IMI SPINGE SULL’ACCELERATOR

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Barriera al 50% e leva ai rialzi per l’Airbag targato Banca IMI

In un contesto di mercato ancora piuttosto instabile, tornano in auge quei certificati dotati di protezione del capitale. Per ovvie ragioni in termini di reattività della struttura ai movimenti del sottostante, è la categoria dei capitale protetto condizionato a garantire, rapportando accuratamente il valore corrente dell’underlying al posizionamento del livello barriera, i maggiori benefici in termini di rischio-rendimento ponderato per una scadenza non troppo lunga. In tale ottica, la categoria degli airbag risponde appieno a tale identikit, sebbene anch’essa abbia dovuto piegarsi all’inserimento del cap ai rendimenti, per rendere più agevole la strutturazione in contesti di mercato sicuramente differenti rispetto a quelli di qualche anno fa. E’ proprio il cap ai rendimenti a penalizzare tali strumenti in una fase di forte uptrend del sottostante, pur dotati di un delta ancora accettabile e di certo non paragonabile ai quei certificati a capitale protetto incondizionato.

Se da un lato, quello rialzista, lo strumento può risultare di fatto penalizzato, è dall’altro, quello ribassista, che ne mette in risalto le sue caratteristiche difensive, con livelli di protezione per le ultime emissioni, davvero molto bassi.

Alla collaudata struttura airbag, da qualche tempo Banca IMI ha scelto di affiancare una leva ai rialzi e una barriera molto profonda, in modo tale da rendere i nuovi Accelerator scritti sull’Eurostoxx 50 e sul FTSE Mib particolarmente interessanti per chi desidera esporsi sul mercato azionario europeo ed italiano, con il vantaggio della protezione condizionata del capitale a scadenza.

Le due proposte, quindi, rappresentano una inedita versione dei più comuni “Airbag” già presenti nel panorama italiano dei Securitised Derivatives da diversi anni. Per tale ragione è d’obbligo entrare nel dettaglio della struttura, analizzandone il portafoglio opzionale implicito.

L’ANGOLO DELLO STRUTTURATORE

L’acquisto di un Accelerator è finanziariamente equivalente alla seguente strategia in opzioni:

  • Acquisto di una call con strike pari a zero
  • Acquisto di n call con strike pari al livello iniziale del certificato, con n pari alla partecipazione in leva
  • Vendita di 1+n call con strike pari al livello cap
  • Acquisto di una put con strike pari allo strike del certificato
  • Vendita di n put con strike pari al livello barriera, con n pari al rapporto tra strike e barriera

Passando dalla teoria alla pratica, facendo riferimento alla tabella delle caratteristiche dei due strumenti recentemente emessi, analizziamo  la struttura scritta sull’Eurostoxx 50, disponibile al Cert-X, con l’obiettivo di chiarire sia il ruolo che assume ogni gamba opzionale, che le greche del portafoglio, in particolare, quella che più interessa all’investitore, ovvero la reattività ai movimenti del sottostante (delta).

 

INDEX ACCELERATOR SU EUROSTOXX 50

La proposta scritta sull’indice europeo, consente di seguire le performance dell’Eurostoxx 50 con un effetto leva in grado di amplificare i movimenti nella misura di 1 : 1,3 a partire dal livello iniziale posto a 2949,88 punti. Nelle strutture dotate di partecipazioni non lineari al rialzo con cap ai rendimenti massimi, è doveroso soffermarsi sul posizionamento del cap level. In particolare tale Accelerator prevede un rimborso massimo di 1390 euro a certificato, ovvero il 39% sul nominale, per cui tenuto conto di un effetto leva del 130%, il cap level implicito è posizionato al 130% dello strike iniziale, ovvero a 3834,97 punti. Infatti, qualora il sottostante dovesse mettere a segno un rialzo del 30%, grazie alla leva pari a 1,3, esso si tramuterà in un’effettiva performance del 39%.

PAYOFF ACCELERATOR INDEX

Date tali caratteristiche, la struttura opzionale conta quindi oltre alla call con strike pari a zero per la replica lineare del sottostante, 0,3 call aggiuntive con strike pari a 2949,88 punti, le responsabili della partecipazione in leva. Per la formazione del cap level sono state quindi vendute 1,3 call con strike pari a 3834,97 punti, visto il rimborso massimo a 1390 euro. La protezione del capitale è stata strutturata comprando una put protettiva con strike pari al livello iniziale e vendendo contemporaneamente 2 put sul livello barriera, posto a 1474,99 punti. Ciò consente il rimborso dell’intero nominale anche in caso di performance negative a scadenza del sottostante entro il -50% dal livello iniziale. Oltre tale percentuale, infine, in virtù del cosiddetto effetto paracadute, la perdita è di fatto dimezzata.

Più in particolare, sfruttando il meccanismo già noto nelle emissioni di Airbag Certificates, l’Accelerator prevede un rimborso pari al doppio del corrispettivo risultante dall’effettiva perdita dell’indice; per chiarire con un esempio, a  fronte di un ribasso del 60% dell’Eurostoxx 50, il certificato anziché rimborsare 400 euro, ne liquiderebbe 800, riducendo notevolmente la perdita al 20% dal nominale.

Per ultimo, stando ai correnti 2830,48 punti dell’indice sottostante ( prezzi rilevati l’8 luglio n.d.r.) e tenuto conto di un dividend yield attualmente stimato al 4,13%, di un tasso risk free del 2,33% e di una volatilità pari al 22,4%, la struttura opzionale implicita risulta avere un valore complessivo pari a 996,76 euro, con una reattività ai movimenti del sottostante pari al 56,27%, come mostrato dal grafico di payoff nel tempo.

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