Accelerator, un passo più lungo della gamba

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In rampa di lancio l’Accelerator di Banca IMI. In leva al rialzo e sotto la barriera spunta l’airbag.

Il trend rialzista delle borse europee, cominciato negli ultimi mesi del 2010, si sta profilando un sentiero a ostacoli: la crisi libica e l’emergenza nucleare hanno innervosito le piazze mondiali mentre i downgrade che si sono abbattuti sulle banche di Spagna e Portogallo rischiano di mettere in discussione l’intero asset europeo. Picchi della volatilità fino al 26%, come quelli segnati dall’indice delle blue chip europee  nell’ultimo mese, affiancati ad un’aspettativa di rialzo dei tassi d’interesse  da parte della BCE in un futuro prossimo non ancora identificato, suggeriscono una presa di posizione di breve – medio periodo, in attesa della parte piana del sentiero. Un’alternativa alle emissioni dal ridotto orizzonte temporale che si caratterizzano per promesse di rendimento altrettanto ridotte, può essere idealmente rappresentata da una delle novità più interessanti che il mercato italiano si appresta ad accogliere. Presentato con un inedito nome commerciale, l’Index Accelerator Certificate di Banca IMI (Isin XS0598810439) verrà emesso a 1000 euro il prossimo 13 aprile con termine ultimo per la sottoscrizione fissato all’8 aprile.

A fronte di un orizzonte temporale di medio termine, data la durata triennale, la struttura opzionale del certificato permette una buona replica del corso del sottostante anche nei primi mesi, agevolando così l’eventuale chiusura della posizione prima della scadenza, datata 14 aprile 2014.  Scritto sull’Eurostoxx 50, con rilevamento dello strike il giorno di emissione, l’Accelerator consente di partecipare con una leva dell’1,3 al rialzo del sottostante fino a un rimborso massimo di 1390 euro, ovvero al 139% del nominale, corrispondenti a un upside dell’indice del 130%. Ciò vuol dire, ad esempio, che se l’indice europeo sarà a scadenza in rialzo del 10% rispetto allo strike, il rendimento del certificato sarà del 13%;  se invece sarà in progresso del 50%, il premio sul nominale non sarà del 65%, in virtù della partecipazione in leva, bensì “cappato” al 39%.  Ad una resistenza al rialzo che impedisce di guadagnare in maniera illimitata, fa fronte una protezione condizionata che agisce fino a un livello dell’Eurostoxx  pari al 50% dello strike; ciò vuol dire che perfino un dimezzamento dell’indice non causerà perdite in conto capitale per il certificato. Inoltre, ed è questa una delle caratteristiche più interessanti dell’emissione, a differenza di quanto avviene nei classici certificati con barriera, al di sotto del 50% l’Accelerator beneficiando di una sorta di airbag sarà in grado di ammortizzare i danni causati dal profondo ribasso. Più in particolare, sfruttando il meccanismo già noto nelle emissioni di Airbag Certificates, l’Accelerator prevede un rimborso pari al doppio del corrispettivo risultante dall’effettiva perdita dell’indice; per chiarire con un esempio, a  fronte di un ribasso del 60% dell’Eurostoxx 50, il certificato anziché rimborsare 400 euro, ne liquiderebbe 800, riducendo notevolmente la perdita al 20% dal nominale. Appurato che solamente un tracollo dell’Eurostoxx 50 ( -55% da 2898 punti ) che porti le quotazioni a toccare i 1300 punti, ossia valori di gran lunga inferiori ai minimi fissati a marzo 2009, potrà causare una perdita del 10% ogni 1000 euro investiti, passiamo ad analizzare il comportamento atteso della struttura costruita da Banca IMI al fine di stimarne la reattività ai movimenti del sottostante.

Tenuto conto degli attuali livelli di volatilità, dividend yield e tassi di interesse, prendendo come riferimento per lo strike un valore di 2898 punti, a fronte di un rialzo dell’indice del 12% (3245,76 punti) che varrà un rendimento del 15,6% alla scadenza dell’Accelerator, il titolo mostra una proiezione di crescita del 9,6% ad un anno dall’emissione e dell’11,25% ad un anno dalla scadenza. Tuttavia, più l’Eurostoxx 50 tende ad avvicinarsi al cap, minore è la reattività del certificato: infatti, ipotizzando un apprezzamento dell’Eurostoxx  pari al 30%, tale da rendere plausibile un rimborso a scadenza di 1390 euro, la struttura opzionale a un anno dalla maturity segna una proiezione di 1219 euro ( in rialzo quindi del 21,9%). La medesima resistenza si può notare al ribasso:  la protezione fino al 50% sostiene infatti il prezzo del certificato vicino al nominale fino a perdite di circa il 14%. In corrispondenza di questo valore, pari a 2492 punti, dopo un anno l’Accelerator mostra un fair value di 951,69 euro, mentre a un anno dalla scadenza cresce a 966,182 euro.

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