Nuove emissioni: nuovi EP e Bonus

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Una pioggia di nuove quotazioni sui due principali mercati secondari nazionali. Dai Bonus agli Equity Protection, quante novità…

Dopo una partenza fiacca, che aveva fatto intravedere una contrazione delle nuove emissioni sul segmento dei certificati dopo la sbornia di fine anno, il 2011 ha vissuto nelle ultime tre settimane una notevole accelerazione del processo di quotazione di nuovi strumenti sui due principali mercati secondari nazionali. Se sul Sedex di Borsa Italiana non stupisce più di tanto che siano stati ammessi alla negoziazione decine di certificati, in quanto è da sempre il mercato di riferimento del segmento, colpisce positivamente il fatto che anche il Cert-X di EuroTLX sia stato preso d’assalto nel mese primaverile da un’ondata di novità. Immaginando di sfogliare rapidamente l’agenda dei nuovi strumenti in quotazione, all’alba del mese di marzo hanno preso il via le negoziazioni al Sedex di 1 Index Express di UBS, di 2 Borsa Protetta e 1 Bonus di Banca Aletti su basket di commodities e di 1 Progress Sunrise di Société Générale. Il 7 marzo è stata la volta di 4 nuove prime volte, con la partenza sul Cert-X di un Fix Cash Collect ( Certificato della settimana n.d.r.)  e un Bonus CP 45 di Macquarie e due Bonus di Deutsche Bank, che hanno preceduto di soli due giorni l’inizio contrattazioni di due certificati di Barclays e la pioggia di 12 Bonus e Bonus Cap e 4 Reverse Bonus su indici della stessa emittente tedesca, tutti ammessi a quotare in Borsa Italiana . Dopo una breve pausa di pochi giorni, a partire dal 15 marzo hanno preso il via le contrattazioni su EuroTLX di un Equity Protection su valute Bric di BNP Paribas e sul Sedex di un nuovo Index Express di UBS. Ma è solo nelle ultime ore che i due mercati hanno innescato la marcia veloce, avviando alle contrattazioni 6 Multiple Exercise su Euribor firmati BNP Paribas ( quotati su Cert-X), 4 Equity Protection su indici e 18 su azioni targati UniCredit e 10 Bonus Cap su azioni emessi ancora da BNP Paribas. Il tutto, senza considerare i 58 Minifutures su azioni, commodities e tassi di cambio quotati da RBS nel segmento dei leverage certificates. Una vera e propria manna caduta dal firmamento degli emittenti di certificati che fa si che marzo sia già con qualche giorno di anticipo sulla chiusura, il mese dell’abbondanza in fatto di nuove emissioni o quotazioni. C’è da dire, peraltro, che la tendenza che porta il mese primaverile ad essere il più prolifico in termini di novità si era già osservata nel 2010, allorché proprio nel terzo mese dell’anno si registrò un netto incremento delle emissioni, con 77 nuovi certificati contro i 28 di febbraio e i 48 di gennaio.

Andando a scandagliare l’offerta complessiva messa a disposizione dai due mercati secondari di Borsa Italiana e EuroTLX, facendo riferimento alla classificazione voluta da Acepi, ( l’associazione degli emittenti di certificati e prodotti di investimento ), 33 sono i certificati con protezione condizionata del capitale, di cui la maggior parte di tipo Bonus; 28 sono i certificati a capitale protetto incondizionato; 6 quelli a capitale non protetto e 58 i certificati a leva. Come si può notare, quindi, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze di investimento, considerato che i sottostanti su cui viene data la possibilità di investire sono suddivisi tra azioni italiane e internazionali, indici, valute, commodities e tassi di interesse, e che le durate vanno da pochi mesi a più anni.

EQUITY PROTECTION SU AZIONI

Presentano una durata compresa tra 9 e 21 mesi, in virtù delle scadenze fissate rispettivamente a dicembre 2011 e 2012, i 22 certificati a capitale protetto incondizionato quotati da UniCredit sul segmento Sedex di Borsa Italiana a partire dal 21 marzo. L’offerta dell’istituto bancario italiano verte principalmente sulle blue chip quotate a Piazza Affari, su cui sono scritti 18 dei 22 certificati, e si compone di due distinte proposte per ciascuno dei nove titoli sottostanti. In linea generale, le proposte con scadenza dicembre 2011 proteggono una percentuale di capitale non inferiore al 70% mentre quelle che hanno data di esercizio a fine 2012 sfiorano la protezione totale del capitale. Rispetto ai certificati che siamo soliti osservare, i 22 Equity Protection firmati UniCredit hanno una caratteristica distintiva che riguarda il multiplo, fissato convenzionalmente a 1 per i certificati su azioni, a 0,001 per quelli scritti sull’indice FTSE Mib e a 0,01 per le due emissioni legate all’indice Eurostoxx 50. La scelta di proporre i certificati con parità 1 anziché su base 100 è ispirata dalla volontà di rendere più facilmente leggibile, per l’investitore, il livello del sottostante su cui viene garantita la protezione a scadenza. All’atto pratico, va sottolineato, non cambia nulla in termini di payoff a scadenza.

Compreso che i nuovi Equity Protection di UniCredit si distinguono da tutti gli altri già in negoziazione per il fatto che quotano con la stessa misura decimale del sottostante, fatta eccezione per i 4 scritti sugli indici, passiamo ad analizzarne le caratteristiche prendendo come riferimento i prezzi a cui sono attualmente proposti in quotazione. I primi certificati che andremo ad osservare sono i 4 che permettono di puntare sull’apprezzamento dei due colossi Eni e Enel. Partendo da quest’ultimo sottostante, l’investitore può scegliere tra un’emissione che al 16 dicembre 2011 garantisce la protezione dei 3,2 euro e replica linearmente senza alcun cap l’eventuale performance positiva a partire dallo stesso livello, e una che invece protegge alla scadenza del 21 dicembre 2012 i 3,9 euro ma che in caso di andamento positivo limita la partecipazione al 50%. Facendo riferimento ai prezzi rilevati nel corso della seduta di martedì 22, il primo certificato presentava un valore in lettera di 4,11 euro mentre il secondo di 4,07 euro. La differenza di prezzo tra i due strumenti è data, oltre che da differenti partecipazioni e protezioni, dalla diversa durata che implica una maggiore incidenza dei dividendi stimati per quello che scadrà nel 2012. In termini di analisi del pricing, si evidenzia che mentre il primo certificato è in grado di proteggere il 77,86% dell’attuale prezzo lettera, il secondo copre fino al 95,82% dell’eventuale esborso necessario per l’acquisto.

Sostanzialmente simili si presentano i due strumenti scritti sul titolo del Cane a sei zampe. La protezione dell’Equity Protection con scadenza dicembre 2011 è fissata ad un valore corrispondente a 12,5 euro, ovvero al 74,49% dei 16,78 euro a cui è quotato; quella dell’emissione con scadenza dicembre 2012 è fissata ad un valore di 16,2 euro, ossia al 96,03% dei 16,87 euro a cui viene quotato.

Quali sono dunque le considerazioni che un investitore attento deve fare? La prima riguarda essenzialmente il tempo che si vuole dedicare all’investimento. Se l’obiettivo è quello di non protrarre l’orizzonte temporale oltre il 2011, si deve anche considerare il rischio che un eventuale ribasso del mercato azionario, e più nello specifico del titolo sottostante, porti a subire una perdita che può arrivare al 25% del capitale investito. Qualora, al contrario, non si fosse disposti a subire perdite in conto capitale così elevate, si renderebbe necessario accettare il compromesso di un prolungamento della durata di un anno sapendo però che dodici mesi in più di investimento contribuiranno a diminuire il valore teorico a scadenza del sottostante per via di un ulteriore stacco di dividendi. Inoltre, cosa ben più importante, uno slittamento della durata al 2012 comporta un dimezzamento della partecipazione al rialzo, con conseguente underperformance rispetto al sottostante in caso di buon andamento. La seconda considerazione di ordine macro che è opportuno fare riguarda il premio, o lo sconto, che si accetta implicitamente all’atto dell’acquisto rispetto al corrispondente valore del sottostante e al fair value del prodotto. Per chiarire questo aspetto, prendiamo ad esempio i due certificati su Eni.

Il primo, con scadenza 2011, protegge circa il 75% del capitale e all’atto della nostra rilevazione quotava 16,78 euro sulla lettera. Il sottostante, nello stesso momento, segnava un valore di 17,12 euro. Se si giungesse alla scadenza con Eni a questi stessi prezzi, il certificato rimborserebbe 17,12 euro, garantendo così una plusvalenza del 2%; qualora, invece, Eni si trovasse alla data di valutazione finale a 14 euro, in ribasso del 20% circa dai prezzi attuali, il certificato rimborserebbe 14 euro generando una perdita del 17% circa. Tuttavia, quello che a prima vista potrebbe apparire come uno sconto sul sottostante è in realtà un premio se si tiene conto dei dividendi. Entro la scadenza, infatti, Eni distribuirà ai propri azionisti un utile di 0,50+0,50 euro per un totale di 1 euro per azione. Ciò comporterà una riduzione del valore del titolo e pertanto se si osservasse l’attuale quotazione di Eni da questo altro punto di vista si avrebbe che a scadenza Eni quoterebbe, ferme restando così le cose, 16,12 euro. Da qui sorge la considerazione che acquistando a 16,78 euro si sostiene un premio del 4% rispetto al sottostante.

Naturalmente non si può prescindere dal valutare premi o sconti nel contesto della protezione che viene offerta rispetto all’acquisto di una semplice posizione lineare sul sottostante e del fatto che si è di fronte ad una delle poche emissioni prive di cap ai rendimenti positivi. In altre parole, è doveroso considerare che così come molti certificati su base 100 quotano non rispecchiando il valore del sottostante, anche questi nuovi Equity Protection si comportano allo stesso modo.

Per completare il quadro dei sottostanti su cui la nuova serie di Equity Protection permette di investire, il medesimo trade off  tra protezione, partecipazione e durata è stato applicato ai titoli Fiat e Fiat Industrial, Generali, Intesa Sanpaolo, STMicroelectronics, Telecom Italia e Ubi.

FTSE MIB E EUROSTOXX A CAPITALE PROTETTO

Analogamente a quanto osservato a proposito dei 18 certificati su single stocks, anche le 4 emissioni su indici presentano scadenze a 9 e 21 mesi e un’effettiva protezione del capitale rispettivamente pari al 73% e 94% circa. Più in dettaglio, per puntare sull’indice italiano gli investitori possono contare su:

  • un’emissione con scadenza 16 dicembre 2011 che blocca le perdite ad un livello corrispondente ai 15600 punti, ovvero al 72,06% dei 21,65 euro a cui è quotato lo strumento ( equivalente a 21650 punti indice ), e consente la piena partecipazione al rialzo dell’indice superiore al livello di protezione;
  • un’emissione con scadenza 21 dicembre 2012 che protegge i 20300 punti dell’indice, ovvero il 94,68% dell’attuale quotazione di 21,44 euro ( equivalente a 21440 punti indice ), e consente la partecipazione dimezzata alle variazioni positive dell’indice dal medesimo livello protetto.

Così come per Eni e Enel, anche per il FTSE Mib occorre prestare attenzione all’incidenza dei dividendi stimati entro le rispettive scadenze, sapendo che il dividend yield del nostro indice è del 4% circa.

Per coloro che invece volessero investire sul principale indice del mercato azionario europeo, i due certificati quotati da UniCredit offrono le seguenti opportunità:

  • con scadenza 16 dicembre 2011, il certificato protegge un valore pari a 2090 punti indice, ossia il 73,13 % dei 28,58 euro a cui è quotato ( corrispondenti a 2858 punti del sottostante ), e si allinea al rialzo dell’indice superiore al livello protetto in maniera del tutto lineare;
  • con scadenza 21 dicembre 2012, il certificato protegge un valore pari a 2680 punti indice, ossia il 94,83% dei 28,26 euro a cui è quotato ( corrispondenti a 2826 punti del sottostante) , e si allinea al rialzo dell’indice superiore al livello protetto nella misura del 50%.

Risulta evidente che l’investitore che ritenesse plausibile un ribasso del mercato azionario europeo nei prossimi mesi e volesse in ogni caso allocare parte del proprio portafoglio su tale asset class, farebbe bene a considerare più favorevolmente l’emissione con scadenza 2012, sebbene questa comporti una minore partecipazione alle performance positive. Per l’investitore che, al contrario, ritenesse possibile un andamento positivo del mercato da qui a fine anno, l’emissione con scadenza dicembre 2011 darebbe l’opportunità di partecipare totalmente allo sperato rialzo pur prevedendo una parziale protezione del capitale investito.

Per un ulteriore approfondimento di natura più tecnica, si rimanda alla rubrica del Punto Tecnico che questa settimana ha posto sotto la lente oltre agli Equity Protection di UniCredit anche i Bonus recentemente quotati da Deutsche Bank.

Per ulteriori approfondimenti clicca qui

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