In tre sul podio

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Con uno sprint finale degno dei migliori centometristi, l’Athena Emerging Worst Of ha tagliato il traguardo del rimborso anticipato. Sul podio anche due Easy Express.

Russia al primo posto, Cina piazza d’onore e Brasile sul terzo gradino del podio. Si è conclusa così, dopo 12 mesi di vita e un avvincente sprint che ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultimo momento, l’entusiasmante gara a tre tra gli indici emergenti RDX ( in euro ) , Hang Seng China Enterprises e Bovespa ( in $ ). In realtà, a conti fatti, i veri vincitori di questa competizione sono stati i possessori del certificato Athena Emerging Worst Of di BNP Paribas, avente codice Isin NL0009390103, che alla seconda finestra di uscita prevista, hanno centrato l’obiettivo massimo, ottenendo a titolo di rimborso un premio del 15,7% sul nominale. Meglio ancora, però, è andata a chi nelle ultime giornate che hanno preceduto la rilevazione del 24 marzo, ha creduto nelle possibilità di successo dello strumento, acquistando a prezzi anche notevolmente inferiori all’ipotetico e sperato rimborso. La cronaca dell’ultima settimana ci racconta di svariate possibilità di acquisto a prezzi prossimi ai 1000 / 1050 euro e perfino di opportunità di ingresso, in quella che si è poi rilevata l’ultima giornata di contrattazione, a valori di 1135 euro. Naturalmente nessuno di questi prezzi poteva garantire la riuscita dell’investimento, data la distanza tutt’altro che ragguardevole che divideva lo spot dell’indice brasiliano dallo strike ( la condizione per il rimborso consisteva nel superamento contemporaneo di tutti e tre gli indici dei rispettivi livelli strike ), ma la bilancia pendeva nettamente a favore del pieno successo.

Si conclude così, con un rimborso di 1157 euro rispetto ai 1000 euro nominali, con data pagamento al 30 marzo 2011, la cavalcata che ha visto protagonista questo certificato, già Certificato della Settimana del Certificate Journal numero 218 dello scorso 2 marzo. Prima di ripercorrere le ultime fasi della vita dell’Athena Emerging Worst Of attraverso le analisi pubblicate sul sito web di Certificati e Derivati a partire dal 7 marzo scorso, ricordiamo che il rimborso anticipato è scattato a seguito della rilevazione dei livelli di chiusura dei tre indici alla data del 24 marzo 2011. Più in particolare, il Russian Depositary Index a 1798,38 punti è risultato superiore ai 1457 punti dello strike; l’Hang Seng China Enterprises a 12831,94 punti è risultato superiore ai 12397,59 punti iniziali; il Brazil Bovespa Index Usd a 40705,80 punti è risultato superiore ai 39530,11 punti dello strike.

Tratto dal Certificato del Giorno del 7 marzo 2011

Investire sui mercati emergenti di Brasile, Russia e Cina con un obiettivo di quasi il 15% a meno di un mese anche se i rispettivi indici azionari restassero invariati. E’ questo il profilo di rimborso di breve termine, prospettato da uno dei certificati con rilevazione intermedia più interessanti in circolazione sul Sedex di Borsa Italiana, tra tutti quelli che nelle prossime settimane saranno chiamati all’osservazione dei livelli di riferimento del sottostante. Con questa premessa, si apriva l’analisi del Certificato della Settimana pubblicata sul Certificate Journal numero 218, dedicata all’Athena Emerging Worst Of di BNP Paribas che oggi, a distanza di pochi giorni, può ancora vantare un buon profilo di rischio rendimento pur avendo già guadagnato gran parte del terreno possibile. Ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di questo certificato, emesso l’ultimo giorno di marzo del 2010 dall’istituto francese ad un prezzo nominale di 1000 euro. Il sottostante su cui il certificato agisce è un basket costituito da tre indici emergenti, ovvero l’Hang Seng China Enterprises per il mercato cinese, l’indice RDX per quello russo e il Bovespa quotato in dollari per il mercato brasiliano. I tre indici concorrono in maniera totalmente indipendente all’andamento del basket sottostante dal momento che la struttura adottata da BNP Paribas è di tipo worst of: in altre parole, l’andamento del paniere non è dato dalla media dei tre indici bensì dalla variazione del peggiore tra i tre a partire dai valori iniziali, fissati in fase di emissione rispettivamente a 12397,59 punti, 1475 e 39530,11 punti. Tali valori sono determinanti ai fini del possibile rimborso anticipato e per stabilire l’eventuale importo di esercizio alla scadenza naturale del 24 marzo 2015. Vediamo in che modo. A partire dalla data di emissione, con cadenza semestrale, il certificato prevede uno schema di date di rilevazione intermedie in occasione delle quali è possibile conquistare il diritto al rimborso anticipato, con un premio pari al 7,85% per ogni semestre trascorso, a condizione che tutti e tre gli indici si trovino almeno al loro valore di partenza. In corrispondenza della prima data di osservazione del 24 settembre 2010, la variazione negativa dell’indice delle ricevute di deposito russe ( in linea bianca nel grafico ) e di quello delle H-Shares cinesi quotate ad Hong Kong ( in linea arancio ) ha impedito al certificato di essere rimborsato e così il prossimo appuntamento è in programma per il prossimo 24 marzo. A tale data, nell’ipotesi che tutti e tre gli indici riescano ad attestarsi al di sopra dei rispettivi strike, verrà decretato un rimborso pari a 1157 euro, dato dai 1000 euro nominali maggiorati dei due coupon semestrali del 7,85%. Ed è proprio questa aspettativa di rimborso a suscitare l’interesse dei trader e degli operatori più attenti alle occasioni che il mercato secondario offre. Infatti, partendo da una quotazione che nei primi giorni di marzo era scesa a ridosso del nominale, è possibile stimare in circa 15 punti percentuali l’upside raggiungibile in circa un mese. La condizione necessaria per far sì che questa prospettiva di rendimento diventi concreta è che tutti e tre gli indici si trovino a quella data al di sopra della linea dello zero ( rappresentata graficamente dalla linea tratteggiata rossa ): ai prezzi rilevati il 28 febbraio, nonostante l’aggravarsi delle tensioni nel nord Africa, l’indice russo era abbondantemente al di sopra dello strike ( 1775 punti, in rialzo del 20%) mentre in equilibrio ma frazionalmente positivi risultavano l’Hang Seng China ( a +0,86% a 12502 punti) e il Bovespa in $ ( +1,85% a 40261 punti). Si comprende quindi quanto sia fondamentale ai fini del possibile rimborso anticipato alla seconda data intermedia a disposizione che gli indici di Cina e Brasile  riescano a fissare l’asticella al di sopra degli strike. Ma cosa accadrebbe se ciò non accadesse? Come detto, ogni sei mesi fino alla scadenza sarà possibile ottenere il capitale maggiorato dei premi cumulati in caso di andamento positivo simultaneo dei tre indici, mentre nel caso in cui fino all’ultima rilevazione anche uno solo dei tre si trovi al di sotto dello strike, si guarderà ad una barriera posta al 75% dei rispettivi livelli iniziali. Qualora il peggiore tra i tre sia in negativo di una percentuale non superiore al 25%, si riceverà il rimborso dei 1000 euro nominali, viceversa per il rimborso si terrà conto della performance peggiore.

All’ultimo aggiornamento, rilevato sulla base dei prezzi odierni, il vantaggio sullo strike da parte degli indici di Cina e Brasile è aumentato rispettivamente al 3,41 e 4,56%, motivo per cui il certificato ha raggiunto un prezzo denaro – lettera pari a 1083,35 – 1103,35 euro. Un’ottima notizia per chi, solamente pochi giorni fa, è riuscito ad approfittare dei prezzi di saldo facendo acquisti a 1000 euro o poco più. Per chi, al contrario, non avesse avuto modo di fare il proprio ingresso, l’attenzione ora deve essere posta al rischio che un ribasso di uno dei due indici più pericolanti possa portare al mancato rimborso anticipato.

Tratto dal Certificato del Giorno del 18 marzo 2011

Il ribasso registrato dai mercati azionari mondiali nell’ultima settimana, accentuato dalle preoccupazioni generate dal sisma-tsunami che ha tragicamente colpito il Giappone esattamente sette giorni fa, ha fatto tornare nuovamente in bilico il destino dell’Athena Emerging Worst Of di cui ci siamo occupati nel Certificato del Giorno del 7 marzo scorso. Il buon margine che gli indici di Cina e Brasile avevano accumulato sul livello strike è stato interamente assorbito dagli ultimi ribassi di borsa e così, a soli sei giorni dalla rilevazione del 24 marzo, il destino del certificato è appeso ad un filo. Secondo quanto rilevato nel corso della mattinata, sia l’indice Hang Seng China che il Bovespa ( $) sono appena positivi rispetto allo strike e in particolare l’indice brasiliano segna un flebile quanto impercettibile + 0,01% sul livello che potrà far scattare il rimborso anticipato alla data di rilevazione prevista. Il certificato, dal canto suo, ha perso terreno dai 1100 euro a cui era arrivato a quotare soltanto pochi giorni fa, e viene osservato sul Sedex a 1039,3 euro in denaro e 1059,3 euro in lettera. Se ne ricava che qualora il rimborso anticipato diventasse realtà, fra soli sei giorni il certificato varrebbe 1157 euro, generando così una plusvalenza del 9,22% sul prezzo di possibile acquisto. Attenzione , però, all’eventualità che un minimo ribasso di uno dei due indici emergenti provochi lo slittamento del possibile rimborso anticipato di almeno sei mesi.

Tratto dal Certificato del Giorno del 22  marzo 2011

Con la chiusura odierna a 12783 punti, l’indice Hang Seng China è ancora il più attardato tra i tre indici che compongono il basket sottostante dell’Athena Emerging Worst Of di cui vi stiamo proponendo una cronaca day by day in vista del possibile rimborso anticipato che potrebbe verificarsi il prossimo 24 marzo. Tuttavia, se restassero così le cose anche in chiusura di seduta del prossimo giovedì, per il certificato finora rimasto in bilico il rimborso non sarebbe più un miraggio. In virtù dei 1157 euro di possibile liquidazione e dei 1114 euro del prezzo a cui oggi viene esposto in lettera, l’upside a sole 48 ore è ancora del 3,85%.

UNICREDIT E SOLARWORLD, RENDIMENTI EXPRESS POCO EAS

Esaurita la carrellata di analisi che hanno segnato il percorso di avvicinamento al rimborso anticipato di uno dei migliori certificati su indici emergenti collocati sul mercato italiano nell’ultimo anno, passiamo ad altre due storie che hanno raggiunto il massimo obiettivo possibile solo grazie ad uno sprint finale degno di un centometrista. I due certificati che hanno strappato al rialzo quasi al fotofinish sono due Easy Express Certificates emessi da Sal. Oppenheim l’8 marzo 2010, che il 24 marzo scorso hanno rilevato il valore finale dei rispettivi sottostanti al fine di stabilire l’importo di esercizio. I due certificati facevano parte di una serie di 13 Easy Express scritti su altrettante blue chip internazionali e il bilancio complessivo alla scadenza del 25 marzo 2011 è stato di sole due emissioni rimborsate con un valore inferiore al nominale e ben undici liquidate con il massimo importo possibile. In particolare, l’Easy Express sul titolo Unicredit ( DE000SAL5GD3 ) prevedeva il rimborso a scadenza di un importo pari a 114 euro a condizione che il livello di chiusura del sottostante alla data di valutazione del 24 marzo 2011 fosse stato almeno pari a 1,73 euro. Dato per spacciato ad inizio 2011, per via di una quotazione di Unicredit inferiore a 1,50 euro, il certificato ha innescato la marcia veloce, avvicinandosi progressivamente ai 114 euro, grazie all’allungo piazzato dal titolo di Piazza Cordusio da metà gennaio in avanti, con il raggiungimento di quota 2,025 euro alla data del 18 febbraio. La profonda correzione che ne è seguita, che ha spinto il titolo nuovamente al di sotto di 1,70 euro, nella giornata del 17 marzo scorso ha fatto temere per le sorti del certificato che, infatti, ne ha risentito immediatamente, dato l’approssimarsi della data di valutazione, scendendo ben al di sotto dei 100 euro. Tuttavia, grazie allo sprint dell’ultima settimana, Unicredit è riuscita a riconquistare la soglia di 1,80 euro e concludendo la seduta di valutazione a 1,872 euro, ha permesso la liquidazione dell’importo express nella misura di 114 euro, ovvero con un rendimento del 14% in un anno.

Ancora più eclatante è stato lo strappo rialzista che ha consentito all’Easy Express sul titolo del solare tedesco Solarworld ( Isin DE000SAL5GB7 ) di essere rimborsato nella misura massima di 123,5 euro. Il livello che avrebbe attivato il pagamento del premio sul nominale era infatti pari a 8,64 euro, un valore che per lungo tempo è stato guardato dal basso verso l’alto da Solarworld. Ma tra i svariati effetti che l’emergenza nucleare ha prodotto a seguito del catastrofico sisma in Giappone, ce n’è stato uno che ha innescato una sfrenata corsa agli acquisti sui titoli delle energie alternative. Le azioni dell’azienda tedesca hanno così guadagnato nel giro di soli 5 giorni oltre il 50% , passando dai 7,63 euro della chiusura dell’11 marzo a 11,46 euro di 5 giorni dopo. Una sorpresa del tutto inaspettata anche da chi stava solo attendendo la scadenza del relativo Easy Express per fare i conti con i danni causati dal crollo delle quotazioni dall’emissione di marzo 2010. Al contrario, grazie al rally dell’ultima settimana, il certificato è stato in grado di schizzare dai 74 euro dei giorni precedenti al sisma ai 123,5 euro del rimborso.

Tre storie di successo per tre certificati che, percorrendo strade differenti e pur essendo scritti su sottostanti molto diversi tra loro, hanno raggiunto il medesimo obiettivo quasi contemporaneamente. Il comune denominatore tra le tre emissioni è infatti quello di aver reso percentuali di guadagno comprese tra il 14% dell’Easy Express su Unicredit e il 23,5% di quello su Solarworld, passando per il 15,7% dell’Athena Emergenti, in un solo anno e per di più a fronte di un andamento negativo o solo moderatamente positivo dei sottostanti su cui i tre strumenti erano scritti.

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