quella che contraddistingue i classici Bonus certificates) con strike pari al livello iniziale moltiplicato per l’importo express e barriera pari ad una percentuale fissa del livello iniziale. Tuttavia ciò che distingue gli Easy Express dagli altri certificati con barriera è il momento in cui questa viene osservata. Come detto in precedenza, nel durante il sottostante può anche scendere al di sotto della soglia di protezione senza compromettere la riuscita dell’investimento; questo avviene proprio perché  la barriera è discreta a scadenza. Per concludere l’analisi della componente derivativa, il tetto massimo al guadagno, limitato all’importo express, si ottiene vendendo una call con strike pari proprio all’importo express.

32 NUOVE IDEE DI INVESTIMENTO

 La particolarità che contraddistingue i 32 nuovi Easy Express di BNP Paribas risiede nel prezzo di emissione inferiore ai 100 euro canonici e nell’importo express fissato per tutti proprio sui 100 euro. Dalla differenza tra i due valori deriva pertanto il rendimento, o upside, che ciascun certificato è in grado di garantire alla scadenza. La scelta di proporre i certificati con un prezzo di emissione sotto la pari segue la strategia, già più volte da noi presentata, definita recovery. Questa si pone come obiettivo primario la ricostituzione dei capitali intaccati dalle perdite dovute ai crolli di borsa del 2008/2009 e dell’ultimo semestre, prospettando il ritorno alla fatidica soglia dei 100 euro, a cui gran parte dei certificati vengono emessi, anche in condizioni di mercato non favorevoli.

 Per comprendere meglio tale meccanismo, prendiamo come riferimento  l’Easy Express scritto sul titolo UniCredit. Il certificato è stato emesso ad un valore di 83,33 euro e alla scadenza del 21 dicembre 2012 rimborserà 100 euro, per un rendimento pari al 20%, se UniCredit sarà in chiusura di seduta del giorno precedente la scadenza ad un livello pari o superiore a 0,3364 euro. Per valori inferiori, il rimborso sarà invece dato dal prezzo di emissione diminuito dell’effettiva performance negativa registrata dall’azione a partire dal livello iniziale pari a 0,8165 euro. In virtù della recente cavalcata, che ha sospinto le quotazioni di UniCredit fino ed oltre quota 1 euro, la barriera appare ben posizionata per permettere al certificato di tagliare il traguardo pagando il massimo della posta.

 Tra i sottostanti italiani su cui BNP Paribas consente di investire con la formula degli Easy Express si segnalano, tra gli altri, Intesa Sanpaolo, Generali, Fiat, Enel, Eni, Finmeccanica e Telecom. Tra le blue chip internazionali, oltre ai bancari Société Générale, Deutsche Bank e Banco Santander, sono disponibili Nokia, Deutsche Telekom e le francesi Total, GDF Suez e EDF.

 Passando agli indici, sono quattro le proposte quotate. L’Easy Express sull’indice FTSE Mib, in particolare, prevede il rimborso di 100 euro alla data di esercizio del 21 dicembre2012 acondizione che il valore dell’indice non sia inferiore a 10216,2476 punti. Partendo da una base di 89,29 euro di emissione, il rendimento potenzialmente ottenibile al termine dei prossimi 14 mesi ammonta al 12%.

In conclusione, per la presenza di una barriera da conservare al ribasso e di un tetto massimo al guadagno in caso di rialzo, i nuovi Easy Express quotati da BNP Paribas rendono al meglio in presenza di un mercato relativamente stabile e permettono quindi di vendere volatilità. Ma rispetto ai classici certificati con barriera continua, la barriera che vale solo a scadenza consente all’investitore di non doversi preoccupare del rischio knock-out in momenti di elevata volatilità come quello attuale.