CED|PORTFOLIO MODERATO

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Muove i primi passi il portafoglio in certificati per investitori dal profilo moderato

I certificati fanno sempre più breccia nei cuori e nei portafogli degli investitori italiani. I dati lo confermano, quelli relativi al mercato primario ma anche quelli che evidenziano una crescita record del secondario di EuroTLX, e superato l’ostacolo della chiara comprensione dei termini finanziari, i certificati di investimento vengono presi sempre più in considerazione in ottica di gestione del patrimonio. Quale migliore momento quindi, per noi del Certificate Journal, per metterci alla prova e inaugurare il nostro primo portafoglio. Creato e gestito attivamente dal 25 marzo scorso, il CED|Portfolio Moderato ha un capitale iniziale di 100.000 euro e si pone come obiettivo l’accrescimento nel medio termine del capitale nominale investito. Il portafoglio prevede l’investimento del patrimonio in obbligazioni, certificati, asset valutari e commodity, e la percentuale di certificati, salvo temporanee eccezioni, non può eccedere il 50% del peso complessivo. La principale valuta di denominazione degli asset e l’euro e l’orizzonte temporale è di 3-5 anni. La gestione del portafoglio è attiva, il che vuol dire che senza alcun vincolo temporale sarà possibile intervenire sugli asset e sulle posizioni. Infine, per garantire l’equilibrio prefissato in fase di concepimento, è previsto un ribilanciamento periodico dei pesi.

All’atto della creazione, i titoli inseriti in portafoglio sono stati selezionati tra tutti gli strumenti finanziari quotati sul mercato italiano e sono stati scelti in prevalenza certificati di investimento e titoli di Stato italiani. I titoli in portafoglio al 25 marzo scorso erano 10 ed era presente una quota di liquidità pari a 8228 euro. In dettaglio, vediamo ora i 10 titoli con cui abbiamo scelto di iniziare la nostra gestione virtuale ( si specifica infatti che non è previsto il reale investimento negli strumenti sotto riportati).

CCT Eu 15/10/2017

Il CCT Eu è un titolo di Stato Italiano a tasso variabile, che lega l’indicizzazione dei propri rendimenti al tasso interbancario dell’area Euro a sei mesi, maggiorato di uno spread pari allo 0,8%. La bassa duration, caratteristica che contraddistingue qualunque bond a tasso variabile, rende l’obbligazione praticamente insensibile ai movimenti dei tassi di mercato. Le ragioni sottostanti ai movimenti di prezzo  sono pertanto esclusivamente da ricercare nella mutevole percezione del rischio da parte degli operatori di mercato per quel che concerne le emissioni di debito dello Stato Italiano. Il prezzo sotto la pari al quale è stato inserito nel portafoglio, pari nello specifico a 97,56 euro, ha consentito di assicurarsi fino alla naturale scadenza prevista per il 15 ottobre 2017,  uno spread aggiuntivo (discount margin) rispetto al parametro variabile pari all’1,207% contro lo 0,8% previsto all’emissione con un prezzo pari al nominale.

La cedola in corso è attualmente pari al 2,069%, mentre la prossima data di stacco è prevista per il 15 aprile 2011. Dal momento che l’inserimento nel portafoglio è avvenuto praticamente in prossimità dello stacco cedola, è utile ricordare che grava sull’investimento iniziale il rateo maturato dall’obbligazione. Infatti rispetto al prezzo di acquisto sopra menzionato e dei 51000 euro di nominale acquistati, il costo complessivo tenuto conto quindi del prezzo di acquisto al tel quel, ammonta a 50216,37 euro.

Bonus su Eurostoxx 144%

Il certificato, identificato da codice Isin DE000HV7LK02, è emesso da Unicredit ed è una vecchia conoscenza del Certificate Journal. Nonostante da qualche settimana sia quotato dal market maker con uno spread denaro – lettera molto largo, lo strumento rappresenta al momento una scelta “obbligata” per l’asset allocation azionaria di un portafoglio. Incluso nel CED|Portfolio Moderato nella quantità di 85 certificati e con un peso iniziale del 9,94%, il Bonus rimborserà alla scadenza dell’11 marzo 2013 un importo pari a 144 euro se l’indice Eurostoxx 50 non avrà mai toccato i 1773,05 punti della barriera. Posta a livelli inferiori ai minimi di marzo 2009, la soglia della barriera rappresenta quindi lo spartiacque tra il successo e l’insuccesso dell’investimento su questo strumento. La tenuta dei minimi, in virtù dei 117 euro a cui è stato inserito il certificato in portafoglio, consentirà di puntare ad un rendimento assoluto del 23,07% e di assicurare all’asset complessivo quell’extra-rendimento che si attende da una componente azionaria. Trattandosi di un prodotto che ha come sottostante l’indice Eurostoxx 50, è necessario considerare il rischio azionario implicito in caso di forte ribasso del mercato.

Royal Variabile Max 6%

Il bond, identificato da codice Isin NL0009408970, è emesso da RBS NV ed è stato inserito in portafoglio con un peso iniziale del 10%. L’obbligazione, con scadenza 5 maggio 2018, riconosce cedole trimestrali variabili legate all’Euribor a 3 mesi maggiorato di uno spread di 180 bp con un massimo del 6%. Come per il CCT Eu, anche per questo bond ha pesato sulla scelta dell’inserimento in portafoglio l’attesa per un imminente rialzo dei tassi di interesse e la quotazione sotto la pari. Tenuto conto del rateo sostenuto per lo stacco della prossima cedola, il bond è stato inserito in portafoglio per un controvalore di 9541,04 euro a fronte di 10000 euro nominali.

Equity Protection FTSE Mib 100%

Il certificato, identificato da codice Isin IT0004362510, è emesso da Banca IMI ed è stato inserito in portafoglio con un peso iniziale del 3,98% in virtù della sua quotazione sotto la pari. Uno dei migliori “sotto 100” in circolazione, l’Equity Protection è scritto sull’indice FTSE Mib e alla scadenza del 10 giugno 2013 rimborserà un ammontare minimo di 100 euro a prescindere dall’andamento dell’indice di Piazza Affari. In particolare, qualora questo si trovi alla scadenza ad un valore pari o inferiore a 31721 punti, il rimborso sarà di 100 euro, altrimenti crescerà in misura più che proporzionale in virtù di una partecipazione del 140%. Inserito in portafoglio al prezzo di 92,50 euro per una quantità di 43 certificati, l’Equity Protection garantirà, a fronte del solo rischio emittente, una plusvalenza dell’8,10% sulla quota parte del nostro portafoglio, in poco più di due anni. Inoltre, in caso di rally dell’azionario italiano, sarà in grado di performare ulteriormente ma va specificato che solamente al di sopra del 44% di rialzo del FTSE Mib si inizierà a guadagnare qualcosa in più. Naturalmente la scelta di inserire lo strumento in portafoglio è stata dettata prevalentemente dalla quotazione sotto la pari, senza trascurare tuttavia le seppur minime probabilità di extra-rendimento.

Protection su valute 100%

Il certificato, identificato da codice Isin NL0009285808, è emesso da RBS e consente di coprire la parte di asset destinata al mercato delle valute. Dotato di una struttura a capitale interamente protetto, il Protection riconosce delle cedole annuali fisse, pari al 2,5% al 31 novembre 2011 e al 3,3% al 30 novembre 2012, e in più garantisce il rimborso dei 100 euro nominali alla scadenza del 30 novembre 2014. In particolare, il certificato agisce su un basket di sei valute poste a confronto con l’euro , ovvero il real brasiliano, il dollaro australiano, il rand sudafricano, il dollaro canadese, il dollaro neozelandese e la corona norvegese. La partecipazione lineare alle performance positive del paniere di valute sottostanti  rappresenta il motivo di interesse per il quale abbiamo scelto di inserire il certificato in portafoglio al prezzo di 94,30 euro e per una quantità di 42 certificati ( corrispondenti ad un peso iniziale sul portafoglio pari al 3,96%). Infatti, analizzandone il comportamento dall’emissione avvenuta a novembre 2009, si può osservare come nonostante l’apprezzamento medio di oltre il 13% del basket, il certificato sia ancora quotato in Borsa Italiana ad un prezzo inferiore al nominale. Qualora il basket di valute si confermi sui valori attuali, il rendimento complessivo a scadenza dato dal certificato sarebbe superiore al 25%, pari cioè ad oltre il 6,5% annualizzato.

Inflation Protection CPI Foi

Scelto per rappresentare la quota di portafoglio destinata ad apprezzarsi in caso di rialzo dell’inflazione, il certificato identificato da codice Isin XS0417460093, è emesso da Banca IMI e ha la scadenza fissata al 12 marzo 2014. In dettaglio, lo strumento è un certificato a capitale interamente protetto che alla scadenza riconosce il rimborso del nominale maggiorato del 225% della performance positiva dell’indice dei prezzi al consumo CPI Foi Ex Tobacco Unrevised, a partire dallo strike di 134,7 punti. Emesso a 1000 euro nominali il 19 marzo 2009, il certificato è stato inserito in portafoglio per una quantità di 3 certificati al prezzo unitario di 1080,80 euro ( per un peso iniziale pari al 3,24%).

Open End oro

Come ogni portafoglio che si rispetti, anche il CED|Portfolio Moderato presenta una quota destinata alle commodity e in particolare all’oro. Inserito in portafoglio al prezzo di 40,31 euro per una quantità di 74 certificati, pari al 2,98% del peso complessivo, l’Open End di Unicredit identificato da codice Isin DE000HV8FZM9 è un certificato Benchmark senza scadenza scritto sull’indice Nyse Arca Gold Bugs. Quotato in dollari americani, l’indice espone il certificato al rischio di cambio.

Bonus Cap Fiat

Il certificato, avente codice Isin DE000HV779D0, è emesso da Unicredit ed è scritto sui titoli Fiat+Fiat Industrial. Prossimo alla scadenza, fissata per l’11 maggio prossimo, il certificato è stato inserito per una quota parte del portafoglio pari al 2,95% per via delle buone probabilità di successo stimate sulla base degli attuali valori di mercato. In particolare, alla scadenza il certificato rimborserà un ammontare pari al cap del 200% del nominale, ovvero pari a 200 euro, qualora la somma dei valori azionari di Fiat e Fiat Industrial sia almeno pari a 15,32 euro. L’inserimento in portafoglio di 15 certificati al prezzo unitario di 196,45 euro consente pertanto di puntare ad un rendimento di breve scadenza pari all’1,80% a condizione che i due titoli del Lingotto non perdano oltre il 10% del proprio valore di borsa. In caso di andamento avverso, si specifica che il rimborso sarà dato dalla somma dei valori ufficiali dei due titoli alla scadenza moltiplicati per il multiplo 13,05483, con un rimborso che non potrà andare al di sotto dei 140 euro a meno di una violazione della barriera posta a 4,596 euro.

Bonus Cap Intesa Sanpaolo

Inserito in portafoglio con una percentuale analoga all’omologa emissione su Fiat, il Bonus Cap su Intesa Sanpaolo è emesso da Unicredit ed è identificato da codice Isin DE000HV779F5. Alla scadenza dell’11 maggio prossimo, riconoscerà un rimborso pari al bonus del 130% del nominale se non sarà mai stata violata dall’azione la barriera posta a 1,536 euro. In virtù dei 128,30 euro quotati al Sedex, si è scelto di inserirne in portafoglio una quantità pari a 23 certificati. Un’eventuale violazione della barriera porterebbe al rimborso del nominale diminuito della variazione percentuale del titolo bancario dai 2,56 euro dello strike e , inoltre, in caso di aumento di capitale si ricorda che tutti i livelli caratteristici del certificato saranno rettificati.

Benchmark Bric

L’ultimo degli asset in portafoglio è volto a garantire la copertura dei mercati emergenti e più nello specifico dei Paesi Bric. Il certificato, identificato da codice Isin DE000HV7LL43, è un Benchmark emesso da Unicredit scritto sull’indice S&P Bric 40 e ha la scadenza fissata al 20 giugno 2014. Inserito in portafoglio con un peso iniziale pari al 2,01% del capitale, il Benchmark ha un prezzo di carico pari a 25,43 euro e la quantità inserita è di 79 certificati.

I PRIMI MOVIMENTI

A distanza di 12 giorni dalla creazione, il sistema di gestione e analisi del portafoglio ha generato un primo movimento, rappresentato dalla vendita a mercato del bond a tasso variabile e dal conseguente acquisto di un certificato Protection Bonus di RBS sull’euro/dollaro. In dettaglio, l’obbligazione è stata venduta al prezzo di 95,05 euro e ha generato pertanto una frazionale plusvalenza; il certificato è stato invece inserito in portafoglio al prezzo di 110,90 euro per una quantità pari a 90 certificati, per una quota complessiva del portafoglio di poco inferiore al 10%. La scelta di dirottare la quota di capitale allocata inizialmente sull’obbligazione RBS su un certificato della stessa emittente deriva dal rendimento potenziale dello strumento legato al tasso di cambio euro/dollaro. Più in particolare, alla scadenza del 30 maggio prossimo, il certificato identificato da codice Isin NL0009285808, riconoscerà un rimborso pari a 112 euro a patto che il fixing ufficiale alla data di valutazione finale sia pari o inferiore al livello di 1,5508.

LA VALORIZZAZIONE ATTUALE

Alla luce del buon andamento dei certificati selezionati, il portafoglio ha mosso i suoi primi passi avanzando con sicurezza e decisione. Sebbene si tratti di un parziale del tutto irrilevante nell’ottica di medio-lungo termine con la quale è stato concepito, è da apprezzare che alla rilevazione del 6 aprile il controvalore complessivo del portafoglio sia stato pari a 100.644,91 euro, in rialzo dello 0,644% dalla creazione ( per un rendimento annualizzato pari al 19,77%).

L’aggiornamento quotidiano del CED|Portfolio Moderato e di tutti i movimenti viene pubblicato giornalmente sul sito web di Certificati e Derivati.

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