Il sole fa brillare i conti di Solarworld

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L’emergenza nucleare ha fatto tornare l’interesse verso le fonti alternative di energia. E il mercato dei certificati si fa trovare pronto.

E’ trascorso poco più di un mese dal terribile sisma che ha devastato la costa orientale del Giappone, provocando danni ancora non quantificabili e soprattutto decine di migliaia tra vittime e dispersi, e il dibattito si accende sul destino delle centrali nucleari. L’emergenza ancora in corso nella zona di Fukushima ha sensibilizzato gli animi e ha riportato alla luce il desiderio sopito di ricercare fonti alternative da sfruttare per la produzione di energia. Le manifestazioni “verdi” in programma in tutto il mondo il 20 aprile, il cui filo conduttore è “I timori sul nucleare del dopo Fukushima rilanciano le energie rinnovabili” alimentano il tam tam di notizie che vedono in primo piano il tema degli incentivi allo sviluppo di fonti alternative di energia. E’ notizia di queste ore che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha proposto alla commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo di finanziare la ricerca e le energie alternative con gli eurobond, dichiarando a margine che “il nucleare genera benefici ma i malefici sono generali”. Sull’onda emotiva della tragedia che ha colpito il Giappone, poco più di una settimana fa la Germania ha fatto retromarcia sul nucleare, annunciando un nuovo piano energetico che valorizzerà l’utilizzo di energie alternative. La decisione della cancelliera Angela Merkel ha avuto immediate ripercussioni sulle aziende operanti nei diversi settori della produzione di energia e tra i principali listini del Vecchio Continente, quello che maggiormente sembra aver subito gli effetti della crisi nucleare giapponese è stato proprio quello tedesco. Sul mercato Xetra sono infatti quotati titoli come E.On, azienda impegnata principalmente nella generazione di energia nucleare, Q-Cells e SolarWorld, entrambi attivi nella produzione di energia solare, che dallo scoppio dell’emergenza hanno segnato performance di segno e di dimensioni diametralmente opposti. Il primo è arrivato a perdere il 16% del proprio valore in poche sedute, accentuando il ribasso che in soli tre anni ha portato le quotazioni a contrarsi del 60%, mentre i secondi sono schizzati alle stelle nei giorni immediatamente successivi al sisma. SolarWorld, in particolare, dalla chiusura a 7,63 euro dell’11 marzo è cresciuta del 40% in soli due giorni, arrivando a toccare un massimo a 11,95 euro in chiusura di seduta del 6 aprile scorso.

AZIONI ALTERNATIVE

I due titoli tedeschi, leader nella produzione di energia solare, da qualche settimana sono nella top ten dei consigli per gli acquisti di molte case d’affari. Diversi gestori hanno dichiarato la propria esposizione sui titoli delle energie alternative e tale interesse è stato raccolto tempestivamente da Macquarie Oppenheim, con la quotazione in Borsa Italiana a partire dal 19 aprile di due inediti Airbag Cap scritti esattamente sulle due solar stocks tedesche. I certificati proposti dalla banca australiana presentano la struttura opzionale a doppia protezione che negli anni passati ha consentito agli investitori di limitare i danni arrecati dal crollo dei mercati azionari. In particolare, con nomi commerciali differenti ( Airbag, Parachute, Planar ) , i certificati con il cuscinetto di protezione al di sotto del livello barriera hanno segnato un’era nel processo di crescita e sviluppo dei certificati di investimento, prima di far perdere le loro tracce anche a causa del rapido recupero dei mercati azionari che ha fatto preferire alle emittenti l’emissione di certificati in grado di rendere un profitto anche in condizioni di mercato stabile ( prevalentemente Bonus ). Nelle ultime settimane, tuttavia, il ritorno dell’incertezza ha spinto nuovamente le emittenti a proporre la struttura opzionale degli Airbag: prima Banca IMI, con il suo Index Accelerator ( Focus nuova emissione del CJ 223 n.d.r.) e ora Macquarie Oppenheim, hanno optato per l’emissione di certificati capaci di proteggere condizionatamente, ma in misura maggiore rispetto ai semplici Bonus, il capitale investito. Più nel dettaglio, l’Airbag Cap esprime il profilo di payoff di un certificato con partecipazione lineare al rialzo fino al raggiungimento del cap, nella parte destra del grafico, ovvero nello scenario che generalmente rappresenta l’andamento positivo del sottostante. Nella parte sinistra, al contrario, prevede un doppio step di protezione che consente di neutralizzare l’andamento ribassista del sottostante o, in seconda battuta, di ridurne gli effetti. Volendo semplificare il funzionamento degli Airbag Cap è possibile individuare tre scenari distinti di rimborso a scadenza:

  • per variazioni positive del sottostante, il rimborso si ricava moltiplicando il nominale per la percentuale di apprezzamento registrata dal titolo o indice azionario su cui il certificato agisce, calcolata a partire dallo strike. Qualora questa determini un importo di rimborso superiore al cap, il rimborso è dato dall’ammontare massimo previsto da quest’ultimo.
  • per variazioni negative del sottostante, contenute entro la barriera, il rimborso è pari al valore nominale.
  • per variazioni negative del sottostante superiori alla percentuale consentita dalla barriera, il rimborso a scadenza si ricava moltiplicando il nominale per il risultato ottenuto dividendo il livello di riferimento finale per la barriera.

Utilizzando un esempio numerico diventa tutto più chiaro. Si immagini di avere un Airbag Cap con cap al 140% dello strike e barriera all’80%. Seguendo le ipotesi di scenario sopra riportate si avrebbe:

  1. A fronte di una variazione del sottostante positiva del 20%, un rimborso pari a 120 euro.
  2. A fronte di una variazione positiva del sottostante pari al 50’%, un rimborso di 140 euro.
  3. A fronte di una variazione negativa del sottostante pari al 15%, un rimborso pari a 100 euro.
  4. A fronte di una variazione negativa del sottostante pari al 40% dallo strike, un rimborso calcolato moltiplicando il nominale per il risultato ottenuto dividendo i il riferimento finale per il livello della barriera, ossia 75 euro.

Risulta quindi evidente il beneficio apportato al payoff a scadenza dalla doppia protezione implicita nella struttura dell’Airbag Cap. Se da una parte non si rinuncia a partecipare linearmente alle variazioni positive del sottostante, fino al raggiungimento del cap, dall’altra si è in grado di sopportare senza contraccolpi i ribassi contenuti entro la barriera e di sovraperformare il sottostante qualora questo si spinga al ribasso oltre il limite consentito dal primo livello di protezione.

Esaurita la doverosa parentesi didattica sul funzionamento degli strumenti quotati da Macquarie, passiamo ad analizzare le caratteristiche dei due certificati. Entrambi hanno la data di valutazione finale fissata al 28 giugno 2013 e sono stati emessi il 31 marzo scorso. Partendo da SolarWorld, il certificato ha stabilito il 29 marzo il livello di riferimento iniziale a 11,30 euro e ad una distanza del 30%, ovvero a 7,91 euro, presenta la barriera oltre la quale si attiverà il meccanismo tipico dell’airbag. Più nel dettaglio, ritenendo plausibile un proseguimento del trend iniziato con lo scoppio dell’emergenza nucleare, il certificato potrà seguire il rialzo dell’azione fino ad un importo di liquidazione massimo di 151 euro, corrispondente cioè ad un livello di 17,06 euro. Qualora, però, l’aspettativa di rialzo venisse disattesa e i corsi azionari tornassero a scendere dai 10,69 euro correnti, in virtù del buffer di protezione dato dalla barriera si riuscirebbe a scongiurare il rischio di perdita fino ad un ribasso massimo del 26%. Infine, qualora la scommessa risultasse totalmente sbagliata e Solarworld finisse alla scadenza sui minimi degli ultimi tre anni a quota 7 euro, sfruttando l’apertura dell’airbag il rimborso ammonterebbe a 88,50 euro e pertanto, a fronte di una perdita di quasi il 40% del sottostante si subirebbe un danno contenuto all’11,50% del nominale. All’esordio in quotazione, il certificato ha mostrato un prezzo in denaro – lettera pari a 96 – 97 euro, permettendo quindi di generare a scadenza un rendimento, seppur minimo, anche in caso di andamento laterale o moderatamente negativo del titolo.

Per quanto riguarda l’emissione legata al titolo Q-Cells, il certificato ha rilevato lo strike ad un valore di 3,25 euro e al 70%, ovvero ad una distanza del 30%, presenta la barriera dei 2,28 euro. L’importo di liquidazione massimo conseguibile alla scadenza in caso di rialzo del titolo è pari a 168 euro e pertanto, ritenendo possibile un trend di ripresa dei corsi, l’Airbag si presenta con le credenziali giuste per non porre particolari impedimenti alla replica positiva del sottostante. Viceversa, in caso di annullamento degli effetti positivi generati dal ritorno di interesse verso le energie alternative, a scapito del nucleare, la doppia protezione del certificato offre l’opportunità di non subire perdite sul nominale fino ad un ribasso del 20% dai 2,82 euro con cui il titolo ha concluso la seduta di contrattazioni di inizio settimana. In caso di ritorno della negatività che porti i corsi a rivedere i minimi storici a 1,98 euro, l’apertura dell’airbag consentirebbe di ridurre notevolmente le perdite ottenendo un rimborso di 86,42 euro. Anche per l’emissione su Q-Cells il debutto in quotazione è stato accompagnato da un prezzo inferiore al nominale e più precisamente pari a 94,50 euro; pertanto, a fronte di un buffer nettamente più ridotto rispetto all’emissione, il certificato è in grado di amplificare maggiormente il rendimento potenziale a scadenza in caso di tenuta della barriera, che è bene ricordarlo, verrà osservata esclusivamente alla data di valutazione finale.

NON SOLO AIRBAG

Per investire sul futuro delle due solar stocks esiste però anche un altro modo, che non sia quello appena descritto di accodarsi al rialzo sfruttando la duplice protezione degli Airbag Cap. In quotazione in Borsa Italiana dallo scorso 15 ottobre, sono infatti disponibili due Step Up che la stessa emittente australiana ha predisposto per il mercato italiano. La struttura opzionale di questo genere di certificati consente di perseguire una strategia sostanzialmente differente da quella degli Airbag e pertanto potrebbe risultare più idonea se le aspettative sul futuro prossimo dei due titoli fossero meno positive. In particolare, con gli Step Up ci si garantisce un importo Bonus alla scadenza se il sottostante è ad un livello pari o superiore allo strike; diversamente ci si assicura il ritorno del nominale se il valore del sottostante è almeno pari alla barriera o ci si aggancia a quest’ultimo in caso di flessione più accentuata. In termini sintetici, in un raffronto tra le due strutture, se con gli Airbag Cap è necessario che il titolo salga per ottenere un guadagno, con gli Step Up è sufficiente che non scenda al di sotto del livello iniziale. Viceversa, se con i primi la protezione è maggiore per via dell’Airbag, con i secondi al di sotto della barriera si finisce con il subire interamente le perdite del sottostante.

In particolare, lo Step Up legato a SolarWorld presenta uno strike pari a 9,034 euro e alla scadenza del 2 luglio 2012 rimborserà 150 euro se il titolo sarà ad un livello pari o superiore a questo valore. In caso di rilevazione inferiore, si guarderà alla barriera posta a 5,87 euro e se questa non verrà violata, solo ed esclusivamente alla data di valutazione finale del 29 giugno 2012, si beneficerà della protezione integrale del nominale. Al di sotto della barriera, il rimborso sarà calcolato alla stregua del più semplice dei Benchmark, diminuendo il nominale della performance negativa accusata dal titolo dai 9,034 euro dello strike. Guardando agli attuali livelli di prezzo di certificato e sottostante, si ha l’opportunità di puntare ad un rendimento del 27,8% sui 117,30 euro esposti in lettera, alla sola condizione che SolarWorld riesca a non perdere più del 15% dai 10,69 euro correnti; qualora questo non accadesse, in virtù della protezione del nominale si subirebbe una perdita del 15% fino ad un eventuale ribasso del titolo del 45%. Oltre tale percentuale di calo, per il certificato non ci sarebbero più reti di protezione e le perdite sarebbero almeno dello stesso tenore.

Da seguire è, ai prezzi attuali, il profilo di payoff a scadenza dello Step Up legato a Q-Cells. Il certificato ha lo strike in corrispondenza dei 3,99 euro e alla scadenza del 2 luglio 2012 riconoscerà un rimborso di 150 euro se il titolo sarà almeno a questo valore. Al di sotto, restituirà i 100 euro nominali a patto che non venga violato al ribasso il livello di 2,59 euro e infine si aggancerà al sottostante in presenza di cali più accentuati. Data la valutazione attuale dell’azione pari a 2,82 euro e un prezzo in lettera del certificato pari a 87,80 euro, si avrebbe l’opportunità di garantirsi un ritorno del 14% circa per valori del titolo a scadenza compresi tra 2,59 e 3,99 euro, ovvero a fronte di una variazione negativa dell’8% circa o positiva del 41% dai valori correnti. Solo nell’ipotesi che il titolo riesca a strappare fortemente al rialzo, in modo da recuperare i livelli persi ad ottobre scorso, il rendimento a scadenza aumenterebbe ad oltre il 70%.

Data l’elevata volatilità dei titoli del comparto, si comprende l’utilità di strumenti dotati di una struttura opzionale a capitale condizionatamente protetto in ottica di investimento. Resta tuttavia da considerare la natura altamente speculativa dei titoli del settore delle energie alternative, che potrebbe comportare ingenti perdite nonostante si possa contare su un airbag pronto a gonfiarsi al momento dell’impatto tra il sottostante e la barriera.

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