Un basket per puntare sull’Italia

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Oltrepassata quota 25000 punti il FTSE Mib guadagna posizioni sui mercati europei. Leonteq punta su tre big che valgono l’8% annuo

Il FTSE Mib è tornato a scambiare sui livelli pre-Lehman Brothers. Ci ha impiegato 13 anni per riagganciare e rimanere in pianta stabile sopra la soglia dei 25.000 punti e ora i target sono davvero ambiziosi. Il mercato italiano, e questa è già di per sé una novità, continua ad avere una forza relativa maggiore rispetto ai listini del Vecchio Continente ed è il caso di sfruttare questa dinamica sul fronte Investment, che continua a proporre soluzioni alternative per evitare di rimanere a guardare in una sessione estiva che per il momento non si prevede certo all’insegna della debolezza.

L’asimmetria dei rendimenti è qualcosa che solo questo tipo di asset garantisce e diviene quanto mai necessaria una protezione ulteriore quando si attraversano fasi con compressioni di volatilità come quella attuale. Tra le ultime emissioni con basket totalmente incentrati sui titoli italiani spicca un Phoenix Memory di Leonteq (Isin CH0599562680) che abbraccia i tre temi di mercato più interessanti, dal bancario con Intesa San Paolo, all’industriale con Leonardo e per finire sul settore dell’energy infrastrutturale con Tenaris. Un basket diversificato, e questo non è sempre un bene per i worst of, ma comunque distinto da una correlazione mediamente alta, e questo è invece sempre un bene. Non c’è troppa possibilità di monetizzare la volatilità dei sottostanti, ma non per questo le condizioni di rendimento ne risentono. La scadenza è settata sul 2024, pertanto sono 3 anni di vita massima, ma è anche prevista l’uscita anticipata.

In particolare, da gennaio 2022 entrano in gioco le opzioni autocallable, che ormai come da marchio di fabbrica di Leonteq, prevedono trigger decrescenti e ogni anno, nello specifico, la soglia attivante scenderà progressivamente del 5% dal 100% iniziale. Fattore che, aumenta considerevolmente l’asimmetria e la possibilità di generare guadagni non solamente legati al buon andamento dei titoli sottostanti. I premi periodici del 2% con effetto memoria e con cadenza trimestrale, pari quindi all’8% annuo, sono legati al rispetto del 60% dello strike iniziale. Qui c’è infatti una flessibilità entro il -40% di performance per pagare in ogni caso il premio previsto. L’effetto memoria, in presenza anche di forti drawdown, è un calmierante dei prezzi e questo può tornare utile per le valutazioni in termini di protezione del prodotto. Il payoff qualora si arrivi alla naturale scadenza, guarderà solo al livello barriera (60%). Tranne per Tenaris, che ha fatto i minimi leggermente più sotto, e per Leonardo, praticamente in linea con i minimi di fine ottobre 2020, si tratta di barriere storicamente posizionate su buoni livelli protettivi.

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