Un low strike tutto italiano

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L’inflazione spaventa ma l’Equity, con una giusta selezione e approcciata con gli strumenti giusti, rimane ancora l’asset class da
prediligere in portafoglio. In tal senso, guardando al segmento dei certificati hanno fatto breccia nei portafogli degli investitori i Low Strike che, per le loro caratteristiche, in un contesto di incertezza rappresentano il profilo di rimborso da prediligere mentre a livello di sottostante il Vecchio Continente sembra ora avere le carte in regola per contrastare il dominio americano in termini di performance. In particolare, l’Italia ha mostrato da inizio anno una forza relativa mai vista prima.

Facendo leva su questi concetti Leonteq ha lanciato un nuovo Phoenix Memory Airbag (Isin CH1117917000) targato Leonteq agganciato a 4 big italiane, ovvero Eni, Intesa San Paolo, Stellantis e UniCredit. Il basket a 4, rispetto a tre asset comunemente presenti, unitamente alla scadenza massima fissata per il 2025, hanno permesso di strutturare in questo momento dove la volatilità è compressa un low strike con barriera 60% che punta a un rendimento annuo dell’8% con memoria, distribuito trimestralmente, e dotato di opzione autocallable, per non dover attendere proprio il 2025, con il classico marchio di fabbrica di Leonteq, ovvero i trigger Step down.

Si tratta di un certificato che può rispondere a diverse esigenze. Offre senza dubbio l’opportunità di monetizzare i guadagni e quindi consolidare i profitti, spostandosi su un prodotto sicuramente meno performante ma con spiccate doti difensive e può altresì essere usato per chi volesse puntare a strutturare un piano di cedole periodiche con un elevata probabilità di incassarle, anche perché dotate di effetto memoria. Si ricorda, infatti, che il certificato purché nessuno dei sottostanti si faccia rilevare a -40% di performance dal livello iniziale, è in grado di pagare un premio del 2% trimestrale.
Altro elemento interessante oggi è il prezzo. I sottostanti viaggiano tutti in frazionale ribasso, con il worst of è UniCredit a circa -1%, ma il certificato è acquistabile a 983 euro, aumentando, seppur di poco il rendimento previsto all’emissione Sottolineiamo infine i due elementi principali di protezione.
Oltre la barriera capitale al 60% e la marcata asimmetria di trigger decrescenti del 5% di anno in anno sul fronte dell’autocallable, attenzione a non sottovalutare l’effetto Airbag. Questa opzione accessoria si accende sotto barriera e quindi solo alla naturale scadenza e consente al certificato di attutire le perdite che invero si avrebbero nel caso dei comuni Phoenix o Cash Collect. Prendiamo ad esempio il caso peggiore in assoluto, ovvero una rottura della barriera coincidente con uno scenario dove il peggiore dei sottostanti del basket faccia segnare ad esempio un -50% di performance dallo strike iniziale. In un classico Phoenix il rimborso sarebbe pari al 50% del valore nominale e quindi pari a 500 euro mentre nell’Airbag o Low Strike, non funziona così. Il rimborso della componente lineare (500 euro) sarà infatti moltiplicato per il rapporto airbag dato tra il nominale e la barriera (100/60=1,667) e in
tale scenario all’investitore verranno rimborsati 833,33 euro. La perdita si è infatti più che dimezzata. Senza eventualmente contare le cedole incassate durante la vita del prodotto che potrebbero aver attenuato ancora di più il saldo complessivo nello
scenario negativo.

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