Multichance è il Phoenix Memory di Leonteq

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Multichance o Reload è l’opzione che consente di difendersi da un solo sottostante in un basket al di sotto della barriera

L’elemento che più incide sulle sorti di un certificato a capitale protetto condizionato è ovviamente la barriera capitale. Pur rilevabile ormai quasi sempre alla naturale scadenza del prodotto, quando si parla di basket di più sottostanti, le performance molto negative del worst of potrebbero immediatamente riflettersi sui prezzi del certificato, soprattutto per quegli strumenti con vita residua molto lunga. Nell’innovazione di prodotto che ha interessato l’industria, aiutata anche dalle variabili di mercato ma anche dall’expertise acquisita dagli emittenti, sono state inserite nel tempo varie opzioni accessorie per limare il rischio knock-out.

Partendo dalla lookback per migliorare il fixing iniziale, passando dal compiaciuto Airbag si è arrivati anche all’opzione Multichance o Reload. Proprio di quest’ultima torniamo a parlare rispolverando un’emissione di luglio di Leonteq, da cui si vede il disallineamento marcato dei prezzi rispetto all’andamento del worst of. Si tratta di un Phoenix Memory Reload (Isin CH0555289575) che lega le sue sorti ad un paniere di 4 titoli italiani: FCA, Pirelli & Co, Intesa San Paolo e UniCredit, con quest’ultima attuale worst of a -21,56%. Nonostante la debacle del comparto bancario, anche Intesa San Paolo non è da meno con un -13%, il certificato scambia attualmente a 899,60 euro dopo aver già incassato la prima cedola del 2,5% trimestrale proprio in questi giorni. Se il discorso legato ai premi periodici non presenta differenze dalla classica struttura proposta da Leonteq con premi trimestrali con trigger fissato sulla barriera (60%) e autocallable decrescente del 5% di anno in anno, peculiare è però la presenza del Multichance a scadenza. Per intaccare infatti il capitale nominale sarà necessario che ben due sottostanti si trovino sotto il livello barriera. Questa accezione, che elimina di fatto il primo worst of, ha inevitabili benefici sia sull’esposizione al rischio, che sulla correlazione tra i sottostanti, elemento che qualora si muova al ribasso comporterebbe una depressione dei prezzi del certificato. Elemento poi che attenua anche la rischiosità di un basket worst of numeroso, in questo caso non poi così tanto essendo un basket a 4 titoli, ma gli effetti benefici si percepiscono. Guardando alla quotazione corrente del certificato, infatti, si nota che questa è allineata al secondo worst of, come era lecito attendersi qualora il peggiore del basket scappasse al ribasso come è accaduto per UniCredit. Non solo un case study, infatti questo Phoenix Memory Reload appare ora interessante per via della quotazione sotto la pari.

Sebbene i premi periodici siano agganciati al basket originario, che segue dinamiche differenti rispetto a ciò che guarda l’opzione Multichance valida solo a scadenza, l’effetto memoria di cui il certificato è dotato ammortizza il rischio di una rilevazione di UniCredit al di sotto del trigger posto a 5,199 euro, livello al momento mai avvicinato dal titolo. Il trigger decrescente sull’opzione autocall, invece, potrebbe far apprezzare la struttura con il solo passare del tempo, tenuto conto che ad esempio già a partire da ottobre 2023 il trigger scenderà all’85%. Pertanto, scambiando ora UniCredit al 78,44% dello strike iniziale, il gap da colmare non è così eccessivo senza dimenticare che ha scadenza è presente l’opzione Multichance.

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